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“Luna al museo. Oltre l’opera d’arte di Lucio Fontana”: alle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo a Milano il silent book dedicato ai più piccoli

Il volume, realizzato da Edizioni Gallerie d’Italia | Skira, si rivolge a tutti i bambini del mondo con un alfabeto universale: quello visivo

14 Giugno 2022

“Luna al museo. Oltre l’opera d’arte di Lucio Fontana”: alle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo a Milano il silent book dedicato ai più piccoli

Concetto spaziale: la Luna a Venezia (1961): l’opera del maestro Lucio Fontana, ospitato presso le Gallerie d’Italia di Piazza Scala a Milano, diventa ispirazione di un silent book rivolto ai più piccoli. Il museo si fa luogo di esperienza, luce e scoperta per Luna, la bambina ritratta da Fabrizio Sclavi.

“Luna al museo. Oltre l’opera d’arte di Lucio Fontana” di Federica Lamonaca realizzato da Edizioni Gallerie d’Italia | Skira, è un volume dedicato ai bambini di tutto il mondo in grado di parlare al maggior numero possibile di “lettori”, grazie alla sola forza delle immagini, superando barriere linguistiche, culturali e sensoriali.

La presentazione, introdotta dai saluti istituzionali di Michele Coppola, Executive Director Arte Cultura e Beni Storici e Direttore delle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo e di Vincenzo Trione, Presidente Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali, è stata l'occasione per ribadire l’impegno di Intesa Sanpaolo e della stessa Fondazione nei confronti dell’inclusione e dell’accessibilità dei luoghi della cultura, temi senz’altro di primo piano per il futuro dei nostri musei, nonché al centro di un progetto di stretta e sinergica collaborazione fra le due istituzioni.

“Luna al museo” nasce, infatti, nell’ambito dell’esperienza biennale del corso Scuola del Patrimonio (2018-2020) promosso dalla Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali, un modello formativo in cui le attività di ricerca e studio avviate dagli allievi confluiscono in progetti concreti e replicabili anche grazie all’interesse di istituzioni pubbliche e private del mondo della cultura che, insieme alla Fondazione, contribuiscono a promuoverli e a sostenerli.

“Porre al centro della nostra attività di ricerca temi quali la mediazione e l’accessibilità culturale – dichiara Vincenzo Trione, Presidente della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali – è una scelta doverosa nei confronti dei nostri musei impegnati oggi in una radicale trasformazione della propria identità, della propria funzione, del proprio ruolo sociale. Il museo come agorà, non come tempio. L’accessibilità al museo apre frontiere rivoluzionarie, destinate a riportare al centro l’attenzione sui visitatori e le loro esigenze nonché a restituire centralità sociale ad un’istituzione che merita di accompagnare il cambiamento di una società sempre più democratica. In tale processo, la formazione svolge un ruolo chiave – prosegue Trione –, sempre in dialogo con la ricerca. Solo in questo modo è possibile accompagnare le trasformazioni del sistema del patrimonio culturale e raccogliere le sfide della contemporaneità.” 

Coppola, Intesa Sanpaolo: "Le nostre collezioni d’arte vengono valorizzate anche in chiave accessibile"

Michele Coppola, Executive Director Arte Cultura e Beni Storici, dichiara: “Il rapporto con le scuole e le attività pensate per i pubblici fragili sono elementi identitari delle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo. Le nostre collezioni d’arte vengono valorizzate anche in chiave accessibile, in una logica di museo come luogo di approfondimento e di concrete opportunità di inclusione, grazie al lavoro ottenuto dal costante dialogo con istituzioni pubbliche e private sensibili alla crescita culturale e sociale del Paese”. 

Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, Morale: “Inclusione e Museo, i nostri progetti per accogliere tutte le fragilità”

 VIDEO-Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, Morale: “Inclusione e Museo, i nostri progetti per accogliere tutte le fragilità”

Giovanni Morale, Vicedirettore delle Gallerie di Piazza Scala di Milano, a Il Giornale d'Italia:

“I nostri progetti di inclusione qui alle Gallerie d’Italia sono tantissimi: abbiamo progetti per i malati di Alzheimer, per chi ha problemi psichiatrici gravi, per i non vedenti, quindi tutto quello che è difficoltà fisica o psichica viene affrontato.

Abbiamo diverse e molteplici modalità ma abbiamo anche progetti di inclusione che non competono solo le disabilità: portare le diverse comunità, per esempio quella cinese, congolese o polacca a scoprire l’arte e anche i luoghi di questa Italia. Il Museo diventa un caleidoscopio di relazione indipendentemente dalle fragilità, perché ognuno di noi è fragile, ognuno di noi ha delle probabilità di poter cadere e quindi non esiste un pubblico speciale, ognuno è speciale e si viene al Museo per conoscere non solo i grandi maestri ma anche per conoscere sé stessi. Qui alle Gallerie d’Italia cerchiamo di inglobare e di raccogliere con laboratori e corsi specifici anche le persone che hanno più difficoltà a entrare in questi luoghi di bellezza e di bene”

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