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Massoneria, anche Totò ne faceva parte: la storia e i nomi più celebri

Tanti nomi e una storia importante avvolta in una coltre di mistero: ma cos'è la Massoneria, e chi ne fa parte?

26 Marzo 2022

Massoneria, anche Totò ne faceva parte: la storia e i nomi più celebri

Fonte: lapresse.it

Anche Totò era massone. Proprio così, ciò che era noto solo agli esperti ora è certo. Antonio De Curtis Gagliardi è stato un esponente della Libera Muratoria. A confermarlo il ritrovamento del suoi documenti massonici nell’archivio storico del Grande Oriente d’Italia. Ora se ne può dare notizia con cognizione di causa. Il suo testamento massonico ne è la prova. Si tratta di un vecchio modulo prestampato con le sue dichiarazioni vergate a mano e rivela la profondità d’animo del celebre attore e la sua convinta adesione ai principi liberomuratori. Di Totò massone rimane traccia anche nella sua opera; scrisse, infatti, la poesia ‘A Livella‘ ove i riferimenti al simbolismo massonico sono per molti evidentissimi. Le carte massoniche di Totò sono conservate nell’Archivio Storico del Grande Oriente d’Italia e, precisamente, nel fondo archivistico denominato “Piazza del Gesù”, consegnato al Grande Oriente d’Italia nel settembre 1973 in seguito alla confluenza del gruppo guidato dall’allora Gran Maestro Francesco Bellantonio. Tra le carte di Totò si trova, appunto, il testamento massonico del 1945.

Era il 9 aprile di quell'anno quando Totò stava per fare il suo ingresso nella Loggia Fulgor di Napoli. Ecco come rispose alle tre domande di rito: Che cosa dovete all’umanità? "Amare il prossimo come se stessi: aiutarlo, fare del bene, senza limiti di sorta". Che cosa dovete alla Patria? "Tutto, anche il sacrificio supremo". Che cosa dovete a voi stesso? "Niente all’infuori del miglioramento spirituale". 

Massoneria: cos’è? Una storia lunga secoli

Le origini della Massoneria sono da ricercare nella Scozia di fine Cinquecento. Qui nel 1598, con gli Statuti della corporazione muratoria del 1598 viene fissata la leggenda dell'arte, e definito un sistema di cooptazione nelle logge (al tempo stesso i luoghi d'accoglienza e il corpo che vi si raduna) dei muratori (masons, da qui masonry "massoneria") che posseggano la tecnica dell'arte rinascimentale della memoria, ed abbiano congiuntamente appreso la Mason Word, la parola che consente il riconoscimento reciproco dei "fratelli" di corporazione ed assicura, ove occorra, l'invisibilità. La Massoneria è infatti un'associazione su base iniziatica e di fratellanza.  Da notare come gli stessi simboli tipici e riconosciuti dell’organizzazione vengano attinti dagli strumenti del mestiere dei muratori: la livella, il regolo, la squadra, il filo a piombo o il compasso. Ognuno di questi serviva anche ai singoli adepti per riconoscersi e riconoscere il reciproco grado in un contesto fortemente gerarchizzato come quello della struttura massonica. Il simbolo stesso della massoneria fu poi formalmente definito nei soli strumenti di squadra e compasso. Spesso, nel simbolo è presente anche una grande lettera "G", con varie interpretazioni, tra le quali il significato di Great Architect (Grande Architetto dell'Universo, G.A.D.U.) oppure di God (Dio)[5], ma può essere interpretata anche come Geometria.

Agli inizi del Settecento in Inghilterra la società dei "massoni liberi" (free masons, accepted masons) è un tratto consolidato della vita sociale a Londra: vogliono farne parte soggetti, di estrazione sociale medio-alta, accanto a nobili attratti dalle attività dei fratelli, o dal segreto iniziatico, o dal modello conviviale-settario. Non è chiaro da cosa nasca, per realizzarsi nel 1717, l'esigenza a costituire a Londra una "grande loggia", con l'obiettivo dichiarato di conferire patenti e di ordinare con statuti il sottobosco ormai folto delle diverse logge. La Gran Loggia diventerà comunque un centro d'unione, insieme simbolico e di potere, cui conferisce autorità l'operazione delle Constitutions del 1721-23. Si instaura un rapporto privilegiato con la nobiltà di sangue e di corte, cui s'affida il ruolo sociale della Massoneria come area di formazione e centro di potere. Negli anni Venti e Trenta del Settecento la Massoneria si diffonde ad opera di inglesi (diplomatici, accademici, uomini di teatro) e di anglofili, nel Continente: in Italia, in Germania e Austria, in Spagna, e soprattutto in Francia ove traversa, per iniziativa di nobili "giacobiti", l'area cattolica: troverà nel contesto della guerra di successione austriaca (1740-48) condizioni favorevoli per diffondersi. In questo periodo arriva anche la ferma condanna della Chiesa cattolica, che la dichiara “eretica”. In Italia la Massoneria, modellatasi sulle affini esperienza europee, è affollata di visionari, teosofi, spiritisti, neognostici, "iniziati": cattolici, e non, trovano nella Massoneria un terreno comune di curiosità e di interesse per problemi religiosi, che vanno dal rinverdimento di gnosi misteriche a più generiche estensioni di interesse per il paranormale.

Non è possibile disegnare in breve il quadro affollato della Massoneria mondiale: tanti sono oggi, oltre agli eredi più o meno legittimi dei riti storici, i regimi nuovi o restaurati, le polemiche sulla "vera" m. e la ricerca di un'ortodossia massonica, le costituzioni e le scomuniche. Custodi di segreti, i fratelli tuttavia non costituiscono, nei paesi a regime liberale, delle società segrete: la concordia discors tra loro, e con le Chiese stabilite, li abilita a rappresentare istanze culturali e sociali presenti nel mondo contemporaneo, nel quale tuttavia - se vogliamo raccogliere la non infondata opinione media del "profano" - l'interesse confraternale e corporativo prevale sulle finalità di ricerca religiosa e di solidarietà sociale.

Massoneria e libertà

Cosa intendono i Massoni per libertà?  Si tratta di uno dei pilastri del credo massonico. Nella Dichiarazione di Principi, firmata a Losanna, nel 1875, è scritto: “La Massoneria pone come principio che il Creatore supremo ha dato all’uomo, come il bene più prezioso, la libertà […] raggio così luminoso che nessun potere ha il diritto di spegnere o di offuscare” (cfr. S. Farina, Il Libro dei Rituali del Rito Scozzese Antico e Accettato, Piccinelli, Roma 1946, pag. 33-34), in quanto “dono intangibile e sacrosanto” (cfr. A. Pontevia, Cattolicesimo e Massoneria, Atanòr, Roma 1948, pag. 72). Ma per loro la libertà non viene stabilita da verità rivelate o da un’autorità superiore, anzi, “è costituita dalla pienezza della Ragione”, che è interamente. Quindi la libertà massonica consiste nell’ubbidire solamente alla propria ragione, e agire liberamente significa sottomettersi alle leggi razionali della natura. Da questo dunque si deduce che i massoni si ritengono nemici assoluti dei dogmi e dei dogmatici (decreti, giudizi, gli insegnamenti religiosi contenuti nelle Sacre Scritture). Insomma, si fanno promotori di un concetto di libertà assoluto. Va di conseguenza l’intuizione della fiducia che i massoni nutrono nei confronti dell’uomo, nella natura umana che per loro è buona. Ritengono inoltre che l’uomo possa mettersi alla ricerca della verità appoggiandosi alla sua ragione.

Massoni celebri: tutti i nomi

Voltaire (François Marie Arouet) (1694-1778)

Goffredo Mameli (1827 – 1849)

Giuseppe Verdi (1813 – 1901)

Benjamin Franklin (6 Gennaio 1706 – aprile 1790)

Wolfang Amadeus Mozart (Salisburgo 27 Gennaio 1756 – 6 dicembre 1791)

Oscar Fingal O’Flaherty Wills Wilde (Dublino, 16 ottobre 1854 – Parigi, 30 novembre 1900)

Sir Arthur Conan Doyle (Edimburgo, 22 maggio 1859 – Crowborough, 7 luglio 1930)

Joseph Rudyard Kipling (Bombay, 30 Dicembre 1865 – Londra,18 gennaio 1936)

Sir Alexander Fleming (1881-1955)

Edward Kennedy “Duke” Ellington (Washington, 29 aprile 1899 – 24 maggio 1974)

John Wayne (26 maggio 1907. -11 giugno 1979)

Antonio De Curtis, in arte Totò. (Napoli, 15 febbraio 1898 – Roma, 15 aprile 1967)

Enrico Fermi (Roma, 29 settembre 1901 – Chicago, 29 novembre 1954)

Edmondo De Amicis (Oneglia, 21 ottobre 1846 – Bordighera, 11 marzo 1908)

Giosuè Carducci (Valdicastello di Pietrasanta, 27 luglio 1835 – Bologna, 16 febbraio 1907)

Gerolamo Bixio, detto Nino. (Genova, 2 ottobre 1821 – Banda Aceh, 16 dicembre 1873)

Carlo Collodi, all’anagrafe Carlo Lorenzini (Firenze, 24 novembre 1826 – Firenze, 26 ottobre 1890)

Giuseppe Garibaldi (Nizza, 4 luglio 1807 – Caprera, 2 giugno 1882)

Vittorio Amedeo Alfieri (Asti, 16 gennaio 1749 – Firenze, 8 ottobre 1803)

Giacomo Casanova (Venezia, 2 aprile 1725 – Dux, odierna Duchcov, 4 giugno 1798)

 

 

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