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Roma ricorda Paolo Samoggia, lo 007 della dolcevita

La chiesa è strapiena, con rappresentanti di numerose famiglie romane, dai Filo della Torre ai Bucci Casari, passando per Giovanelli Marconi

Di Gianfranco Ferroni

09 Novembre 2021

Roma ricorda Paolo Samoggia, lo 007 della dolcevita

Fonte: Facebook profilo Paolo Samoggia

Ultimo saluto a Roma per Paolo Samoggia, già 007 e amante della dolce vita romana. Davanti alla basilica di San Giovanni dei Fiorentini, a via Giulia, per lui c'era una enorme autofunebre Lancia: il nome della ditta incaricata per il viaggio finale, Bellomunno, è apparso a tutti come un simbolo della sua esistenza terrena. Si rincorrono i nomi cari a Paolo: Emanuela, innanzitutto, e poi Luisa, Gabriele, Greta, Elena ed Elettra.

La chiesa è strapiena, con rappresentanti di numerose famiglie romane, dai Filo della Torre ai Bucci Casari, passando per Giovanelli Marconi. Attorno alla bara del colonnello quattro uomini in divisa, quella dell'Arma dei Carabinieri, e in più tanti ufficiali, molti in borghese. Forze dell'ordine, servizi, umanità notturna: non mancava nessuno all'addio a Samoggia, uno che delle ore piccole se ne intendeva. Scattano i ricordi, non solo capitolini, con Saverio Ferragina, il re dei press agent, che evoca episodi veneziani. Uno, in particolare, rende l'idea della passione di Samoggia per incarnare personaggi famosi, alla faccia della realtà: "Coppa Volpi, anno 2005, vinta da Giovanna Mezzogiorno.

E' notte fonda, quasi le 3, quando su un tavolo dell'albergo viene appoggiata la coppa, dopo i festeggiamenti. Paolo è lì, accanto al trofeo, da solo, e in quel momento passa la troupe della televisione austriaca. Pensano di fare lo scoop, intervistando il vincitore della coppa in mezzo alla notte, il nome di Giovanna non si vede, e credono di avere davanti l'attore premiato: Paolo non si scompone, anzi fa credere di essere proprio lui il fortunato interprete che ha avuto l'onore di vincere la coppa. Arrivo, la giornalista austriaca mi chiede se può intervistare l'uomo accanto alla coppa, vado da Paolo e lui si 'concede' regalando più di venti minuti di esclusiva. Non ho idea di cosa abbiano fatto di quell'intervista, quando si sono accorti che era tutto uno scherzo".

Ecco, l'uomo era così, in giro per il mondo, per poi tornare nella capitale tra locali notturni e appuntamenti da Camponeschi, a piazza Farnese. Per il passato, c'è internet, con mille storie di ogni genere: ma la sua seconda vita è stata dominata dalle feste, dalle goliardate, dalle gloriose bevute. E tanta bella compagnia, come era evidente guardando le tante lacrime femminili che lo hanno salutato. Anche questa è una Roma che se ne va. 

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