21 Gennaio 2026
Daniela d'Angela, Direttore area valutazione tecnologie e performance sanitarie e Presidente CdA di Crea Sanità
Negli ultimi anni, sempre più italiani si rivolgono alla sanità privata, e spesso non per scelta, ma per necessità. Secondo il 21° Rapporto sulla sanità del Crea, presentato nella sede del Cnel, la spesa sanitaria privata ha raggiunto i 43,3 miliardi di euro, arrivando a rappresentare quasi un quarto del totale della spesa sanitaria nazionale. Questo aumento segnala una crescente dipendenza dei cittadini dai servizi sanitari fuori dal Sistema Sanitario Nazionale (Ssn).
Contemporaneamente, la quota di spesa sanitaria coperta dal settore pubblico è diminuita dal 81% al 72,6%, un livello inferiore alla media dei Paesi europei. La spesa sanitaria pubblica italiana risulta infatti circa il 45% più bassa rispetto a quella europea, un dato che evidenzia come il Ssn fatichi a garantire la stessa copertura di altri Paesi continentali.
Il ricorso alla sanità privata ha anche un forte impatto sulle famiglie. Rispetto agli anni ’80, la percentuale di nuclei familiari che sostiene spese sanitarie private è passata dal 50,8% al 70%, mentre l’incidenza della spesa privata sul bilancio familiare è più che raddoppiata, raggiungendo mediamente il 4,3%. La pressione è ancora maggiore per le famiglie con livelli di istruzione più bassi, per le quali la quota arriva al 6,8%. Anche le famiglie più povere ne risentono: la spesa privata del 60% dei nuclei meno abbienti è salita dal 27,6% al 37,6%, con un peso economico sempre più gravoso.
Le differenze geografiche sono significative. Nel Nord Italia, la spesa privata cresce in linea con l’aumento del reddito disponibile, mentre nel Centro e nel Mezzogiorno l’incremento è molto più marcato. Questo comportamento indica che molte famiglie percepiscono le spese sanitarie extra Ssn come necessarie e non rinviabili, sottraendo risorse ad altri bisogni o investimenti.
Alla luce di questi dati, il Crea sottolinea che "senza un cambio di paradigma, il Ssn non sarà in grado di rispondere ai bisogni in evoluzione della popolazione, guidata dalla demografia, ma anche dalle modifiche nelle strutture sociali". L’analisi suggerisce quindi che, se non si interviene per rafforzare la copertura pubblica e ridurre le disuguaglianze territoriali e sociali, la pressione sulla sanità privata continuerà a crescere, con ripercussioni sul bilancio delle famiglie e sulla capacità del sistema di garantire cure accessibili per tutti.
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