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Saracco di ghiaccio: cos'è e significato

Tutto quello che c'è da sapere sul cosiddetto "saracco di ghiaccio": cos'è e significato

05 Luglio 2022

Saracco di ghiaccio: cos'è e significato

Tutto quello che c'è da sapere sul "saracco di ghiaccio", diventato  famoso dopo la valanga sulla Marmolada: ecco cos'è e significato. La tragedia sulle Dolomiti, andata in scena domenica 3 luglio 2022, ha provocato 7 vittime accertate, ma si cercano ancora 8 persone che risultano disperse. E, secondo i soccorritori, ci sono pochissime possibilità di ritrovale in vita. Le immagini post valanga sono impressionanti. Si vede proprio il costone della montagna con un buco al centro. Lì c'era l'ormai famigerato saracco che si è staccato provocando la valanga.

Saracco di ghiaccio: cos'è e significato

Quando si parla di saracco di ghiaccio, si parla - in geografia fisica - di un blocco di ghiaccio, di dimensioni variabili che di solito si origina durante il movimento di un ghiacciaio. Si forma a seguito della formazione di crepacci e in corrispondenza di bruschi cambiamenti di pendenza del letto del ghiacciaio stesso. Tali blocchi sono spesso soggetti a brusca caduta e a un successivo rinsaldamento tra loro. 

La forma tipica di un saracco è a torre o pinnacolo. Il nome deriva da serai, parola romancia a sua volta proveniente dal latino serum. Il suo significato è letteralmente "blocco di ghiaccio". Il nome è stato utilizzato per la prima volta da Horace-Bénédict de Saussure, in virtù della somiglianza a questo prodotto caseario. I seracchi di ghiaccio sono presenti soprattutto nelle montagne più alte. Esempi famosi arriva dall'Asia, come per esempio il K2 al Collo di Bottiglia e sul Kanchenjunga in Himalaya. Viceversa, sulle Alpi, seracchi noti sono presenti sulla parete nord-est del Piz Roseg, sulla nord della Dent d'Hérens e del Lyskamm.

Ma cos'è, o meglio cosa si intende per caduta di un seracco? Semplice, si intende il crollo improvviso di uno o più seracchi. I blocchi di ghiaccio si frantumano e una parte del ghiaccio può fondere, e si possono generare colate detritiche. Si tratta di una situazione molto pericolosa per gli alpinisti o per i centri abitati a valle del ghiacciaio. Ma non è finita. Al contrario delle valanghe, infatti, i crolli di seracco sono molto più difficile da prevedere. Questo perché non dipendono dalle condizioni meteorologiche e del manto nevoso, ma dai meccanismi che regolano il movimento del ghiacciaio e lo stato di equilibrio del seracco e di conseguenza possono avvenire in qualsiasi momento, anche di notte, senza che la temperatura si alzi rendendo instabile la neve.

 

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