Giovedì, 08 Gennaio 2026

Seguici su

"La libertà innanzi tutto e sopra tutto"
Benedetto Croce «Il Giornale d'Italia» (10 agosto 1943)

Strage Crans-Montana, uscita di sicurezza "seminascosta nell'area fumatori e chiusa a chiave"; titolari volevano ampliare il locale da 44 a 74 m2

Dopo la tragedia, un soccorritore ha confermato la versione dell'uscita chiusa a chiave, raccontando di aver dovuto forzare quella porta per aprirla

07 Gennaio 2026

Strage Crans-Montana, uscita di sicurezza "seminascosta nell'area fumatori e chiusa a chiave"; titolari volevano ampliare il locale da 44 a 74 m2

Secondo quanto emerso, dietro alla tragica vicenda del locale Le Constellation di Crans-Montana ci sarebbe anche la questione delle uscite di sicurezza. Stando a quanto riportato da ex dipendenti e dai soccorritori, le porte di sicurezza nella sala in cu è divampato l'incendio sarebbero state "chiuse a chiave" e "seminascoste dentro un'area fumatori" e i soccorritori si sarebbero visti costretti a "forzarle" per entrare nella discoteca.

Strage Crans-Montana, uscita di sicurezza "seminascosta nell'area fumatori e chiusa a chiave"; titolari volevano ampliare il locale da 44 a 74 m2

Gli inquirenti stanno indagando su quanto avveniva nel piano interrato, dove almeno un centinaio di ragazzi sarebbero stati stipati la notte dell’incendio. È lì che le fiamme sarebbero state appiccate al rivestimento acustico del soffitto, in spugna sintetica, utilizzando fontane di scintille infilate nei colli delle bottiglie di champagne. Un rituale che, secondo le ricostruzioni, accompagnava l’apertura di bottiglie costose, esibite come status symbol in una sorta di processione. Una testimone ha raccontato ai media che già a Capodanno 2020 un barman metteva in guardia dal pericolo rappresentato dalla spugna del soffitto quando venivano accese quelle bottiglie.

Due ex dipendenti del locale, una donna e un uomo, hanno riferito all’emittente elvetica Bfm che nel 2023 l’unica uscita di sicurezza dell’interrato era seminascosta all’interno di un’area fumatori e veniva chiusa a chiave per evitare che i ragazzi entrassero senza controllo o uscissero senza pagare. Dopo la tragedia, un soccorritore ha raccontato di aver dovuto forzare quella porta per aprirla. Di fatto, l’unica via di fuga rimaneva la scala verso il piano superiore: ripida e angusta, si è trasformata in un collo di bottiglia che ha bloccato la fuga di molte vittime.

Inoltre, il 19 dicembre il proprietario del Le Constellation ha presentato al Comune un progetto per l’ampliamento della veranda davanti all’ingresso. Proprio quella veranda si è trasformata nella trappola finale per i giovani che, intorno all’1.30, cercavano disperatamente di fuggire dalle fiamme senza riuscire a sfondarne le vetrate in plastica. La tv svizzera Rts ha recuperato il progetto, che prevedeva un aumento della superficie da circa 44 a 74 metri quadrati e la rimozione di un’uscita laterale. Dalle planimetrie emerge che l’ingresso al bar al pianterreno era largo appena un metro e mezzo: uno spazio del tutto insufficiente per consentire la fuga delle 300-400 persone in preda al panico. Inoltre, la porta si apriva verso l’interno e non verso l’esterno, in violazione delle norme di sicurezza.

Dopo la strage cresce la preoccupazione in tutta la Svizzera. È stata subito sospesa un’iniziativa che prevedeva l’allentamento delle norme antincendio; la città di Losanna avvierà un inventario dei rischi in 600 locali pubblici, mentre alcuni politici chiedono verifiche sulle misure di sicurezza antincendio anche nei principali centri di sport invernali.

Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.

Commenti Scrivi e lascia un commento

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Articoli Recenti

x