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Netanyahu va in Florida e sorvola indisturbato gli Stati membri CPI Grecia, Francia e Italia incurante del mandato d'arresto internazionale

L'aereo di Stato israeliano è tornato a sorvolare i cieli italiani, col silenzio complice delle autorità politiche. Neppure Grecia e Francia si sono opposte, lasciando impunita la politica genocida di Netanyahu. Coerente invece la Spagna, la più decisa nel condannare i crimini di Tel Aviv

29 Dicembre 2025

Netanyahu va in Florida e sorvola indisturbato gli Stati membri CPI Grecia, Francia e Italia, incurante del mandato d'arresto internazionale

Oltre nove ore di viaggio, a bordo del suo Wing of Zion, partendo da Tel Aviv in direzione Florida, passate nella totale incuranza e impunità dei crimini di guerra commessi (e tutt'ora in corso) nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania. È stato questo il viaggio di Benjamin Netanyahu che, per raggiungere l'alleato Trump, ha sorvolato gli spazi aerei di GreciaItaliaFrancia con la piena complicità di Paesi, questi, che in quanto Stati membri della CPI avrebbero dovuto garantirne l'arresto.

Netanyahu va in Florida e sorvola indisturbato gli Stati membri CPI Grecia, Francia e Italia incurante del mandato d'arresto internazionale

È successo di nuovo. Sull'Italia. Dopo i tre precedenti viaggi aerei del premier israeliano Netanyahu avvenuti tra febbraio e luglio scorso. Nonostante un mandato d'arresto internazionale pesi sulla sua testa, Netanyahu è riuscito ancora una volta ad entrare nello spazio aereo di un Paese, l'Italia appunto, che in quanto membro della Corte Penale Internazionale avrebbe dovuto garantirne l'arresto. E con lei GreciaFrancia, ugualmente membri CPI che, nonostante questo, hanno permesso a Netanyahu di viaggiare indisturbato.

Le immagini di tracciamento rotta aerea che ci giungono da Flight Radar parlano chiaro: il Wing of Zion, il nome dell'aereo "ufficiale" israeliano, ha scelto una traiettoria di viaggio ben più lunga del solito, dovendo evitare di passare sui cieli spagnoli. A fine settembre, Netanyahu però aveva scelto di rinunciare anche ai cieli francesi, onde evitare - motivò il Times of Israel - "problemi legati al mandato d’arresto emesso dalla Corte penale internazionale nei suoi confronti". Questa volta però Grecia, Italia e Francia strizzano nuovamente l'occhio al premier israeliano mentre resta di granitica coerenza la condanna spagnola contro di lui.

Torna ad allungarsi così l'ombra della complicità politica, tra cui quella italiana - terzo Paese per esportazioni di armi ad Israele tra il 2020 e il 2024 -, con le mosse genocide del governo israeliano, che continua ad agire impunemente, senza contro-azioni concrete di stigma e condanna aperta. Le scorse volte, per l'Italia, le opposizioni avevano sollevato dubbi. Dubbi a cui il ministro Antonio Tajani e la premier Giorgia Meloni avevano risposto parlando di estraneità ai fatti ("Non sapevamo la rotta"). Persino un pool di avvocati, ad ottobre, aveva chiesto spiegazioni alla Presidenza del Consiglio e al Ministero delle Infrastrutture, ricevendo in tutta risposta: "La materia esula dalle competenze di questa amministrazione (e) si fa presente di non avere agli atti la documentazione richiesta". Al momento, su questo ennesimo sfregio, i vertici della politica italiana non hanno rilasciato dichiarazioni, sebbene sia sempre più evidente l'impunità di cui gode Netanyahu.

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