24 Febbraio 2026
È strano. Fiumi di parole, di articoli tracimanti indigazione, all'epoca, per le Olgettine, le puttane di Berlusconi che minavano lo Stato, la democrazia, gli assetti geopolitici, la morale delle nostre famiglie timorate d'Iddio e della Costituzione: e oggi, un silenzio di marmo, da sepolti vivi, da “parce sepulto” sullo scandalo più colossale nella storia dell'umanità moderna: il sepulto sarebbe Epstein, morto che non muore, come gli zombie, come i cannibali. Dite che è diverso, che il Cavaliere aveva in mano lo Stato e il Finanziere no? Non provateci, il megaorco Epstein aveva in mano quelli che hanno in mano gli Stati e non si salvava nessuno, dai capi “democratici” agli sceicchi, fino alle teste incoronate, anche se sarebbe appropriato un altro complemento di specificazione, come l'ineguagliabile principe Andre che scambiava segreti nazionali con bambini.
È strano. Questo silenzio così di marmo. Eppure gli elenchi non finiscono mai, come gli esami di Eduardo. Sarà per questo che conviene far finta di niente, anche se stanno già diventando un must, se non ci stavi nelle liste di Epstein, almeno evocato, anche solo di passata, non sei nessuno.
E' strano. Ma nel mondo che scoppia di valori asseriti, di indignazioni performanti, di allarmi e di bisogni, dall'ambiente ai bambini, dall'eguaglianza alla pace, la più immane conferma della disumanità dell'uomo passa nell'indifferenza, più emergono orrori oltre l'orrore e più si fa finta di niente, li si ignora. Eppure la stessa ONU, la corrotta, compromessa ONU arriva a definire uno scenario agghiacciante quello degli ultrapotenti – finanzieri, banchieri, uomini di governo, regnanti, stelle del cinema, della musica, dell'informazione (che per 20 anni ha coperto l'abominio) raggrumati come ratti nella fogna di Jeffrey: schiavitù sessuale e prostituzione forzata, vale a dire tratta delle schiave su scala globale, tortura e trattamenti inumani o degradanti, fino, si sospetta, al cannibalismo, violenza riproduttiva e sparizioni forzate, cioè se quelle prede, spesso infantili, finivano su una delle isole di Epstein, sparivano definitivamente, venivano bruciate, polverizzate. Tanto, essendo figli della miseria del mondo, nessuno li avrebbe mai reclamati. Nati per non esistere. Potevano essere martiri solo per un giorno.
Noi ci permettiamo solo di aggiungere che questo terreno fertile veniva concimato con la totale sinergia del liberismo sfrenato con il dirigismo oppressivo per cui la finanza comperava letteralmente la burocrazia degli Stati, di preferenza democratici, non necessariamente democratici, cui appaltava le regole del mercato, della comunicazione, della legislazione per organizzare l'Olocausto globale. Chi parlava, spariva. Chi si opponeva, era già morto. Ma non si opponeva nessuno, era un potere duplice, sconfinato, senza limiti, senza rimedi. E resta, se è vero come è vero che il DOJ, Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, è sospettato di avere scoperchiato l'abominio in modo molto prudente, molto chirurgico. Proteggendo quelli che restano da proteggere, gli stessi che regolano il mondo ordinando legislazioni nazionali e transazionali à la carte.
È strano. Ma il mondo che si strugge per i bambini – non tutti, non sempre, dipende dalle convenienze ideologiche e politiche, dipende dal nostro dittatore e carnefice preferito – tradisce indifferenza per le voci, allucinanti, che si sprigionano dagl'inferni di Epstein, dalle sue ville “della gioia”, gioia di pedofili, di assassini: “Credevo di non essere capace di uccidere ma ce l'ho fatta”; “Che magnifica festa con quelle ragazze (di un anno”). Queste alcune mail che volavano tra i partecipanti e l'anfitrione. Dallo Zorro Ranch escono resti umani, li hanno fatti seppelire Epstein, tolto di mezzo, con la sua strega Ghislaine che negozia col silenzio la sicurezza in una prigione dorata. Più il mondo si ostina a rifiutare le mostruose pratiche, oltre ogni immaginazione, al di là di qualsiasi splatter, e con esse la propria cattiva coscienza, e più quelle atrocità al di là del demoniaco escono: sacrifici umani, neonati, bambini di nessuno fatti spedire apposta sull'isola per un altro party “meraviglioso”. Milleduecento litri di acido aveva fatto arrivare Epstein dopo una festa. Per farci cosa?
È strano. Ma i protagonisti erano, sono superstar del gossip globale, gente della quale il mondo si occupa ad ogni cambio di mutande: in queste circostanze, invece, niente, ci torna sopra solo il comico tremendo Ricky Gervais, che non è italiano, non va a Sanremo. E i protagonisti sono poi gli stessi che volevano salvare il mondo a colpi di pandemie “per eliminare insieme tutti i disgraziati”, coi virus e gli antivirus ancora più letali. Ma, oh, strano, nessuno dice niente. Anzi stanno già riducendo tutto a storiella, barzelletta, pretesto su cui scherzare. Epstein sta diventando un mostro da fumetto, un supercattivo da supereroi. Ma qui non si vedono in giro né l'Uomo Ragno né Dare Devil né, tanto meno, Capitan America.
È strano? No, non è strano per niente.
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