Mercoledì, 21 Gennaio 2026

Seguici su

"La libertà innanzi tutto e sopra tutto"
Benedetto Croce «Il Giornale d'Italia» (10 agosto 1943)

Spesa sanitaria privata a €43,3 miliardi, rappresenta quasi un quarto del totale, con famiglie meno abbienti e regioni del Sud le più penalizzate

Il 21° Rapporto del Crea segnala il calo della copertura pubblica, l’aumento della spesa privata e l’urgenza di un cambio di paradigma per il Servizio Sanitario Nazionale

21 Gennaio 2026

Spesa sanitaria privata a €43,3 miliardi, rappresenta quasi un quarto del totale, con famiglie meno abbienti e regioni del Sud le più penalizzate

Daniela d'Angela, Direttore area valutazione tecnologie e performance sanitarie e Presidente CdA di Crea Sanità

Negli ultimi anni, sempre più italiani si rivolgono alla sanità privata, e spesso non per scelta, ma per necessità. Secondo il 21° Rapporto sulla sanità del Crea, presentato nella sede del Cnel, la spesa sanitaria privata ha raggiunto i 43,3 miliardi di euro, arrivando a rappresentare quasi un quarto del totale della spesa sanitaria nazionale. Questo aumento segnala una crescente dipendenza dei cittadini dai servizi sanitari fuori dal Sistema Sanitario Nazionale (Ssn).

Copertura pubblica in calo

Contemporaneamente, la quota di spesa sanitaria coperta dal settore pubblico è diminuita dal 81% al 72,6%, un livello inferiore alla media dei Paesi europei. La spesa sanitaria pubblica italiana risulta infatti circa il 45% più bassa rispetto a quella europea, un dato che evidenzia come il Ssn fatichi a garantire la stessa copertura di altri Paesi continentali.

Famiglie più esposte e impatto sociale

Il ricorso alla sanità privata ha anche un forte impatto sulle famiglie. Rispetto agli anni ’80, la percentuale di nuclei familiari che sostiene spese sanitarie private è passata dal 50,8% al 70%, mentre l’incidenza della spesa privata sul bilancio familiare è più che raddoppiata, raggiungendo mediamente il 4,3%. La pressione è ancora maggiore per le famiglie con livelli di istruzione più bassi, per le quali la quota arriva al 6,8%. Anche le famiglie più povere ne risentono: la spesa privata del 60% dei nuclei meno abbienti è salita dal 27,6% al 37,6%, con un peso economico sempre più gravoso.

Differenze territoriali

Le differenze geografiche sono significative. Nel Nord Italia, la spesa privata cresce in linea con l’aumento del reddito disponibile, mentre nel Centro e nel Mezzogiorno l’incremento è molto più marcato. Questo comportamento indica che molte famiglie percepiscono le spese sanitarie extra Ssn come necessarie e non rinviabili, sottraendo risorse ad altri bisogni o investimenti.

L’avvertimento del Crea

Alla luce di questi dati, il Crea sottolinea che "senza un cambio di paradigma, il Ssn non sarà in grado di rispondere ai bisogni in evoluzione della popolazione, guidata dalla demografia, ma anche dalle modifiche nelle strutture sociali". L’analisi suggerisce quindi che, se non si interviene per rafforzare la copertura pubblica e ridurre le disuguaglianze territoriali e sociali, la pressione sulla sanità privata continuerà a crescere, con ripercussioni sul bilancio delle famiglie e sulla capacità del sistema di garantire cure accessibili per tutti.

Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.

Commenti Scrivi e lascia un commento

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Articoli Recenti

x