10 Gennaio 2026
Le proteste in Iran continuano, e questa volta a far sentire la propria è il procuratore generale del Paese Mohammad Movahedi Azad sulla tv di Stato, avvertendo che "chi manifesta rischia la pena di morte". Il procuratore si rivolge anche a chi aiuta i manifestanti dicendo che "anche loro saranno considerati nemici di Dio". Da questo punto di vista sono diversi i sospetti su Mossad e Cia, che potrebbero avere un ruolo nell'alimentare delle tensioni nate per via della crisi economica. E per il regime, sono gli Stati Uniti ad alimentare i disordini.
Mohammad Movahedi Azad ha affermato che "i procuratori devono preparare con attenzione e senza indugio, mediante l'emissione di atti d'accusa, le basi per il processo. I procedimenti devono essere condotti senza indulgenza, compassione o clemenza". Intanto, si fa anche la conta delle vittime. Secondo la rivista statunitense Time sarebbero 217 le vittime nella sola Teheran.
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