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Gaza, anche Islanda a Olanda contro Israele alla Corte Internazionale di Giustizia: "Ha compiuto genocidio dei palestinesi"

Cresce il numero di Stati alla Corte dell’Aia contro Israele: focus su sfollamenti, fame e minori, mentre la Germania si sfila dal sostegno a Tel Aviv

20 Marzo 2026

La Corte Penale Internazionale e i politici occidentali: il rispetto delle decisioni “se e quando ci fa comodo”

Fonte: imagoeconomica

Anche l'Islanda e l'Olanda sono intervenute al processo intentato dal Sud Africa alla Corte Internazionale di Giustizia contro Israele. Reykjavik e Amsterdam hanno infatti dichiarato di voler prendere parte all'indagine che accusa Tel Aviv di aver commesso genocidio nei confronti dei palestinesi di Gaza.

Gaza, anche Islanda a Olanda contro Israele alla Corte Internazionale di Giustizia: "Ha compiuto genocidio dei palestinesi"

Si amplia il fronte internazionale nel caso per genocidio intentato dal Sud Africa contro Israele presso la Corte Internazionale di Giustizia. L’11 marzo Paesi Bassi e Islanda hanno depositato dichiarazioni di intervento ai sensi dell’articolo 63 dello statuto della Corte, entrando formalmente nel procedimento per contribuire all’interpretazione della Convenzione sul genocidio del 1948.

L’iniziativa rafforza un blocco sempre più ampio di Stati che chiedono chiarimenti giuridici sull’applicazione della Convenzione alle operazioni israeliane nella Striscia di Gaza. Con questi ultimi ingressi, salgono a 18 i Paesi intervenuti, tra cui Belgio, Brasile, Spagna e Turchia.

Nel suo intervento, l’Islanda ha posto particolare enfasi sull’impatto del conflitto sui minori, sostenendo che attacchi contro bambini – inclusi uccisioni e danni fisici o psicologici gravi – rappresentano indicatori rilevanti dell’intento genocida. Una posizione che richiama un principio giuridico sempre più discusso: la possibilità di dedurre il dolo specifico anche da pattern di condotta sistematici, specialmente quando colpiscono gruppi vulnerabili.

I Paesi Bassi, da parte loro, hanno evidenziato le condizioni imposte alla popolazione civile di Gaza, citando sfollamenti di massa, elevati numeri di vittime tra i minori e restrizioni agli aiuti umanitari. Secondo l’Aia, la privazione deliberata di risorse essenziali – inclusi cibo e assistenza – potrebbe costituire elemento chiave per dimostrare l’intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo protetto.

Il caso, avviato nel 2023 dal Sud Africa, si fonda sull’articolo II della Convenzione sul genocidio, che definisce il crimine come una serie di atti compiuti con intento distruttivo nei confronti di un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso.

Nel frattempo, si registra anche un cambio di posizione da parte della Germania, che ha deciso di non intervenire a sostegno di Israele, nonostante precedenti dichiarazioni in tal senso. La scelta sarebbe legata a un procedimento parallelo avviato contro Berlino dal Nicaragua, sempre davanti alla Corte.

Mentre la Corte Penale Internazionale procede separatamente sul piano penale individuale, il giudizio della Corte Internazionale di Giustizia si concentrerà sulla responsabilità degli Stati, con implicazioni potenzialmente rilevanti per l’ordine giuridico internazionale.

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