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Le origini dell'IDF, come 3 organizzazioni terroristiche - Haganah, Irgun e Banda Stern - divennero l'esercito dello Stato di Israele

La documentazione storica è inequivocabile: l'IDF fu formato dall'integrazione di tre organizzazioni paramilitari, di cui due - l'Irgun e la Lehi - furono formalmente designate come terroristiche dalle autorità britanniche, dall'Agenzia Ebraica, da figure come Albert Einstein, e in alcuni casi dallo stesso governo israeliano

08 Gennaio 2026

Le origini dell'IDF, come 3 organizzazioni terroristiche - Haganah, Irgun e Banda Stern - divennero l'esercito dello Stato di Israele

Idf, fonte: imagoeconomica

Il 26 maggio 1948, dodici giorni dopo la proclamazione dello Stato di Israele, il Primo Ministro David Ben-Gurion emanò l'ordinanza n. 4 che istituiva ufficialmente le Forze di Difesa Israeliane (IDF). Questa data segna un momento storico cruciale: la trasformazione formale di tre organizzazioni paramilitari clandestine nell'esercito nazionale israeliano.

Le 3 organizzazioni: origini e metodi

Ma dietro questa apparente legittimazione istituzionale si nasconde una realtà documentata; infatti due di queste organizzazioni erano state ufficialmente classificate come terroristiche dalle autorità britanniche e da diverse istituzioni internazionali:

  • La Haganah, la "Difesa" ufficiale: fondata nel giugno 1920, la Haganah (letteralmente "Difesa") era la più grande e numerosa delle organizzazioni paramilitari ebraiche nella Palestinamandataria, con circa 30.000 membri al momento della formazione dell'IDF. Nata in occasione dei contrasti con gli arabi degli anni ‘20, la Haganah mantenne inizialmente una politica di "havlaga" (autodifesa contenuta) e collaborò spesso con le autorità britanniche, specialmente durante la Seconda Guerra Mondiale. Sebbene considerata più moderata rispetto alle altre formazioni, la Haganah non fu immune da azioni violente di stampo eversivo. Dopo il 1945, quando le autorità britanniche rifiutarono di aprire la Palestina all'immigrazione ebraica illimitata, l'organizzazione intensificò le proprie attività estremiste, compiendo attacchi contro ponti, linee ferroviarie e navi. La Haganah includeva il Palmach, un'unità d'élite fondata nel 1941, specializzata in operazioni di commando.
  • L'Irgun, il terrorismo come strumento politico: L'Irgun Zvai Leumi, fondato nel 1931 da Avraham Tehomi dopo una scissione dalla Haganah, rappresentava l'ala del sionismo revisionista di Vladimir Žabotinskij. L'organizzazione fu esplicitamente classificata come terroristica dalle autorità britanniche e dalla stessa Agenzia Ebraica. Secondo documenti storici, L’Irgun, sotto la guida del leader Avraham Tehomi, ebbe a dichiarare che "la violenza politica e il terrorismo" erano "strumenti legittimi nella lotta nazionale ebraica per la terra d'Israele" (Institute for Palestine Studies - IPS). Sotto la guida di Menachem Begin - futuro Primo Ministro israeliano - l'Irgun condusse una campagna sistematica di attentati. Tra le operazioni più devastanti:
  • 22 luglio 1946: Attentato all'Hotel King David di Gerusalemme, sede del comando britannico. L'esplosione uccise 91 persone: 28 britannici, 41 palestinesi, 17 ebrei e 5 di altre nazionalità.
  • 9 aprile 1948: Il massacro di Deir Yassin, condotto insieme alla Banda Stern. Le stime parlano di oltre 100 civili palestinesi uccisi, tra cui donne e bambini, in quello che divenne uno dei momenti più controversi della Nakba
  • Dicembre 1937-Luglio 1938: serie di attentati nei mercati di Gerusalemme e Haifa con granate e autobombe, che causarono decine di morti e feriti tra la popolazione civile palestinese.
  • La Banda Stern (Lehi), l'estremismo radicalizzato: la Lohamei Herut Israel (Lehi), nota ai britannici come "Stern Gang", rappresentava l'ala più radicale ed estrema del movimento sionista. Fondata nel 1940 da Avraham Stern dopo una scissione dall'Irgun, l'organizzazione si distinse per due caratteristiche inquietanti: la volontà di combattere i britannici anche durante la Seconda Guerra Mondiale e i tentativi documentati di collaborazione con l'Italia fascista e la Germania nazista. Secondo ricerche storiche, la Lehi cercò per almeno due volte di formare un'alleanza con i nazisti, proponendo uno stato ebraico basato su "principi nazionalisti e totalitari, collegato al Reich tedesco da un'alleanza" ("Ankara Document" – 11 gennaio 1941, ambasciata tedesca ad Ankara, Turchia). Stern e i suoi seguaci distinguevano tra "nemici del popolo ebraico" (i britannici) e "odiatori di ebrei" (i nazisti), ritenendo che i primi dovessero essere sconfitti mentre i secondi potevano essere manipolati. I membri della Lehi si autodefinivano esplicitamente "terroristi" e ammisero di aver compiuto atti di terrorismo. L'organizzazione fu responsabile di 42 assassinii - più del doppio degli assassinii commessi dall'Irgun e dalla Haganah messi insieme nello stesso periodo. Tra le vittime più illustri:
  • 6 novembre 1944: assassinio di Lord Moyne al Cairo, il più alto rappresentante del governo britannico in Medio Oriente.
  • 17 settembre 1948: assassinio del Conte Folke Bernadotte, mediatore ONU per la Palestina. Questo crimine fu condannato dal governo israeliano stesso, che dichiarò la Lehi un'organizzazione terroristica e arrestò circa 200 membri. Nel 2023, il regista Michael Winterbottom ha portato sullo schermo la storia della Banda Stern con il film 'Shoshana', ambientato nella Palestina del 1945.
  • L'Integrazione nell'IDF: un processo travagliato

La trasformazione di queste organizzazioni nell'IDF non fu pacifica né immediata. Il 1° giugno 1948, fu firmato un accordo per l'assorbimento dell'Irgun nell'IDF, che prevedeva la cessazione di tutte le attività indipendenti di acquisizione d'armi. Ma l'Irgun aveva già organizzato una spedizione di armi dalla Francia. Il 20 giugno 1948, la nave Altalena - carica di fucili, mitragliatrici, milioni di proiettili, bazooka e 940 combattenti dell'Irgun - raggiunse le coste israeliane. Begin chiese che il 20% delle armi fosse destinato al battaglione Irgun di Gerusalemme e il resto equipaggiasse i battaglioni Irgun appena incorporati nell'IDF. Ben-Gurion interpretò questa richiesta come un tentativo di mantenere "un esercito dentro l'esercito" e ordinò il sequestro immediato di tutto il carico. La tensione esplose in violenza. Il 22 giugno 1948, Ben-Gurion ordinò di bombardare l'Altalena con l'artiglieria dell'IDF. La nave prese fuoco e affondò. Nello scontro morirono 16 membri dell'Irgun e 3 soldati dell'IDF. L'episodio portò Israele sull'orlo della guerra civile. Begin, dalla sua radio clandestina, ordinò ai suoi uomini di non rispondere al fuoco: "Non alzate una mano contro un fratello, nemmeno oggi. È proibito che un'arma ebraica sia usata contro combattenti ebrei". Ben-Gurion definì il cannone che affondò l'Altalena il "cannone santo", aggiungendo che meritava di stare vicino al Tempio se mai fosse stato ricostruito. Dopo l'incidente, oltre 200 combattenti dell'Irgun furono arrestati. La maggior parte venne rilasciata dopo alcune settimane, ma cinque comandanti senior rimasero detenuti fino al 27 agosto 1948. Solo allora l'Irgun si integrò completamente nell'IDF, con i suoi circa 4.000 membri incorporati in unità come il battaglione "Etzioni". La Lehi si sciolse formalmente il 29 maggio 1948, con i membri che si unirono all'IDF su base individuale. Tuttavia, nell'area di Gerusalemme, la Lehicontinuò a funzionare come forza armata fino al 17 settembre 1948, quando fu sciolta con un ordine governativo emesso dopo l'assassinio di Bernadotte.

Il retaggio: dai terroristi ai leader politici

L'elemento più controverso di questa storia è il destino dei leader di queste organizzazioni terroristiche. Lungi dall'essere processati per i loro crimini, molti transitarono senza ostacoli nella vita politica israeliana:

  • Menachem Begin, comandante dell'Irgun durante l'attentato al King David Hotel e il massacro di Deir Yassin, fondò il partito Likud e divenne il sesto Primo Ministro di Israele nel 1977.
  • Yitzhak Shamir, uno dei leader della triumvirato della Lehi dopo la morte di Stern e coinvolto negli assassinii di Lord Moyne e del Conte Bernadotte, servì nel Mossad e divenne il settimo Primo Ministro israeliano nel 1983.
  • Yaakov Heruti, membro della Lehi noto per esser stato un pioniere nell’utilizzo di autobombe, fondò successivamente partiti politici di destra e facilitò l'attività dei coloni nei territori occupati.

Nel 1980, il governo israeliano istituì persino una decorazione militare, il "nastro Lehi", come "premio per l'attività nella lotta per l'istituzione di Israele".

Una storia rimossa

La documentazione storica è inequivocabile: l'IDF fu formato dall'integrazione di tre organizzazioni paramilitari, di cui due - l'Irgun e la Lehi - furono formalmente designate come terroristiche dalle autorità britanniche, dall'Agenzia Ebraica, da figure come Albert Einstein, e in alcuni casi dallo stesso governo israeliano. Questa verità storica è oggi largamente assente dalla narrativa ufficiale israeliana. Le azioni di questi gruppi vengono spesso presentate come "lotta per la liberazione" piuttosto che terrorismo, nonostante gli stessi membri della Lehi si definissero terroristi. Le tecniche sviluppate da queste organizzazioni – attentati, autobombe, assassinii mirati, attacchi a mercati civili - sono oggi parte del repertorio standard del terrorismo internazionale. La legittimazione istituzionale di questi gruppi attraverso la loro incorporazione nell'IDF, seguita dall'ascesa dei loro leader alle massime cariche dello Stato israeliano, solleva questioni fondamentali sulla continuità tra le tattiche pre-statali e le politiche successive dello Stato di Israele nei confronti dei palestinesi.

Come osservò lo storico David A. Charters, "il terrorismo ebraico negli anni '40 fu tatticamente e strategicamente significativo [...] A livello strategico, i terroristi ebrei furono in grado di persuadere la Gran Bretagna a ritirarsi dalla Palestina, il che, a sua volta, creò le condizioni che facilitarono la fondazione di Israele".

La storia delle origini dell'IDF non è solo una questione di cronaca militare, ma una chiave per comprendere le radici profonde del conflitto israelo-palestinese e le dinamiche che continuano a perpetuarlo fino ai giorni nostri.

Di Eugenio Cardi

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