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Ucraina, le condizioni del negoziato di Kiev. "Al tavolo solo dopo il cessate il fuoco"

Ucraina, non c'è tregua ma Kiev parla di negoziato solo che la proposta è irricevibile per Mosca che ricorda alla Finlandia come le basi nato siano "un pericolo" e non "una sicurezza

Di Maria Melania Barone

04 Luglio 2022

Guerra in Ucraina, un italiano su quattro crede che le violenze dei russi siano  "propaganda ucraina"

Questa mattina le notizie che giungono dall'ucraina sembrano quasi disegnare un giorno di tregua dopo la mattinata di ieri caratterizzata dalla guerriglia su più focolai, dopo l'esplosione e il bombardamento nell'aeroporto della città di Melitopol, la presa di Lysychansk che rappresentava l'ultima città nelle mani di Kiev nell'oblast di Lugansk oggi interamente controllato dai russi. Ieri il conflitto si è esteso in Russia dove gli ucraini hanno colpito la città di Belgorod.

Ucraina: le condizioni del negoziato fissate da Kiev

E poi la notizia del papa che vorrebbe la pace e la vorrebbe a tutti i costi anche a rischio di entrare in un territorio di guerra. Il Santo padre Papa Francesco si dice pronto a partire per Mosca e per Kiev con il fine di parlare con i due capi di stato in guerra. Ma Kiev replica immediatamente: il negoziato si farà soltanto "se prima Mosca ritirerà le truppe".

Un'offerta che equivale a dire: un non negoziato da parte di Kiev. E infatti ritirare le truppe significa arrendersi, la Russia ha in mano ormai l'intero Donbass con l'eccezione di pochissime porzioni di territorio. Il solo fatto che Kiev comunque con templi l'ipotesi di negoziato dopo averla esclusa e dopo che lo stesso Johnson ha tentato, riuscendo, di convincere i capi di stato riuniti in Baviera all'interno del castello di Elmond, ad escludere qualsiasi ipotesi di negoziato, a cominciare da Macron che ha deciso di incontrare prima dei colloqui del G7.

Tuttavia Vyacheslav Volodin, il presidente della Duma russa su Telegram ha scritto che: "la Nato non proteggerà la Finlandia e la Svezia ma metterà in pericolo la popolazione delle città che ospitano le infrastrutture militari". La Russia si sente minacciata e ricorre alle armi, secondo le ultime analisi militari le munizioni sarebbero accorto anche nelle truppe russe. Per questo Mosca, messa alle strette da una parte dalle diplomazie occidentali che schierano la nato in ogni suo confine e dall'altro Con le sanzioni, potrebbe ricorrere ai missili e, se dovesse sentirsi minacciata anche alle testate tattiche nucleari.

Volodin ha proseguito: "ogni volta che iniziano le ostilità, i primi attacchi vengono sferrati sulle infrastrutture militari del nemico". Una piccola lezione di guerra fatta al sindaco di Lappenranta in Finlandia che sembrava avere un'idea sbagliata della guerra.

Intanto i russi marciano verso Siversk e lo fanno da due direzioni, intenzionati a chiudere in una morsa la città.

di Maria Melania Barone

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