08 Gennaio 2026
(fonte: LaPresse)
Anche la procura di Roma ha deciso di avviare un'indagine sulla strage di Crans-Montana, in Svizzera, con le accuse di incendio e omicidio colposo. Domani, intanto, i proprietari del locale Le Constellation, Jacques e Jessica Moretti, verranno ascoltati in un primo interrogatorio dagli inquirenti del Canton Vallese.
Si allarga sul piano internazionale l’inchiesta sull’incendio che nella notte di Capodanno ha devastato il pub-discoteca Le Constellation di Crans-Montana, causando la morte di 40 persone e il ferimento di altre 116. Tra le vittime ci sono sei adolescenti italiani. La procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e incendio colposo, affiancando le indagini già avviate in Svizzera, Francia e Belgio.
Il procedimento italiano è stato avviato a piazzale Clodio in quanto competente per i reati commessi all’estero che coinvolgono cittadini italiani. L’iniziativa segue una comunicazione ufficiale della Farnesina, che ha trasmesso agli inquirenti romani gli elementi preliminari sulla tragedia avvenuta tra il 31 dicembre e il 1° gennaio. Massimo il riserbo sulle attività investigative, che verranno delegate alle forze dell’ordine, in coordinamento con le autorità elvetiche.
Un primo passaggio cruciale è atteso già domani mattina: alle 8, davanti alla Procura del Canton Vallese a Sion, saranno interrogati per la prima volta Jacques Moretti e la moglie Jessica Maric, cittadini francesi e gestori del locale distrutto dalle fiamme. L’audizione si inserisce in un quadro di cooperazione giudiziaria internazionale sempre più ampio, che coinvolge anche la Procura di Parigi e quella del Brabante Vallone, attivatasi dopo la morte di una 17enne belga.
Secondo gli inquirenti svizzeri, coordinati dalla procuratrice Beatrice Pilloud, l’incendio sarebbe stato innescato dall’uso di candele scintillanti all’interno del locale. Al centro dell’indagine ci sono anche il rispetto delle norme di sicurezza e delle misure antincendio. Il Comune di Crans-Montana ha ammesso di non aver effettuato controlli dal 2020 al 2025, un elemento che alimenta polemiche e accuse di gravi omissioni istituzionali.
Intanto, cresce la pressione sulle autorità elvetiche. In Svizzera si parla apertamente di “errori e complicità”, mentre i familiari delle vittime chiedono verità e responsabilità. L’inchiesta italiana punta ora a chiarire eventuali profili di colpa penale e a garantire giustizia alle famiglie dei giovani italiani morti in una delle più gravi tragedie avvenute all’estero negli ultimi anni.
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