21 Gennaio 2026
Fonte: imagoeconomica
Il rapporto di 21Shares ha pubblicato una previsione all’apparenza ambiziosa. Gli asset tokenizzati, quelli conservati sulla blockchain, passeranno in un anno da un valore di 35 miliardi di dollari nel 2025 ai 500 miliardi di dollari entro la fine del 2026. Dietro a questa cifra all’apparenza enorme c’è però una valutazione attenta.
La valutazione di 21Shares può sembrare inverosimile. Un aumento di più di 14 volte sembra impossibile in un tempo così breve. Invece tutto dipende da una legge, il Clarity Act. Nelle prossime settimane il Congresso degli Usa dovrebbe approvarla e mettere le basi per una nuova regolamentazione del settore della blockchain.
Questa legge permetterà agli investitori istituzionali, soprattutto banche e asset manager, di avere un quadro normativo esplicito non solo per scambiare asset tokenizzati su blockchain, ma anche per emetterli. Capitali per miliardi di dollari che per anni sono rimasti fuori da questo mercato potrebbero fluire verso i cryptoasset.
Eliézer Ndinga, capo della ricerca di 21Shares, ha spiegato: “La tokenizzazione offre efficienza e accessibilità difficilmente eguagliabili: essa converte asset illiquidi in strumenti programmabili, che possono essere scambiati istantaneamente a livello globale e integrarsi con le infrastrutture della finanza decentralizzata (DeFi)”.
Ndinga ha poi proseguito dicendo: “Prevediamo che la crescita del segmento sarà guidata soprattutto dal private credit e dalla migrazione di azioni pubbliche e private, due tra i più grandi bacini di capitale disponibili, che oggi sono in fase di digitalizzazione per ottenere una regolamentazione più rapida, maggiore mobilità del collaterale e generazione di rendimento”.
“La prossima ondata di capitale arriverà prevalentemente dall’equity e in particolare dalle società pre-Ipo. I mercati azionari tokenizzati, che oggi hanno un valore di circa 700 milioni di dollari, potrebbero superare i 10 miliardi entro la fine del 2026, man mano che azioni pubbliche e private inizieranno a nascere e a essere scambiate on-chain. Piattaforme come xStocks già consentono trading continuo, mentre aziende come OpenAI e SpaceX vedono le loro azioni frazionate e regolate on-chain. Entro il 2026, prevediamo una prima Ipo tokenizzata, regolata su una blockchain pubblica”, ha poi concluso Ndinga.
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