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Caso "cecchini del weekend" a Sarajevo, 80enne di Pordenone indagato per omicidio volontario aggravato: "Si vantò di aver ucciso dietro pagamento"

Nell'inchiesta aperta dalla Procura di Milano sui civili che pagavano per "divertirsi" sparando sui civili della Sarajevo occupata, esce un primo indagato: un 80enne autotrasportatore accusato di omicidio reiterato

04 Febbraio 2026

Caso "cecchini del weekend" a Sarajevo, 80enne di Pordenone indagato per omicidio volontario aggravato: "Si vantò di aver ucciso dietro pagamento"

80 anniex autotrasportatore residente in provincia di Pordenone: queste le informazioni sull'identità di un primo indagato nella terribile inchiesta sul caso dei cosiddetti "cecchini del weekend", persone che pagavano per andare ad uccidere donne, uomini e bambini nella Sarajevo del 1992-1995 assediata dai serbo-bosniaci.

Caso "cecchini del weekend" a Sarajevo, 80enne di Pordenone indagato per omicidio volontario aggravato: "Si vantò di aver ucciso dietro pagamento"

La Procura di Milano ha notificato un invito a comparire in sede di interrogatorio all'uomo 80enne, al momento indagato per omicidio volontario continuato e aggravato per aver partecipato alla "caccia all'uomo" a Sarajevo. L'uomo, secondo le indagini del Ros dei Carabinieri guidate dal pubblico ministero Alessandro Gobbis, è accusato di avere causato la morte di civili inermi "in concorso con altre persone allo stato ignote", servendosi di "fucili di precisione dalle colline situate intorno alla città di Sarajevo". Il reato contestato all'80enne è aggravato da "motivi abietti".

A rendere ancora più torbida e sconvolgente l'inchiesta è che l'uomo, secondo testimonianze acquisite in fase d'indagine, si sarebbe vantato con terzi di "fare la caccia all'uomo" nella città jugoslava. L'uomo è accusato di omicidio continuato, ovvero di una pluralità di episodi che dunque si sarebbero reiterati nel tempo. In casa dell'80enne gli investigatori del Ros hanno trovato sette armi da fuoco regolarmente detenute. Si tratta di quattro fucilidue pistoleuna carabina. L'uomo comparirà in Procura il prossimo 9 febbraio.

L'inchiesta sui cosiddetti "cecchini del weekend" è nata dopo un esposto dello scrittore Ezio Gavazzeni assistito dagli avvocati Nicola Brigida e Guido Salvini. È stato proprio Gavazzeni ad aprire il caso, ora seguito dalla Procura di Milano: tra il 1992 e il 1996 circa, durante la guerra in Bosnia, cittadini italiani e non pagarono per "provare l'emozione" di uccidere bersagli umani. Questa scioccante "pratica" era già stata denunciata nel documentario Sarajevo Safari del regista sloveno Miran Zupanič. I civili-cecchini pagavano per appostarsi sulla cosiddetta "Sniper Alley" e sparare indiscriminatamente dalle postazioni serbo-bosniache. Il reato, spiegava Ezio Gavazzeni, è di "strage aggravata da futili motivi": sarebbero almeno cinque i cittadini italiani coinvolti, ma lo scrittore ipotizza un fenomeno ben più ampio. "Un terzo di loro ora potrebbero essere morti, ma ci sono due terzi ancora vivi, la cui età dovrebbe aggirarsi tra i 65 e gli 83 anni massimo".

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