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Mediobanca: ricavi trimestrali a €706m (+13%), record per le commissioni a €203m (+17%)

Mediobanca, l'utile netto arriva a €262m (+31%). Il Wealth Management conferma una crescita vivace e sostenibile trainata dalla crescita organica e dalle acquisizioni

27 Ottobre 2021

Mediobanca dona 500 mila euro per la distribuzione di beni alimentari

Il Consiglio di Amministrazione di Mediobanca, presieduto da Renato Pagliaro, ha approvato i risultati di esercizio e consolidati al 30 Settembre scorso del Gruppo Mediobanca illustrati dall’Amministratore Delegato Alberto Nagel

I primi tre mesi dell’esercizio confermano l’ottima crescita del Gruppo favorita dalla crescente efficacia del modello di business, specializzato sui servizi a maggior valore aggiunto, sui segmenti di clientela più dinamici e rigoroso nel presidio dei rischi. L’utile netto trimestrale salda a 261,9 milioni, in forte crescita rispetto allo scorso anno (+30,9%) ed in miglioramento rispetto al trimestre precedente (+28,6%) con il positivo contributo ai ricavi di tutte le divisioni: il Consumer torna a crescere per volumi e redditività, con livelli di attività quasi a regime.

Mediobanca, i risultati di esercizio e consolidati al 30 Settembre 2021

Il Wealth Management conferma un percorso di crescita vivace e sostenibile, trainato sia dalla crescita organica che dalle acquisizioni; Il Corporate and Investment Banking (CIB) supera i ricavi dello scorso anno che includevano talune poste non ricorrenti. Infine, l’apporto di Assicurazioni Generali conferma i brillanti risultati del trimestre precedente, raddoppiando su base annua. La qualità del portafoglio creditizio resta ai massimi (NPL lorde al 3,1%, stage 2 netto al 6,7% e moratorie in essere per poco meno dell’1%), le rettifiche ed il costo del rischio “CoR” (51bps) sono in calo senza intaccare gli overlays (superiori a 300 milioni). Il ROTE sale all’11% e poggia su un’ampia base di capitale (CET1 al 16,1%, phase-in).

Il primo trimestre ha visto una robusta attività commerciale in tutti i segmenti ed in particolare nel Consumer che mostra un erogato di 1,8 miliardi, in aumento in particolare nei prestiti personali diretti, il segmento a maggior valore. Gli altri comparti confermano il buon andamento dei trimestri precedenti: mutui retail (0,4 miliardi) e finanziamenti large corporate (2, 6 miliardi). Prosegue il trend positivo delle TFA del WM che nei primi 3 mesi dell’esercizio saldano a 75,2 miliardi, dopo Net New Money per 1,8 miliardi nel Premier/Private e l’ingresso delle attività Bybrook nel perimetro (2,1 miliardi di AUM). Le positive tendenze commerciali si riflettono nella crescita dei ricavi (+12,8% rispetto allo scorso anno, da 626 a 706,4 milioni; +6,3% negli ultimi tre mesi) col seguente dettaglio: il margine di interesse mostra un incremento del 4,3% t/t posizionandosi sui livelli dello scorso anno (358,4 milioni) trainato dal Consumer (226,2 milioni, +5,5% nel trimestre; stabile a/a) che beneficia di una ripresa di volumi e redditività. Al risultato contribuisce, con un impatto positivo nel trimestre di circa 3 milioni, la modifica dell’art. 125-sexies del T.U.B., il quale prevede il rimborso dei costi up front, in caso di estinzione anticipata, solamente per i contratti stipulati successivamente al 25.07.20217.

Il modesto calo di Corporate and Investment Banking (-5% da 71,8 a 68,2 milioni) è integralmente imputabile alla partita non ricorrente dello scorso anno (circa 3 milioni legati al rifinanziamento di Burgo) ed è più che compensato dalla crescita del Wealth Management (+8,5%, da 67,9 a 73,7 milioni, +2,2% nei tre mesi); sostanzialmente invariato il passivo delle HF (-13,6 milioni); le commissioni nette segnano un’apprezzabile crescita del 7,2% a/a e del 16,8% t/t superando per la prima volta l’importo di 200 milioni (202,7 milioni, con un’incidenza sui ricavi complessivi salita a quasi il 30%); in particolare il Wealth Management si incrementa nei 12 mesi del 27% (da 75,5 a 95,9 milioni; +7,8% nei tre mesi) con un apporto delle up-front fees pressoché doppio (da 9 a 16,2 milioni) di cui circa la metà connessi alla parziale contabilizzazione di Blackrock Co-investment.

La flessione del Corporate e Investment Banking è contenuta (da 87,8 a 84,6 milioni) compensando i big tickets dello scorso anno con un maggior numero di operazioni di Advisory, incluso Mid Cap, e un’intensa attività di Lending e DCM; i proventi da tesoreria saldano a 50 milioni, in forte aumento rispetto allo scorso anno (+39,7%) per la ripresa dell’attività con clientela (+22%, da 18,8 a 22,9 milioni, in particolare del comparto equity) e il crescente contributo del portafoglio proprietario (18,6 milioni contro 11 milioni), suddiviso tra trading book per 8,7 milioni (4,1 milioni) e gestione del banking book per 9,9 milioni (includono realizzi sui titoli per 8,7 milioni); il contributo da Assicurazioni Generali (95,1 milioni) torna sui livelli ordinari (103,2 milioni lo scorso trimestre) ed è più che raddoppiato rispetto allo scorso anno (45 milioni) penalizzato da oneri non ricorrenti.

I costi amministrativi salgono del 5,1%, da 288 a 302,6 milioni, la crescita è più contenuta per il personale (+2,9%, da 152 a 156,4 milioni) e riguarda principalmente il rafforzamento del Wealth Management (+38 risorse nei 12 mesi di cui 18 connesse all'acquisizione del business di Bybrook che concorre per meno di 1 milione nel primo mese di consolidamento); più marcato l’incremento delle spese amministrative (+7,5%, da 136 a 146,2 milioni) che riflette un ritorno alla normalità per l’attività in marketing e comunicazione, in particolare nel Consumer, un’accelerazione della progettualità e maggiori costi informatici, con un dato comunque in calo rispetto al trimestre precedente (-9%). Le rettifiche nette su crediti mostrano un risultato contenuto a 62,4 milioni (CoR a 51bps), in forte calo rispetto allo scorso anno (71,8 milioni, 61bps) e al precedente trimestre (67,4 milioni, 56bps). Le minori riprese monografiche nel CIB (a settembre 2020 si era registrato il primo rilascio su Burgo per 26 milioni) e la prudente politica di accantonamento volta ad aumentare i livelli di provisioning (NPL al 67,2%; bonis all'1,37%) sono state compensate dagli indici di rischiosità ai minimi storici, incluso l’andamento delle moratorie (nel trimestre sono tornati regolari circa 122 milioni di posizioni leasing).

In particolare, il Consumer riduce le rettifiche nette da 80,6 a 52,1 milioni (CoR da 248 a 160bps, 58,7 milioni e CoR di 183bps nel trimestre scorso) continuando a registrare ingressi a default ai minimi ed alimentando i livelli di coverage (NPL: 78,4%; bonis: 3,7%). Le riprese su attività finanziarie (4,8 milioni) sono riferibili alla valorizzazione dei fondi (private equity e seed) valutati obbligatoriamente al fair value (in calo del 63,5%, da 15,2 a 5,6 milioni) ed ad altre rettifiche nette per 0,7 milioni (di cui titoli del banking book per 1,1 milioni).

Il primo trimestre ha visto una robusta attività commerciale in tutti i segmenti ed in particolare nel Consumer che mostra un erogato di 1,8 miliardi, in aumento in particolare nei prestiti personali diretti, il segmento a maggior valore. Gli altri comparti confermano il buon andamento dei trimestri precedenti: mutui retail (0,4 miliardi) e finanziamenti large corporate (2, 6 miliardi). Prosegue il trend positivo delle TFA del WM che nei primi 3 mesi dell’esercizio saldano a 75,2 miliardi, dopo Net New Money per 1,8 miliardi nel Premier/Private e l’ingresso delle attività Bybrook nel perimetro (2,1 miliardi di AUM). Le positive tendenze commerciali si riflettono nella crescita dei ricavi (+12,8% rispetto allo scorso anno, da 626 a 706,4 milioni; +6,3% negli ultimi tre mesi) col seguente dettaglio: il margine di interesse mostra un incremento del 4,3% t/t posizionandosi sui livelli dello scorso anno (358,4 milioni) trainato dal Consumer (226,2 milioni, +5,5% nel trimestre; stabile a/a) che beneficia di una ripresa di volumi e redditività. Al risultato contribuisce, con un impatto positivo nel trimestre di circa 3 milioni, la modifica dell’art. 125-sexies del T.U.B., il quale prevede il rimborso dei costi up front, in caso di estinzione anticipata, solamente per i contratti stipulati successivamente al 25.07.20217.

Il modesto calo di Corporate and Investment Banking (-5% da 71,8 a 68,2 milioni) è integralmente imputabile alla partita non ricorrente dello scorso anno (circa 3 milioni legati al rifinanziamento di Burgo) ed è più che compensato dalla crescita del Wealth Management (+8,5%, da 67,9 a 73,7 milioni, +2,2% nei tre mesi); sostanzialmente invariato il passivo delle HF (-13,6 milioni); le commissioni nette segnano un’apprezzabile crescita del 7,2% a/a e del 16,8% t/t superando per la prima volta l’importo di 200 milioni (202,7 milioni, con un’incidenza sui ricavi complessivi salita a quasi il 30%); in particolare il Wealth Management si incrementa nei 12 mesi del 27% (da 75,5 a 95,9 milioni; +7,8% nei tre mesi) con un apporto delle up-front fees pressoché doppio (da 9 a 16,2 milioni) di cui circa la metà connessi alla parziale contabilizzazione di Blackrock Co-investment; la flessione del Corporate e Investment Banking è contenuta (da 87,8 a 84,6 milioni) compensando i big tickets dello scorso anno con un maggior numero di operazioni di Advisory, incluso Mid Cap, e un’intensa attività di Lending e DCM; i proventi da tesoreria saldano a 50 milioni, in forte aumento rispetto allo scorso anno (+39,7%) per la ripresa dell’attività con clientela (+22%, da 18,8 a 22,9 milioni, in particolare del comparto equity) e il crescente contributo del portafoglio proprietario (18,6 milioni contro 11 milioni), suddiviso tra trading book per 8,7 milioni (4,1 milioni) e gestione del banking book per 9,9 milioni (includono realizzi sui titoli per 8,7 milioni); il contributo da Assicurazioni Generali (95,1 milioni) torna sui livelli ordinari (103,2 milioni lo scorso trimestre) ed è più che raddoppiato rispetto allo scorso anno (45 milioni) penalizzato da oneri non ricorrenti.

I costi amministrativi salgono del 5,1%, da 288 a 302,6 milioni, la crescita è più contenuta per il personale (+2,9%, da 152 a 156,4 milioni) e riguarda principalmente il rafforzamento del Wealth Management (+38 risorse nei 12 mesi di cui 18 connesse all'acquisizione del business di Bybrook che concorre per meno di 1 milione nel primo mese di consolidamento); più marcato l’incremento delle spese amministrative (+7,5%, da 136 a 146,2 milioni) che riflette un ritorno alla normalità per l’attività in marketing e comunicazione, in particolare nel Consumer, un’accelerazione della progettualità e maggiori costi informatici, con un dato comunque in calo rispetto al trimestre precedente (-9%). Le rettifiche nette su crediti mostrano un risultato contenuto a 62,4 milioni (CoR a 51bps), in forte calo rispetto allo scorso anno (71,8 milioni, 61bps) e al precedente trimestre (67,4 milioni, 56bps). Le minori riprese monografiche nel CIB (a settembre 2020 si era registrato il primo rilascio su Burgo per 26 milioni) e la prudente politica di accantonamento volta ad aumentare i livelli di provisioning (NPL al 67,2%; bonis all'1,37%) sono state compensate dagli indici di rischiosità ai minimi storici, incluso l’andamento delle moratorie (nel trimestre sono tornati regolari circa 122 milioni di posizioni leasing).

In particolare, il Consumer riduce le rettifiche nette da 80,6 a 52,1 milioni (CoR da 248 a 160bps, 58,7 milioni e CoR di 183bps nel trimestre scorso) continuando a registrare ingressi a default ai minimi ed alimentando i livelli di coverage (NPL: 78,4%; bonis: 3,7%). Le riprese su attività finanziarie (4,8 milioni) sono riferibili alla valorizzazione dei fondi (private equity e seed) valutati obbligatoriamente al fair value (in calo del 63,5%, da 15,2 a 5,6 milioni) ed ad altre rettifiche nette per 0,7 milioni (di cui titoli del banking book per 1,1 milioni).

Mediobanca, i dati patrimoniali

I dati patrimoniali vedono il totale attivo passare nel trimestre da 82,6 a 85,6 miliardi con impieghi e raccolta in aumento; nel dettaglio: gli impieghi verso la clientela si confermano in crescita (+1%, da 48,4 a 48,9 miliardi) per gli apporti positivi del Corporate and Investment Banking (19,5 miliardi contro 19,3 miliardi), Consumer (13,1 miliardi contro 12,9 miliardi) e clientela Private (3,4 miliardi contro 3,3 miliardi per la maggior operatività di CMB Monaco); restano invece invariati i mutui ipotecari CheBanca! (11,1 miliardi) e in lieve calo il Leasing (da 1,8 a 1,7 miliardi); le attività deteriorate lorde8 flettono dell’1,5% da 1.597,1 a 1.573,6 milioni con un’incidenza sul totale degli impieghi al 3,1% (3,2% al 30 giugno scorso), ai minimi storici. Il calo intervenuto è riferibile principalmente al Consumer favorito dal generalizzato miglioramento del profilo di rischio e malgrado l’assenza di cessioni nel trimestre. Il calo delle nette è ancora più accentuato (-8% da 560,2 a 515,7 milioni), con un rapporto sugli impieghi dell’1,1% (1,2%) per effetto dell’aumentato coverage (dal 64,9% al 67,2%) collegato ad una prudente politica di accantonamento.

In calo le sofferenze nette (67,4 milioni contro 72 milioni) con un’incidenza sugli impieghi dello 0,1% (0,2%) e una copertura che sale all’87,2% (85,9% a giugno scorso); le moratorie in essere ammontano a circa 468,4 milioni (0,9% degli impieghi lordi) e rappresentano circa il 20% del totale concesso durante la pandemia (2,5 miliardi). Lo stock residuo è concentrato nel Leasing (circa il 60%) e mutui ipotecari (circa 35%) mentre la quota Consumer è del tutto fisiologica (28 milioni)9. Il 99% delle moratorie residue sono classificate come Stage 2 e 3 e soggette ad adeguate coperture; la raccolta si incrementa da 56,2 a 57,8 miliardi per i maggiori depositi Private (da 8,3 a 9 miliardi) che unitamente a quelli CheBanca! (17,2 miliardi contro 16,9 miliardi) rappresentano il 45% della provvista complessiva.

Aumenta anche il ricorso al T-LTRO (da 7,5 a 8,5 miliardi) per beneficiare ulteriormente delle condizioni favorevoli. Complessivamente il costo della raccolta salda a circa 60bps10, stabile sul trimestre precedente ma in riduzione di quasi 5bps rispetto al dato medio dell’intero esercizio 2020/21; i titoli del banking book si attestano a 7,3 miliardi, di cui 3,5 miliardi in titoli di stato italiani (allineati al 30 giugno scorso) che mostrano una duration di circa 3 anni; la riserva OCI sale a 78 milioni (73 milioni) di cui 45,5 milioni di titoli di stato italiani e dopo realizzi per 6 milioni; le plusvalenze latenti sui titoli immobilizzati ammontano a 96 milioni; gli impieghi netti di tesoreria passano da 6,4 a 7,6 miliardi ed includono 3,2 miliardi di depositi presso BCE che si incrementano nel trimestre di 1,3 miliardi per il maggior utilizzo del T-LTRO (salito da 7,5 a 8,5 miliardi); le TFA crescono nei tre mesi da 71,5 a 75,2 miliardi per effetto del consolidamento degli attivi gestiti da Bybrook (2,1 miliardi) e per i nuovi flussi (NNM) pari a 1,8 miliardi nel segmento Premier/Private.

L’effetto mercato è positivo per circa 200 milioni e compensa in parte l’ultima tranche di attesi deflussi di mandati istituzionali (circa 400 milioni). Le masse amministrate/gestite (AUA/AUM) salgono del 6,2% (da 46,3 a 49,1 miliardi) e rappresentano circa 2/3 delle TFA, mentre i depositi raggiungono i 26,1 miliardi (25,2 miliardi a giugno). I coefficienti patrimoniali 11si mantengono su livelli elevati: il CET1 ratio phase-in si attesta al 16,1% (16,3% lo scorso giugno), scontando 10bps di impatto del closing dell’acquisizione Bybrook e 20bps per le maggiori deduzioni della partecipazione in Assicurazioni Generali (peraltro interamente assorbite dall’incasso del dividendo di ottobre).

Il CET1 fully loaded senza Danish Compromise, con la deduzione integrale di Assicurazioni Generali (-110bps) e con l’applicazione integrale dell’effetto FTA IFRS9 (-10bps), risulta pari al 15,0%, in lieve calo rispetto al 30 giugno scorso (15,1%). Il Total Capital ratio nell’esercizio è in calo dal 18,9% al 18,6% (17,7% fully loaded) per effetto dell’ammortamento delle passività Tier 2. L’Assemblea dei soci del prossimo 28 ottobre sarà chiamata ad approvare un nuovo piano di buy-back fino al 3% del capitale, previa cancellazione di massime 22,6 milioni di azioni proprie già in portafoglio, subordinato all’autorizzazione da parte della BCE.

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