02 Febbraio 2026
Carlo Messina, CEO di Banca Intesa Sanpaolo
Intesa Sanpaolo vara piano d'impresa 2026-2029, utile netto target oltre €11,5 miliardi, €50 miliardi distribuiti tra dividendi e buyback. Con il nuovo Piano Industriale 2026-2029, Intesa Sanpaolo si conferma come un gruppo bancario solido, digitale e a “zero NPL”, caratterizzato da un modello di business fortemente orientato ai ricavi da commissioni, efficiente e resiliente. Il piano punta a una significativa creazione e distribuzione di valore, senza rischio di esecuzione, rafforzando al contempo la leadership del Gruppo anche sul fronte dell’impatto sociale.
La strategia delineata prevede una crescita forte, progressiva e sostenibile della redditività, accompagnata da un’elevata patrimonializzazione. Intesa Sanpaolo si pone l’obiettivo di mantenere un Common Equity Tier 1 ratio superiore al 12,5% in ciascun anno del quadriennio, garantendo al tempo stesso un significativo ritorno per gli azionisti. L’utile netto è atteso in crescita fino a superare gli 11,5 miliardi di euro nel 2029, confermando le anticipazioni date da Il Giornale d'Italia, con una redditività ai vertici del settore europeo: il ROE è previsto al 22% e il ROTE al 27% a fine piano.
Sul fronte della remunerazione del capitale, il Gruppo prevede una distribuzione complessiva di circa 50 miliardi di euro nel periodo 2025-2029. Per ciascun anno del quadriennio 2026-2029 il payout ratio è stimato al 95%, con una ripartizione del 75% in dividendi cash e del 20% attraverso programmi di buyback. Eventuali ulteriori distribuzioni saranno valutate anno per anno a partire dal 2027.
La creazione di valore attesa non riguarda soltanto gli azionisti, ma l’intero ecosistema di riferimento. Nel periodo 2026-2029 il valore complessivo generato per tutti gli stakeholder è stimato in circa 500 miliardi di euro, confermando il ruolo centrale di Intesa Sanpaolo nel sistema economico e sociale del Paese.
Il piano poggia anche su una riduzione strutturale dei costi, resa possibile dai significativi investimenti in tecnologia già effettuati negli ultimi anni. I costi operativi sono previsti in calo di circa 200 milioni di euro entro il 2029, pari a una riduzione dell’1,8% rispetto al 2025, nonostante 700 milioni di euro di costi destinati alla crescita. I risparmi complessivi attesi ammontano a 1,6 miliardi di euro nel periodo, con un miglioramento del cost/income ratio di 5,4 punti percentuali, fino a raggiungere il 36,8% nel 2029.
Dal lato dei ricavi, Intesa Sanpaolo punta a una crescita in linea con l’andamento del PIL nominale, con un tasso annuo composto dei proventi operativi netti pari al 3%. Il contributo principale è atteso dalle commissioni, sostenute dall’espansione delle attività finanziarie della clientela, che dovrebbero raggiungere circa 1.700 miliardi di euro entro la fine del piano.
La qualità del credito resta uno dei pilastri della strategia. Il costo del rischio è previsto su livelli contenuti, tra 25 e 30 punti base in ciascun anno del periodo 2026-2029, con overlay stabili a 0,9 miliardi di euro. Grazie allo status di banca a “zero NPL” e a un’origination di elevata qualità, l’incidenza dei crediti deteriorati sui crediti totali è attesa stabilmente al di sotto dell’1% al netto delle rettifiche.
Il piano prevede inoltre investimenti significativi nelle persone del Gruppo, considerate la risorsa più importante per sostenere l’evoluzione del modello di business. Parallelamente, Intesa Sanpaolo rafforza il proprio ruolo di leader per impatto sociale, accompagnando la clientela nella transizione sostenibile e confermando gli impegni in materia di decarbonizzazione. A questo si affianca un contributo aggiuntivo di circa 1 miliardo di euro nel periodo 2026-2029 destinato al contrasto della povertà e alla riduzione delle disuguaglianze.
Sul fronte dello sviluppo internazionale, il piano prevede il lancio di Isywealth Europe, una nuova piattaforma che combina digitale e consulenti finanziari, con l’obiettivo di accelerare l’espansione del Gruppo nei principali mercati europei.
Il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo ha deliberato oggi di sottoporre all’Assemblea prevista per il 30 aprile prossimo due importanti iniziative legate ai piani di incentivazione a lungo termine del Gruppo. La prima riguarda i Piani LTI 2026-2029, pensati per valorizzare il ruolo chiave dei dipendenti nel raggiungimento degli obiettivi del Piano di Impresa 2026-2029, mentre la seconda riguarda l’aggiornamento del numero massimo di azioni legate al Performance Share Plan 2022-2025, già approvato dall’Assemblea del 29 aprile 2022, per supportare gli obiettivi del precedente piano industriale.
I Piani LTI 2026-2029 si articolano in due strumenti principali. Il Performance Share Plan 2026-2029, destinato a Risk Taker e Middle Management, prevede l’assegnazione di azioni ordinarie sottoposte al conseguimento di specifiche condizioni di performance nell’arco del piano, con emissione a fronte di un aumento gratuito di capitale. Il Leveraged Employee Co-Investment Plan 2026-2029 (LECOIP 2026-2029), rivolto a tutti gli altri dipendenti italiani, combina invece l’attribuzione di azioni ordinarie gratuite con la possibilità di sottoscrivere un piano di investimento basato su azioni di nuova emissione a fronte di un aumento di capitale, a un prezzo scontato rispetto al valore di mercato.
Per quanto riguarda il Performance Share Plan 2022-2025, il piano era già destinato a Risk Taker e Middle Management a supporto del raggiungimento degli obiettivi chiave del Piano di Impresa 2022-2025. Con l’aggiornamento sottoposto all’Assemblea del 30 aprile prossimo, sarà possibile emettere ulteriori 40 milioni di azioni, pari a circa lo 0,22% del capitale sociale post-operazione.
Numeri chiave anche per i nuovi piani. Per il Performance Share Plan 2026-2029 il numero massimo di azioni ordinarie da emettere a fronte dell’aumento gratuito di capitale sarà di 62 milioni, pari a circa lo 0,34% del capitale sociale post-operazione. Il LECOIP 2026-2029, assumendo l’integrale adesione dei dipendenti, potrà emettere fino a 246 milioni di azioni (di cui 76 milioni gratuite e 170 milioni a pagamento), corrispondenti a circa l’1,39% del capitale sociale post-operazione.
Gli aumenti di capitale saranno subordinati all’ottenimento delle autorizzazioni da parte delle autorità competenti e la documentazione relativa sarà messa a disposizione del pubblico secondo quanto previsto dalla normativa vigente. Con queste mosse, Intesa Sanpaolo conferma la centralità delle persone nella strategia di crescita e rafforza gli strumenti di incentivazione a lungo termine a supporto degli obiettivi del Piano di Impresa 2026-2029.
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