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Lucini (Generali): "Non si può abbassare la guardia ora che le sfide dei cybercriminali crescono, si deve passare dal capire che c'è un rischio a sapere cosa fare"

La Responsabile Sustainability e Social Responsibility per Generali Country Italia è stata intervistata da Il Giornale d'Italia in occasione della presentazione del rapporto Cyber Index PMI 2025; focus su rischi cyber e sull' impatto sul business

13 Marzo 2026

Barbara Lucini, Responsabile Sustainability e Social Responsibility per Generali Country Italia è stata intervistata da Il Giornale d'Italia in occasione della presentazione del terzo rapporto sul Cyber Index PMI 2025. Il Cyber Index PMI è un’iniziativa promossa da Confindustria e Generali, con il contributo scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano e la partnership istituzionale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, con l’obiettivo di monitorare nel tempo l’evoluzione della postura di sicurezza del tessuto imprenditoriale italiano, intesa come capacità di governare il rischio cyber attraverso scelte strategiche, assetti organizzativi, processi e strumenti adeguati.

Quali sono le maggiori sfide per le PMI in ambito di cybersicurezza e sostenibilità?

Oggi presentiamo il terzo rapporto Cyber Index PMI, uno studio che promuoviamo come Generali insieme a Confindustria, con la partnership istituzionale di Agenzia per la Cybersicurezza nazionale e con il supporto del Politecnico di Milano. Nel complesso è una sfida di responsabilità: occuparsi di cybersicurezza in questo momento vuol dire prendersi cura della resilienza del nostro sistema economico e curarsi della competitività del nostro sistema di imprese. E quindi cosa ci dice il rapporto, quali sono le sfide che abbiamo che abbiamo di fronte? Il rapporto ci dice che stiamo andando nella direzione giusta, che abbiamo fatto qualche passo significativo e che il livello di consapevolezza delle piccole e medie imprese italiane è ancora al di sotto della sufficienza.

Questo vuol dire in pochissime parole, un livello di copertura ancora poco diffuso e poco adeguato. Perché ci teniamo a dare un messaggio chiaro rispetto agli esiti di questo terzo rapporto? Perché abbiamo un rischio. Se siamo eccessivamente ottimisti rischiamo che questo messaggio faccia abbassare la guardia in un momento in cui le sfide offensive dei cybercriminali crescono. D'altra parte dobbiamo evitare anche sfiducia e allarmismi, perché una corretta postura cyber si può rivelare, benché presente oggi in una parte ancora minoritaria delle imprese italiane, in una grande leva di competitività e di crescita. Quindi è che vogliamo arrivare, passare dal sapere che c'è un rischio a sapere cosa fare. Questa è una sfida che come Generali insieme ai nostri partner abbiamo preso con convinzione e che porteremo nei prossimi mesi anche in tanti territori italiani proprio per andare più vicini alle imprese, parlare in modo concreto e semplice e tradurre i risultati del rapporto che presentiamo oggi in azioni operative della loro vita quotidiana.

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