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Bimbo con cuore "bruciato", medici Bolzano: "Criticità operative nel team di Napoli, dalla procedura chirurgica all'anticoagulante"

I medici altoatesini contestano ai colleghi campani la procedura chirurgica seguita, la dotazione tecnica incompleta con insufficiente materiale refrigerante e l'incertezza in merito alla gestione dell’anticoagulazione (eparina)

24 Febbraio 2026

Bimbo con cuore "bruciato", medici Bolzano: "Criticità operative nel team di Napoli, dalla procedura chirurgica all'anticoagulante"

Bimbo con il cuore "bruciato" e mamma Patrizia, fonte: Facebook, @Albina Perri direttore di Giallo

La vicenda del bimbo con il cuore "bruciato" continua a tenere banco, nonostante la morte del piccolo Domenico Caliendo. Una relazione dei medici di Bolzano inviata lo scorso 18 febbraio al Ministero della Salute punta il dito contro quelli di Napoli sostiene che "sono emerse significative criticità operative a carico del team di prelievo di Napoli già durante l'espianto". I medici altoatesini contestano ai colleghi campani la procedura chirurgica seguitala dotazione tecnica incompleta con insufficiente materiale refrigerante e l'incertezza in merito alla gestione dell’anticoagulazione (eparina). Tali elementi dovranno ora essere verificati anche dagli ispettori del ministero, attesi mercoledì a Bolzano per raccogliere testimonianze e ricostruire la catena di errori del 23 dicembre. Il numero degli indagati è salito a 7, tutti professionisti dell'ospedale Monaldi dove il bimbo è stato operato.

Bimbo con cuore "bruciato", medici Bolzano: "Criticità operative nel team di Napoli, dalla procedura chirurgica all'anticoagulante"

Secondo una relazione del dipartimento di Prevenzione sanitaria e salute della Provincia autonoma di Bolzano ci sarebbero state della criticità operative a carico dell'équipe arrivata da Napoli, che si è occupata dell'espianto e del trasporto dell'organo. Un aspetto sempre sottolineato anche dall'Azienda sanitaria dell'Alto Adige, che appena la vicenda ha preso il sopravvento sugli organi di stampa ha specificato che "la competenza e la responsabilità per il prelievo del cuore, la sua corretta conservazione durante il trasporto e la successiva operazione di trapianto ricadono sull'équipe del centro trapianti ricevente".

Il concetto è stato ripetuto nelle ultime ore anche dall'assessore provinciale competente, Hubert Messner: "Per quanto mi è dato sapere, tutto si è svolto rigorosamente secondo il protocollo. Negli ultimi 30 anni non abbiamo mai avuto situazioni critiche durante il prelievo o il trasporto di organi. Confido pienamente nell’operato dei nostri collaboratori. Attendo l’esito delle indagini con estrema tranquillità".

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