04 Febbraio 2026
Mar Ionio, in Puglia è stata ritrovata una grande nave di età romana con un carico di 200 anfore durante le attività di controllo della guardia di finanza. Il carico di anfore era destinato al trasporto di garum, una salsa a base di pesce essiccato. La scoperta è avvenuta a giugno 2025 tuttavia è stata comunicata solo ora, ed è avvenuta nel corso di normali attività di controllo condotte dalla guardia di finanza.
La costante collaborazione tra la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto, il Reparto Operativo Aeronavale di Bari e la Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Gallipoli ha consentito, nel giugno 2025, di individuare i resti di una grande imbarcazione romana affondata nelle acque del Mar Ionio.
La scoperta è avvenuta durante le attività di controllo marittimo della Guardia di Finanza, grazie alle più recenti strumentazioni di bordo che hanno rilevato un'anomalia sul fondale. Successivamente sono state svolte immersioni eseguite con personale specializzato del II° Nucleo Sommozzatori di Taranto, in concerto con la Soprintendenza, queste hanno rivelato un relitto di nave oneraria tardo-imperiale con il suo carico di anfore. Tutti gli attori coinvolti, per scongiurare il potenziale rischio di saccheggio e assicurare la tutela del giacimento, hanno deciso di mantenere il riserbo riguardo alla scoperta. L'area, fin dal momento della scoperta, è stata sottoposta a costante monitoraggio da parte della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Gallipoli.
La Soprintendenza ha avviato le procedure per reperire i fondi necessari alla documentazione, indagine archeologica e messa in sicurezza del relitto. La collaborazione con il Reparto Operativo Aeronavale di Bari della GdF, che fornirà i mezzi navali della Sezione Operativa Navale di Gallipoli e le competenze subacquee, unitamente alla Soprintendenza Nazionale del Patrimonio Culturale Subacqueo di Taranto, darà il via alla ricognizione sistematica e documentazione del relitto con le più recenti metodologie. Il Consiglio superiore dei beni culturali ha stanziato 780mila euro per sostenere le operazioni di documentazione e recupero.
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