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"La pandemia dei dati. Ecco il vaccino": come comprendere le informazioni e riconoscere le fake news

Gli autori del volume sono Armando Massarenti, celebre giornalista di cultura e filosofo della scienza, e Antonietta Mira, matematica impegnata in numerosi gruppi di ricerca internazionali. A dicembre 2021 "La pandemia dei dati" si è aggiudicato il premio per la divulgazione scientifica Giancarlo Dosi promosso dal Cnr e dall'AIE

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Nell'era di internet, degli algoritmi e dell'informazione via web il fenomeno dell'infodemia è diventato dilagante, portando, spesso, a una vera e propria disinformazione per l'utente. Una tendenza che la pandemia e la conseguente urgenza di procacciarsi dati utili per comprenderla non hanno fatto altro che alimentare. Il libro "La pandemia dei dati. Ecco il vaccino" vuole offrire al lettore quegli strumenti di base per comprendere i dati divulgati e per distinguere le informazioni credibili da quelle inattendibili, a causa della loro sovrabbondanza e/o disomogeneità. 

Gli autori del volume sono Armando Massarenti, celebre giornalista di cultura - firma del supplemento culturale Domenica del Sole 24 Ore - e filosofo della scienza, e Antonietta Mira, matematica impegnata in numerosi gruppi di ricerca internazionali, professoressa di Statistica e direttrice del Laboratorio di Data Science dell'Università della Svizzera italiana di Lugano. A dicembre 2021 "La pandemia dei dati" si è aggiudicato il premio per la divulgazione scientifica Giancarlo Dosi promosso dal Cnr e dall'Associazione italiana editori - AIE, nella Sezione Scienze matematiche, fisiche e naturali.

"I dati siamo noi, nessuno si senta escluso. Siamo noi che con i nostri comportamenti quotidiani, con una certa negligente superficialità, alimentiamo gli algoritmi del web creando la ricchezza smisurata delle FANGAMI e la loro centralità nell'economia mondiale", scrive Cinzia Caporale, membro del Cts, in una recensione del volume apparsa nelle prime pagine di The Future of Science and Ethics, riivista scientifica a cura del Comitato Etico della Fondazione Umberto Veronesi.

"Siamo noi che, con le nostre continue incursioni sui motori di ricerca o comprando prodotti online senza vigilare sulla selezione dei cookies, esponiamo le nostre 'razionalità limitate' a trappole per la mente tra cui il confirmation bias, che forse è il pregiudizio maggiormente studiato dalla psicologia cognitiva perché nessuno ne è esente. Tale bias ci induce a cercare sistematicamente evidenze a sostegno delle nostre idee e a rigettare quelle contrarie ad esse, favorendo quindi la polarizzazione delle opinioni: blanditi dalla rete, diventiamo sempre più dogmatici e arroccati nelle nostre convinzioni, fino a generare anche senza volerlo, echo chambers, fenomeni di odio in rete, riproposizione di notizie già falsificate da anni che oscurano conoscenze scientifiche viceversa ben validate".

"Siamo noi che, ben prima del Covid e degli imperversanti coronadati, siamo stati vittime e inconsapevoli complici della 'pandemia dei dati' che ha generato fenomeni di vera mmanipolazione delle opinioni e delle coscienze particolarmente nei settori della scienza e della salute, della politica, dell'economia".

"Sono fenomeni, questi, già ben noti ai più avvertiti esperti di comunicazione, che tuttavia l'emergenza Covid ha accentuato e reso più evidenti. Per comprenderli occorre fare ordine nelle nostre idee e negli strumenti di comprensione, in una realtà sempre più composita e multiforme. Un compito svolto con chiarezza ed eleganza dal volume La pandemia dei dati".

"Come scrive nella sua presentazione Giorgio Parisi, premio Nobel per la Fisica 2021, «questo libro, scritto in un linguaggio molto accessibile e scevro da tecnicismi, [...] ci mostra come affrontare la “pandemia” di dati che ci circonda e come usare strumenti matematici [...] per poter arrivare a conclusioni praticamente certe in un mondo dominato dall'incertezza. Capire come utilizzare questi strumenti [...] è un acquisto per sempre. Il lettore guadagnerà quelle competenze di base che delineano una forma di intelligenza e di pensiero critico quanto mai necessario per i cittadini di oggi e di domani»".

"Il Covid, in tutte le sue sfaccettature, funge nel volume da esempio rivelatore, un esperimento per il pensiero critico, il quale attecchisce meglio proprio quando viene proposto non in maniera astratta ma attraverso esempi concreti. È questo uno degli insegnamenti delle attuali scienze neurocognitive di cui il volume fa tesoro, anche quando affronta uno dei suoi temi centrali, la gestione del rischio e dell'incertezza".

"Il libro fornisce un'efficace scatola degli attrezzi di base, una 'guida nel pensare e nell'agire', nello spirito di Bruno de Finetti, che così definisce la probabilità. Ma gli autori ci mostrano anche come oggi il pensiero critico debba andare a pescare nelle discipline più diverse per collezionare strumenti davvero validi. Non solo la probabilità, la statistica e la scienza dei dati, rispetto alle quali gli autori adottano un approccio bayesiano (il teorema di Bayes, che ci insegna a cambiare idea sulla base  delle nuove evidenze è definito «il teorema dell'antidogmatismo»).  E non solo l'epidemiologia, la virologia e le scienze biomediche, ma anche l'economia, la teoria delle decisioni razionali, la teoria dei giochi, la neuroetica e più in generale le già citate neuroscienze cognitive. Particolare attenzione meritano, secondo Massarenti e Mira, gli studi sui limiti della razionalità, che hanno portato all'assegnazione del Nobel per l'economia ai teorici dei giochi e a psicologi come Daniel Kahneman (2002) e Richard Thaler (2017), autore della teoria del prospetto il primo e teorizzatore della 'spinta gentile' (nudge) il secondo. Il volume è stato pubblicato prima dell'introduzione del green pass, ma a dimostrazione della lungimiranza con cui è stato scritto, è proprio facendo riferimento a questi studi che si possono comprendere misure come questa, nonché le ragioni di fondo della strategia vaccinale".

"L'inoculazione del 'vaccino mentale' procede dunque, pagina dopo pagina, mentre mano a mano l'afflato civile degli autori diventa più evidente, fino a sfociare in una “Appendice per educatori civici” in cui si propongono una serie di spunti per lezioni interdisciplinari svolte dagli attuali professori di educazione civica. «Se guardiamo alle culture e alle nazioni che meglio hanno gestito l'incertezza e la necessità del cambiamento, hanno tutte assegnato all'educazione il ruolo fondamentale nel preparare i giovani a gestire i cambiamenti e l'incertezza nei loro percorsi di vita, con saggezza e indipendenza di giudizio».  Ed è forse in questa affermazione di Mario Draghi, pronunciata al Meeting di Rimini nell'agosto del 2020, che gli autori vedono la più importante indicazione per il nostro futuro, sottolineando con Bertrand Russell che il principale compito della filosofia oggi è «insegnare a vivere senza la certezza e tuttavia senza essere paralizzati dall'esitazione». Perché l'incertezza non può che pervadere le nostre esistenze. Il Covid ce ne ha reso più che mai consapevoli. Nessuno si senta escluso".

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