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Private Debt Award 2021 di Aifi e Deloitte: vincono Clessidra, Equita, Riello e Tikehau

Assegnato anche un premio Saccomanni ad Anthilia & Finint. Presentati i dati di mercato del primo semestre dell’anno: crescono raccolta, operazioni e rimborsi, superando i livelli pre-pandemia

05 Ottobre 2021

Private Debt Award 2021 di Aifi e Deloitte: vincono Clessidra, Equita, Riello e Tikehau

I vincitori della quarta edizione del Private Debt Award sono stati premiati durante la cerimonia che si è tenuta presso la Greenhouse di Deloitte. Il premio è stato promosso da AIFI e Deloitte, con la collaborazione di Economy e de Il Sole 24ORE.
I nomi dei premiati sono stati selezionati da una giuria composta da professionisti appartenenti al mondo istituzionale, imprenditoriale e accademico decidendo tra 18 operazioni realizzate da 11 fondi di private debt e due fondi di distressed debt nelle categorie Sviluppo (progetti di crescita attraverso l’ingresso in nuovi segmenti, aree geografiche o sviluppando nuovi prodotti e/o tecnologie) e Leveraged buyout/operazioni straordinarie (progetti di crescita attraverso acquisizioni, anche insieme a private equity, fornendo il debito necessario per l’operazione di lbo o strutturando l’operazione direttamente con l’imprenditore).


La Giuria, presieduta da Innocenzo Cipolletta e composta da Luigi Abete (presidente onorario FeBAF), Andrea Azzolini (responsabile debt advisory, Deloitte), Guido Corbetta (ordinario dip. management e tecnologia, Bocconi), Marco Ferrando (caporedattore Finanza & Mercati - Il Sole 24ORE), Giancarlo Giudici (ordinario corporate finance, School of Management del Politecnico di Milano), Sergio Luciano (direttore, Economy), Giovanni Maggi (presidente, Assofondipensione), Luca Manzoni (responsabile corporate banking, Banco BPM), Emanuele Orsini (vicepresidente, Confindustria), Federico Visconti (rettore, Università Carlo Cattaneo – LIUC), Dario Voltattorni (segretario generale, Confindustria Lombardia) ha decretato i vincitori che sono:


• per la categoria operazione conclusa – Sviluppo, Riello Investimenti Partners SGR SpA per l’operazione CMC SpA, gruppo di progettazione e realizzazione di macchinari per il packaging e per il mailing;
• per la categoria operazione conclusa – leveraged buyout/operazioni straordinarie, Equita Capital SGR SpA per l’operazione Crippa SpA, azienda di macchine full - electric per la piegatura e la sagomatura di tubi in acciaio e alluminio per il settore automobilistico, nautico, aerospaziale e del mobile;
per la categoria operazione rimborsata, Tikehau Capital per l’operazione Dedalus Holding SpA, azienda di sviluppo e implementazione di soluzioni software per il settore healthcare;
• per la categoria operazione conclusa – distressed debt, Clessidra Capital Credit SGR SpA per l’operazione Sisma SpA, società di produzione e distribuzione di prodotti di personal care, home care e food care;
• premio Saccomanni ad Anthilia Capital Partners SGR SpA & Finanziaria Internazionale Investments SGR SpA per l’operazione Friulair Srl, società che progetta, sviluppa e commercializza essiccatori, filtri, refrigeranti ed accessori per il trattamento dell’aria compressa e di sistemi di refrigerazione industriale dell’acqua.


“Quest’anno abbiamo istituito un premio Saccomanni in suo ricordo perché il suo impegno governativo ha permesso e favorito la crescita del private debt nel nostro Paese e oggi, se possiamo finalmente vedere il ruolo importante che sta svolgendo per l’economia reale, lo dobbiamo anche al suo grande lavoro” afferma Innocenzo Cipolletta, presidente AIFI, “Il ruolo pubblico però non può dirsi finito: serve ancora una spinta che permetta il moltiplicarsi di fondi che svolgano questa tipologia di operazioni supportando così la ripresa e il consolidamento della nostra economia”.


“Negli ultimi mesi caratterizzati dall’impatto pandemico, il mercato del private debt ha svolto un ruolo fondamentale, aiutando in modo concreto le piccole e medie imprese nel fronteggiare la crisi” afferma Antonio Solinas AD di Deloitte Financial Advisory. “Il capitale di debito ancora una volta ha confermato la sua importanza, supportando e rilanciando l'economia reale verso il ritorno ad un orizzonte di investimenti e sviluppo per tutto il sistema imprenditoriale italiano. Questa rappresenta una delle vie privilegiate per sostenere la competitività e innovare nel nuovo contesto”.

Private debt, primo semestre 2021: crescono raccolta, operazioni e rimborsi, superando i livelli pre-pandemia

Durante questa giornata, AIFI ha presentato, in collaborazione con Deloitte, i dati di mercato del private debt nel primo semestre dell’anno, per la prima volta realizzati tramite una nuova piattaforma online per la raccolta dei dati. La metodologia utilizzata nella raccolta dei dati è uniformata a quella per il settore del private equity, che è in linea con quella internazionale.

Raccolta

Nel primo semestre del 2021 la raccolta è triplicata rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, attestandosi a 642 milioni di euro, contro i 209 milioni nel primo semestre 2020. Tale dato rappresenta il valore più alto mai registrato non solo in un singolo semestre, ma anche se confrontato agli interi anni passati. La prima fonte della raccolta sono stati i privati/asset manager (32%), seguiti dai fondi di fondi istituzionali (26%). Guardando alla provenienza geografica, la componente domestica ha rappresentato l’86% del totale.

Investimenti

Nella prima parte dell’anno sono stati investiti 769 milioni di euro, +74% rispetto al primo semestre del 2020. Il numero di sottoscrizioni è stato pari a 356 (+139%). Si tratta del semestre con i valori più alti mai registrati dall’avvio del mercato, testimoniando una crescita significativa, anche paragonata agli anni precedenti la pandemia. Escludendo le piattaforme
di lending, i soggetti domestici hanno realizzato il 91% del numero di operazioni, mentre il67% dell’ammontare è stato investito da operatori internazionali. Il 53% delle operazioni sono state finanziamenti, mentre il restante 47% sottoscrizioni di obbligazioni. Per quanto riguarda le caratteristiche delle operazioni, sempre al netto delle piattaforme, la durata
media è di 6 anni mentre considerando le dimensioni delle sottoscrizioni, il 92% dei casi ha riguardato operazioni con un taglio medio inferiore ai 10 milioni di euro. Il tasso d’interesse medio è stato pari al 4,6%. Complessivamente, a livello geografico, la prima Regione resta la Lombardia, con il 28% del numero di operazioni, seguita dalla Campania con l’11%. Con riferimento alle attività delle aziende target, al primo posto con il 40% degli investimenti troviamo i beni e servizi industriali, seguito dal settore dei servizi per il consumo, con il 13%. A livello di dimensione delle aziende target, l’88% degli investimenti ha riguardato imprese con meno di 250 addetti. “I dati del primo semestre dell’anno sono incoraggianti e dimostrano la necessità in Italia di operatori che investano sul debito” dichiara Innocenzo Cipolletta, Presidente AIFI “Il taglio medio e la tipologia di imprese su cui il private debt si concentra sottolineano che il tessuto imprenditoriale del nostro Paese è sano ma ha bisogno di investitori che supportino le aziende a realizzare i propri progetti di crescita e internazionalizzazione”.


Rimborsi

Nel primo semestre del 2021, le società che hanno effettuato rimborsi sono state 134 (62
nello stesso periodo dell’anno precedente), per un ammontare pari a 204 milioni di euro (+66% rispetto ai 123 della prima parte del 2020), il secondo dato più alto mai registrato in un singolo semestre (dietro al secondo semestre del 2020). Il 79% del numero di rimborsi ha seguito il piano di ammortamento.

Distressed debt

Per la prima volta è stata analizzata anche l’attività di 12 soggetti attivi nel mercato italiano del distressed debt. A partire dal 2018, questi operatori hanno investito 2,3 miliardi di euro in 15 pacchetti relativi a oltre 5.000 società e 4,2 miliardi in circa 80 singole società. Con riferimento a queste ultime, i principali settori di attività sono quello dei beni e servizi industriali e dei trasporti/shipping (entrambe con un peso del 19% sul numero totale), il numero medio di dipendenti è pari a 178 e il fatturato medio si attesta a 57 milioni di euro. Nel solo primo semestre del 2021 sono stati investiti circa 770 milioni di euro, di cui oltre 400 in operazioni single name.

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