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Rischio, prevenzione e resilienza al centro della competitività del sistema Paese

Faragò (Aon): "Prevenzione, dati e innovazione per rafforzare la resilienza di imprese e sistema Paese e costruire un’Italia migliore"

Il Vice Presidente Esecutivo & Chief Commercial Officer di Aon racconta a Giordano Fatali, in collaborazione con Il Giornale d’Italia, il ruolo della gestione del rischio, dell’innovazione e del welfare aziendale per sostenere imprese, persone e competitività del Paese

13 Marzo 2026

Giuseppe Faragò, Vice Presidente Esecutivo & Chief Commercial Officer (CCO) di Aon

Giuseppe Faragò, Vice Presidente Esecutivo & Chief Commercial Officer Aon

Giuseppe Faragò, Vice Presidente Esecutivo & Chief Commercial Officer di Aon, ha rilasciato un'intervista a Giordano Fatali (Fondazione Campus Montecitorio) per la Rubrica "Come costruire un'Italia migliore", in collaborazione con Il Giornale d'Italia, in cui ha raccontato del ruolo strategico della gestione del rischio, della prevenzione e dell’innovazione nel rafforzare la resilienza delle imprese e del sistema Paese, soffermandosi sulle sfide poste dai cambiamenti climatici, dalle trasformazioni economiche e dai nuovi scenari geopolitici.

Come costruire un'Italia migliore? Da dove ripartire? 

Costruire un’Italia migliore significa innanzitutto rafforzarne la capacità di affrontare il cambiamento, anticipare i rischi e trasformare le sfide in opportunità di crescita sostenibile. Viviamo in un’epoca caratterizzata da profonde trasformazioni: la transizione digitale, l’emergenza climatica, l’evoluzione demografica e la crescente complessità geopolitica stanno ridefinendo il modo in cui lavoriamo e viviamo.

Ripartire significa investire nella resilienza del sistema Paese — economica, sociale e ambientale — mettendo al centro la cultura della prevenzione e la pianificazione di lungo periodo. È necessario costruire un ecosistema in cui istituzioni, imprese e cittadini collaborino per affrontare con consapevolezza i rischi attuali e garantire maggiore stabilità alle famiglie e al tessuto produttivo.

Un’Italia migliore è un Paese che investe nel capitale umano, promuovendo occupazione qualificata, benessere, formazione continua e inclusione. È anche un Paese che si dota di strumenti moderni per affrontare eventi estremi — come le catastrofi naturali e le minacce cyber — non solo reagendo alle emergenze, ma sviluppando modelli di prevenzione strutturata.

In questo contesto, la sfida è creare un nuovo equilibrio tra crescita economica, sostenibilità e protezione sociale, affinché il progresso sia diffuso, duraturo e capace di generare fiducia nel futuro.

Qual è il contributo concreto che lei e il mondo da lei rappresentato state dando per costruire un’Italia migliore?

Il contributo di Aon si fonda su una missione chiara: aiutare persone e organizzazioni a prendere decisioni migliori, riducendo l’incertezza e rafforzando la loro capacità di affrontare i rischi. In un Paese come l’Italia, caratterizzato da un forte tessuto di piccole e medie imprese, il nostro ruolo è quello di partner strategico per la resilienza, fornendo dati, analisi e soluzioni che le aiutino a prendere decisioni informate.

Il nostro contributo concreto si sviluppa su tre piani: imprese, persone e sistema Paese. Aiutiamo aziende di ogni dimensione a mappare e gestire i rischi: da quelli tradizionali (property, liability) ai rischi emergenti (cyber, supply chain, climate).

Supportiamo i clienti nel proteggere investimenti e posti di lavoro, costruendo programmi assicurativi e di risk management che rendono sostenibile la crescita. Per le loro persone offriamo soluzioni di welfare aziendale, benefit e piani sanitari e previdenziali che migliorano il benessere dei lavoratori e delle loro famiglie. Sosteniamo i clienti nel creare ambienti di lavoro più inclusivi, attrattivi e sostenibili e promuoviamo una cultura di prevenzione e salute che riduce i costi sociali nel lungo periodo.

Per il sistema Paese collaboriamo con istituzioni, associazioni di categoria e mondo accademico per diffondere una maggiore cultura del rischio e della protezione, analizzando i trend che impatteranno l’Italia nei prossimi anni e mettendo a disposizione insight e soluzioni pratiche.

In questo contesto, Aon contribuisce concretamente a rendere il sistema italiano più solido, innovativo e pronto ad affrontare il futuro.

Quali sono le iniziative più innovative che state programmando per il futuro? 

Il futuro richiede un approccio sempre più integrato tra analisi dei dati, tecnologia e consulenza specializzata. In Aon stiamo investendo in iniziative che mirano a trasformare il modo in cui i rischi vengono analizzati, prevenuti e gestiti, con un forte focus sull’innovazione e sull’AI.

L’innovazione per noi si concretizza nell’investimento in piattaforme che integrano big data, modelli predittivi e scenari di rischio (ad es. eventi climatici estremi, interruzioni di supply chain, cyber incident). Questo ci permette di offrire alle aziende simulazioni sempre più sofisticate, supportando decisioni strategiche su investimenti, localizzazioni produttive, continuità operativa.

Utilizziamo tecnologie avanzate, inclusa l’intelligenza artificiale, per migliorare l’esperienza del cliente, ridurre i tempi di risposta e aumentare la qualità delle consulenze. L’obiettivo non è sostituire la relazione umana, ma darle più valore, liberando tempo per l’analisi strategica e il confronto.

Il nostro impegno è mettere l’innovazione al servizio del tessuto produttivo italiano, affinché imprese, istituzioni e persone possano affrontare il futuro con maggiore consapevolezza, competitività e resilienza.

Tra i temi di attualità più importanti nel panorama nazionale e internazionale, quale notizia pensa debba essere sottolineata e rilanciata? Perché?

Metterei in evidenza un tema trasversale: la crescente interconnessione tra rischi climatici, geopolitici, economici e sociali.

Eventi climatici estremi, tensioni geopolitiche, inflazione, transizione energetica, invecchiamento demografico: non sono fenomeni separati, ma parti di un unico scenario di rischio complesso.

Questa complessità sta impattando l’Italia in modo diretto: dalla sicurezza delle infrastrutture alla stabilità delle filiere produttive, dal costo della vita al welfare pubblico.

Rilanciare questi temi significa stimolare investimenti in resilienza, innovazione e protezione, contribuendo a costruire un Paese più sicuro, sostenibile e preparato alle sfide future.

Queste tematiche richiedono un cambio di mentalità; non possiamo più ragionare per silos e ciò rende ancora più centrale il ruolo di chi, come noi, lavora su valutazione, prevenzione e trasferimento dei rischi, aiutando imprese, istituzioni e cittadini a non subire il cambiamento ma a governarlo.

Se ben gestita, questa fase può diventare anche un’opportunità.

In sintesi, l’attualità ci dice che il rischio non è solo una minaccia: è anche il campo su cui si gioca la competitività futura dell’Italia. Il nostro impegno è accompagnare questa trasformazione con strumenti concreti, dati solidi e una visione di lungo periodo.

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