Mercoledì, 25 Febbraio 2026

Seguici su

"La libertà innanzi tutto e sopra tutto"
Benedetto Croce «Il Giornale d'Italia» (10 agosto 1943)

Omicidio Rogoredo, Cinturrino resta in carcere dopo decisione gip, capo polizia Pisani: “Via la divisa, va destituito subito”

Durante l’interrogatorio del 24 febbraio, Cinturrino ha cercato di sostenere la linea della legittima difesa, ma non ha potuto negare la messinscena. Ha ammesso di aver "perso la testa" quando ha capito che Mansouri stava morendo e, "per mettere una toppa", ha chiesto al collega di andare in commissariato a prendere la borsa contenente la finta Beretta

25 Febbraio 2026

Omicidio Rogoredo, Cinturrino resta in carcere dopo decisione gip, capo polizia Pisani: “Via la divisa, va destituito subito”

Cinturrino e Mansouri, fonte, X: @gimmoriso

Resta in carcere l'assistente capo di polizia, Carmelo Cinturrino, accusato dell'omicidio volontario di Abderrahim Mansouri, ucciso il 26 gennaio scorso nel boschetto di Rogoredo. Il gip di Milano Domenico Santoro ha disposto la custodia cautelare in carcere. Dopo il fermo, il capo della polizia, Vittorio Pisani, ha dichiarato: "Ho dato disposizione al questore di Milano di nominare il funzionario istruttore per avviare il procedimento disciplinare per la destituzione dalla Polizia di Stato" di Carmelo Cinturrino.

Omicidio Rogoredo, Cinturrino resta in carcere dopo decisione gip, capo polizia Pisani: “Via la divisa, va destituito subito”

Durante l’interrogatorio del 24 febbraio, Cinturrino ha cercato di sostenere la linea della legittima difesa, ma non ha potuto negare la messinscena. Ha ammesso di aver "perso la testa" quando ha capito che Mansouri stava morendo e, "per mettere una toppa", ha chiesto al collega di andare in commissariato a prendere la borsa contenente la finta Beretta. Rammaricato, ha dichiarato: "Dovevo essere quello che faceva osservare la legge, ho sbagliato. Chiedo scusa a tutte le persone che indossano la divisa: ho tradito la loro fiducia".

Alla domanda se la decisione fosse stata presa senza attendere l’esito del procedimento penale, Pisani ha risposto: "Sì, perché chi tradisce la nostra missione tradisce anzitutto il giuramento di fedeltà alla Repubblica. Di solito si attende almeno il rinvio a giudizio, ma questo caso è abbastanza chiaro e di estrema gravità, quindi per noi va destituito subito. Il processo penale ha dinamiche che richiedono tempo, mentre l'azione disciplinare ha senso se è tempestiva, altrimenti rischia di perdere di significato".

Riguardo agli aspetti ancora da chiarire nell’indagine, Pisani ha sottolineato: "Innanzitutto la posizione degli altri poliziotti coinvolti, per i quali si potrebbero configurare ulteriori contestazioni sul piano giuridico, oltre al favoreggiamento e l'omissione di soccorso". E su questo punto ha aggiunto: "L’attività ispettiva sarà estesa all’intero commissariato, d’intesa con l’autorità giudiziaria".

Infine, sulla questione dello scudo penale per le forze dell’ordine, Pisani puntualizza: "Non credo che avrebbe ostacolato alcunché, perché la necessità di sparare non appariva evidente. La norma non prevede alcuna immunità, bensì una modifica procedurale non solo per le forze dell’ordine ma per tutti i cittadini. E il fatto che un pm debba decidere in un tempo breve e predefinito se esiste o meno una causa di giustificazione, può essere positivo per assumere le iniziative adeguate anche solo nell’impiego del dipendente coinvolto nel caso".

Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.

Commenti Scrivi e lascia un commento

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Articoli Recenti

x