12 Febbraio 2026
La Big Pharma Moderna è crollata in Borsa: le sue azioni sono scese di 3,5 punti percentuali dopo la decisione della Food and Drug Administration (Fda) americana di stoppare il suo procedimento di analisi di sicurezza ed efficacia del suo vaccino antinfluenzale. Nella giornata di ieri, le azioni sono arrivate a toccare il -12%, per poi riprendersi e chiudere a -3,5%. Questi dati evidenziano un vero e proprio crack finanziario in una tendenza negativa dal 2021 del -90%, quando l'azienda ha raggiunto i suoi massimi per l'obbligo del vaccino Covid.
La decisione della Food and Drug Administration statunitense di non esaminare, almeno per ora, la richiesta di approvazione del vaccino antinfluenzale sperimentale di Moderna ha avuto un impatto immediato e pesante sui mercati finanziari, alimentando i timori di un cambio strutturale nelle politiche regolatorie sui vaccini, in particolare quelli basati su tecnologia mRna.
Martedì sera Moderna ha reso noto che la Fda, in una lettera ufficiale, ha contestato il disegno dello studio clinico di fase 3, sostenendo che l’azienda avrebbe dovuto utilizzare, come vaccino di confronto per i pazienti over 65, lo standard di cura raccomandato: il vaccino antinfluenzale ad alto dosaggio, e non quello a dose standard. Una scelta che, secondo l’agenzia, avrebbe potuto “mettere a rischio la salute degli anziani”.
Il mercato ha reagito con forza. Nella seduta successiva, le azioni Moderna hanno perso fino al 12% nel corso della giornata, per poi chiudere a -3,5%. Il calo ha trascinato al ribasso anche altri titoli del settore vaccini, segnalando un nervosismo diffuso degli investitori. Il dato si inserisce in una tendenza già negativa: rispetto ai massimi del 2021, quando il vaccino Covid aveva spinto il titolo, le azioni Moderna risultano in calo di oltre il 90%.
Secondo gli analisti, il nodo non è solo tecnico ma politico-regolatorio. Il funzionario Fda intervenuto in conferenza stampa ha escluso un coinvolgimento diretto o indiretto del Segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr., ma il contesto pesa. Sotto la sua guida, il Dipartimento della Salute ha già ridimensionato programmi di sviluppo di vaccini mRna per circa 500 milioni di dollari, segnalando un cambio di approccio rispetto al passato.
“L’Fda sembra applicare standard più severi sia nei confronti utilizzati sia nella definizione di successo clinico”, ha osservato Geoff Meacham, analista di Citi. Se al momento della progettazione dello studio l’uso di un vaccino a dose standard appariva coerente, oggi il quadro regolatorio è mutato, rendendo più incerti tempi e costi di approvazione.
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