11 Gennaio 2026
Alberto Trentini, fonte X: @anonymous Italia
Cresce l’ottimismo per il possibile rilascio di Alberto Trentini, il cui nome del cooperante italiano detenuto in Venezuela da oltre 13 mesi compare in una lista di prigionieri che il governo di Caracas sarebbe pronto a scarcerare. Per la prima volta dall’arresto, non si parla soltanto di speranza, ma di un concreto spiraglio diplomatico che potrebbe portare alla sua liberazione nel giro di ore o giorni.
Dopo oltre quattrocento giorni di detenzione nel carcere di El Rodeo I, per Alberto Trentini si apre una fase nuova e delicata. Il cooperante italiano risulta inserito in un secondo elenco di detenuti che le autorità venezuelane stanno valutando di liberare. L’annuncio delle scarcerazioni è stato dato dal presidente dell’Assemblea nazionale venezuelana, Jorge Rodríguez, con l’obiettivo dichiarato di aprire "una nuova stagione politica" e favorire la pacificazione del Paese. Ufficialmente, l’iniziativa viene presentata come un atto unilaterale del governo venezuelano, ma il contesto internazionale ha un peso determinante. Un segnale concreto è arrivato con la liberazione di alcuni detenuti dal carcere di El Rodeo I, dove Trentini è rinchiuso senza una condanna formale. Il suo nome non figurava nella prima lista, ma compare in un secondo elenco sul quale ora si concentrano le trattative diplomatiche, in un contesto che resta fluido e soggetto a continui aggiustamenti.
Sul fronte italiano, il sottosegretario agli Esteri Giorgio Silli, impegnato da settimane in un dialogo costante con Caracas, ha dichiarato: "Siamo moderatamente ottimisti: siamo al lavoro, ogni giorno è buono". Secondo gli attivisti per i diritti umani che seguono il dossier, "i rilasci proseguiranno nei prossimi giorni", ma restano da gestire aspetti procedurali fondamentali: documentazione, trasporto e condizioni sanitarie dei detenuti. Tra le condizioni poste dalle autorità venezuelane figura anche il silenzio stampa per chi verrà liberato. La famiglia di Alberto Trentini attende, mantenendo un profilo di assoluto riserbo. Fuori dal carcere di El Rodeo I, intanto, continuano le veglie dei familiari degli altri detenuti. La richiesta è una sola, semplice e potente: "Que sean todos". Che siano liberati tutti.
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