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Israele, fermato Tzachi Braverman, capo gabinetto di Netanyahu: accusato di aver bloccato inchiesta su fuga di informazioni segrete su 7 ottobre

Fermato il capo di gabinetto di Netanyahu: è accusato di aver tentato di bloccare l’inchiesta sulla fuga di informazioni segrete a Bild. Pressioni politiche sulla sua nomina a Londra

11 Gennaio 2026

Israele, capo staff di Netanyahu Braverman nominato ambasciatore in Uk, accusato di aver alterato orario conversazioni del primo ministro il 7 ottobre

Tzachi Braverman, fonte: Facebook, @Randi Donen

La polizia israeliana ha fermato il capo di gabinetto del premier Benjamin Netanyahu, Tzachi Braverman. L'uomo è accusato di aver tentato di bloccare un'inchiesta su una fuga di informazioni segrete militari e riguardanti l'Idf sul 7 ottobre 2023 verso il quotidiano tedesco Bild.

Israele, fermato Tzachi Braverman, capo gabinetto di Netanyahu: accusato di aver bloccato inchiesta su fuga di informazioni segrete su 7 ottobre

La polizia israeliana ha fermato e interrogato Tzachi Braverman, capo di gabinetto del primo ministro Benjamin Netanyahu, con l’accusa di aver tentato di ostacolare un’indagine su una fuga di informazioni di intelligence del 7 ottobre 2023 finite al tabloid tedesco Bild. A rivelarlo è il Times of Israel, che cita fonti investigative e una nota ufficiale delle forze dell’ordine.

Il fermo è avvenuto nella mattinata di domenica, quando agenti dell’unità anticrimine Lahav 433, specializzata in reati di particolare rilievo, hanno fatto irruzione nell’abitazione di Braverman. Dopo una perquisizione, l’alto funzionario è stato condotto al quartier generale dell’unità a Lod per essere interrogato. Secondo la polizia, Braverman è sospettato di aver interferito con le procedure investigative relative alla diffusione di materiale classificato.

L’indagine trae origine dalle dichiarazioni di Eli Feldstein, ex portavoce di Netanyahu, già incriminato per aver fatto trapelare documenti riservati a Bild. In un’intervista rilasciata all’emittente pubblica Kan, Feldstein ha affermato che Braverman fosse a conoscenza di un’indagine segreta sulla fuga di notizie mesi prima che diventasse pubblica e che gli avesse assicurato di poterla “bloccare. Secondo il racconto, l’incontro tra i due sarebbe avvenuto di notte in un parcheggio sotterraneo del complesso militare della Kirya, a Tel Aviv.

Dopo l'interrogatorio, la polizia ha aperto un nuovo fascicolo per verificare le accuse. Media israeliani riferiscono che durante le operazioni gli investigatori avrebbero sequestrato il telefono di Braverman e convocato anche Omer Mansour, portavoce dell’ufficio del primo ministro, come testimone. Non si esclude un confronto diretto tra Braverman e Feldstein nei prossimi giorni.

Il caso assume un peso politico rilevante perché Braverman è indicato come futuro ambasciatore di Israele nel Regno Unito. L’opposizione, guidata da Yair Lapid, ha chiesto di sospendere immediatamente la nomina, ritenendo incompatibile un incarico diplomatico di primo piano con un sospetto di ostruzione della giustizia in un’indagine di sicurezza nazionale. Posizione condivisa anche dal Movimento per la Qualità del Governo in Israele.

Di parere opposto il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar, che ha difeso la nomina sostenendo che un’indagine preliminare non può giustificare provvedimenti disciplinari o politici anticipati. Braverman, dal canto suo, ha respinto le accuse definendole “false e inventate”, mentre l’ufficio di Netanyahu ha ribadito di non avere alcun coinvolgimento nella vicenda.

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