03 Febbraio 2026
Intelligenza Artificiale
Nessuno è al sicuro. L’Intelligenza Artificiale raccoglie le tracce comportamentali di ognuno di noi, ne costruisce un’identità precisa, un profilo, un modello predittivo. E poi ci fa delle proposte di contenuto e ci trasforma.
La nostra identità più intima non è più protetta da una password. È esposta dall’impronta di ciò che facciamo. Lo ha mostrato poche ore fa Elon Musk con quello che lui ha inteso come un atto di trasparenza radicale.
Musk ha presentato l’operazione su GitHub, il "social network" di lavoro principale per gli sviluppatori di tutto il mondo, come una "nuova era". Il sito X, ex Twitter, ha pubblicato un diagramma che mostra il viaggio di post, dalla pubblicazione al tuo feed, cioè il flusso infinito e personalizzato di contenuti (post, tweet, foto, video, notizie, annunci) che la piattaforma seleziona e ti presenta in sequenza quando apri l'app o il sito specifico.
Il sistema analizza la tua cronologia: cosa clicchi, cosa preferisci, cosa condividi. Esamina i post della tua rete d'interazione. Setaccia anche contenuti esterni, da account che non segui. Cerca ciò che potresti trovare attraente. Poi filtra: contenuti violenti, spam, account bloccati. Infine classifica in base a una possibilità calcolata la probabilità che tu interagisca con quel contenuto: risposta, like, eccetera. Il diagramma è una mappa per tracciare un utente. Non servono nome, foto o indirizzo. Servono i tuoi segnali di attenzione.
Il motore di tutto questo è il modello di Intelligenza Artificiale "Grok" di X. Il sistema “Grok” apprende la rilevanza dalle sequenze di azioni degli utenti. Nessun ingegnere umano interviene per dire cosa è importante e cosa no. L’AI Grok osserva, deduce, adatta. È un ciclo perpetuo: tu agisci, AI Grok impara, AI Grok ti propone, tu reagisci. E si va avanti così. Ogni sistema di AI dovrebbe fare più o meno lo stesso, non solo Grok (ci sono tanti modelli diversi in rete), sistemi adattati ad ogni tecnologia o app che usiamo.
Non solo vieni profilato ma vengono man mano create le cose che vedi, che ti possono piacere, in cui potresti poi credere. Immaginate milioni di ore in un anno, come accade, passate a farlo. E immaginate la condizione di un ragazzino di oggi che fa lo stesso. Tu cambi ovviamente a seconda dell’interazione con l’ambiente digitale e con i contenuti che ti vengono proposti. La vita si sviluppa così. Oggi non ci sono questioni più gravi di questa. Non c'è guerra, incidente, assassinio, complotto, strategia o caso che sia più rilevante.
La scatola nera è aperta. Ora c’è la prova tecnica, non siamo più nel campo delle sensazioni e delle congetture. L'AI controlla e crea l'uomo di oggi e che verrà. Ma siamo pronti a vivere da schiavi in un mondo controllato e ideato dalle macchine?
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