21 Dicembre 2024
Fonte: sito Università di Genova
La professoressa Laura Salmon, una tra le più autorevoli traduttrici italiane, è stata censurata e bandita dalla Casa delle traduzioni di Roma, che ha annullato l'evento previsto per il prossimo 23 gennaio dove avrebbe parlato, oltre che di traduzioni, anche di Russia. L'istituzione che fa parte del circuito bibliotecario romano ha cancellato l'evento dove la russista e slavista Salmon avrebbe presentato il memoir sui suoi anni in Unione Sovietica intitolato "C'era una vota l'Urss, storia di un amore", pubblicato per l'editore Sandro Teti.
Il libro non tocca alcun aspetto politico: si tratta di una pubblicazione di ricordi personali di una vita trascorsa all'Est, intrisi d'amore per una terra in cui "vivere era tremendamente faticoso, ma altrettanto gratificante", nonostante le sue storture e i suoi "paradossi", un descrizione del suo vissuto in una civiltà, quella russa, in cui "il tradizionalismo è anticonformista, il progressismo è disciplinato, l’ozio è produttivo e l’efficientismo è di cattivo gusto". Nata da una famiglia ebraica che ha subito persecuzioni pesanti dal 1938 in poi, Laura Salmon, professore ordinario di Lingua e Letteratura Russa all’Università di Genova, è una della maggiori traduttrici letterarie del Paese ed autrice di volumi e saggi accademici in varie lingue. Ha anche tradotto numerosi capolavori russi tra i quali quelli di Dostoevskij, Tolstoj e altri.
Il prossimo 23 gennaio la professoressa Salmon avrebbe dovuto presentare il volume e parlare del suo lavoro alla Casa delle traduzioni di Roma. L'evento è stato però annullato. L'editore della russista, Sandro Tetri ha spiegato: "Nell'ambito della promozione del libro abbiamo pensato di contattare la Casa delle traduzioni di Roma, gestita dal Comune", e aggiunge che "inizialmente la risposta è stata addirittura entusiastica". Ma ecco che all'improvviso dall'istituzione culturale fanno sapere che l'evento non si farà. La responsabile fa sapere che: "Non possiamo ospitare la presentazione di questo libro. Esula troppo dalle nostre competenze e dai nostri fini istituzionali". Secondo la traduttrice e l'editore, c'entrano le "pressioni giunte dal Comune di sinistra per fermare un evento che tirava in ballo la cultura russa. Si tratta di una censura bella e buona motivata dall'astio per la cultura moscovita".
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