25 Febbraio 2026
Dopo l’arresto dell’assistente capo Carmelo Cinturrino per l’omicidio di Abderrahim Mansouri, a intervenire è il suo legale Piero Porciani. L’avvocato ha chiarito la posizione del poliziotto 41enne, respingendo le accuse di presunti rapporti con la vittima e richiamando gli esiti della perizia balistica di parte. Al centro della ricostruzione difensiva anche la traiettoria del proiettile, che secondo gli accertamenti potrebbe aver subito una deviazione.
A “Diario del giorno”, Piero Porciani, avvocato dell’assistente capo Carmelo Cinturrino, ha affrontato punto per punto le questioni emerse dopo il fermo del poliziotto per l’omicidio di Abderrahim Mansouri, avvenuto nel quartiere Rogoredo di Milano.
Il legale ha innanzitutto smentito con decisione le voci circolate in merito a presunti rapporti tra il suo assistito e ambienti legati allo spaccio. “Stanno uscendo delle voci abbastanza brutte su Cinturrino. Lui ha negato di aver preso nulla dai pusher, non ha mai avuto rapporti”. Parole nette, con cui Porciani ha voluto sgombrare il campo da qualsiasi illazione.
Un altro passaggio centrale riguarda la presunta denuncia della vittima nei confronti di Cinturrino e, in particolare, la questione della pistola occultata in uno zaino, che secondo alcune ricostruzioni sarebbe servita a inscenare un tentativo di sparatoria. Su questo punto la difesa non nega un errore, ma lo circoscrive: “Su questo ha sbagliato Cinturrino - ha spiegato l'avvocato -, in quel momento ha visto perso completamente e ha messo una toppa peggiore del danno”.
Quanto alla dinamica dello sparo, Porciani richiama gli esiti della perizia di parte. “Dalla nostra perizia, effettuata dal perito Radaelli, emerge che il proiettile si deforma solo se impatta contro qualcosa, quindi probabilmente abbia avuto una deviazione precedente: è possibile che abbia sparato in terra, ma lui non lo ricorda. La sua responsabilità è legata principalmente a quello che ha fatto dopo aver sparato. Il proiettile è ampiamente deformato”.
Secondo la difesa, dunque, la traiettoria del colpo potrebbe essere stata alterata da un impatto precedente, elemento che inciderebbe sulla ricostruzione complessiva dei fatti. Resta invece, nelle parole dell’avvocato, una responsabilità legata alla gestione successiva all’esplosione del colpo.
Infine, Porciani ha commentato anche il soprannome “Thor”, attribuito a Cinturrino per via di un martello che portava con sé. “Io l'ho saputo oggi che lo chiamavano così - ha detto -, mi hanno chiamato dai 30 ai 50 colleghi di Cinturrino. Mi hanno detto che non ha mai rubato un centesimo, il resto sono cose che si dicono”.
Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.
Articoli Recenti
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Luca Greco - Reg. Trib. di Milano n°40 del 14/05/2020 - © 2026 - Il Giornale d'Italia