05 Febbraio 2026
"Passi avanti positivi" nel round di colloqui per arrivare ad un accordo sulla fine del conflitto russo-ucraino, fa sapere l'inviato speciale del Cremlino Kirill Dmitriev, nonostante sia ancora "ingombrante" la presenza dei "guerrafondai Gran Bretagna e Unione Europea" intenzionate a "minare" i negoziati.
Si apre oggi, giovedì 5 Febbraio, ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, il secondo giorno di negoziati sulle trattative relative alla fine del conflitto russo-ucraino. Le posizioni restano rigide su ambo i versanti: la Russia rivendica la conquista dei territori di Donbass, Crimea, Kherson, Sumy e di Zaporizhzhia e spinge per un ritiro delle truppe ucraine dalle regioni occupate - tenendo coerenza dunque con la cosiddetta "formula di Anchorage" già preliminarmente elaborata nei precedenti colloqui Putin-Trump. L'Ucraina fa invece resistenza: respinge l’ipotesi di una cessione unilaterale, chiede il congelamento del conflitto lungo l’attuale linea del fronte e rivendica piene garanzie di sicurezza nel caso di violazioni del cessate il fuoco da parte di Mosca.
Il secondo giorno di colloqui di oggi si è aperto con le parole di Kirill Dmitriev, citato dalla Tass: "Stiamo lavorando attivamente con l'amministrazione Usa per ripristinare le relazioni economiche bilaterali" ha fatto sapere, "anche attraverso il gruppo di cooperazione economica russo-americano". Rimane però l'"ostacolo" delle resistenze britanniche ed europee che, secondo Dmitriev, "stanno costantemente cercando di interferire nel processo. Più ci sono questi tentativi, più è evidente che ci sono progressi e un andamento positivo in avanti".
Intanto nella notte nuovi attacchi russi hanno colpito la capitale ucraina, in particolare nei distretti di Obolonskyi - dove sono divampati incendi, Sviatoshynskyi e Solomianskyi. La giornata di ieri, primo giorno di trattative, si è conclusa con le positive dichiarazioni del negoziatore Rustem Umerov che le ha definite "sostanziali e produttive, incentrate su misure concrete e soluzioni pratiche". Intanto però il presidente Volodymyr Zelensky continua a fornire numeri sulle vittime ucraine del conflitto non del tutto verificate e, potenzialmente, sottostimate: "Dall'inizio della guerra con la Russia sono morti quasi 55 mila soldati ucraini" evocando il "gran numero di persone considerate disperse".
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