04 Gennaio 2026
Le marmotte di Livigno sono state “sfrattate” e non saranno obbligate a sorbirsi le prossime Olimpiadi invernali. Simbolo della montagna, questo esemplare di roditore, amato sull'arco alpino, crea qualche problema a contadini e impiantisti. Su queste basi tempo fa era scattato nel territorio di Livigno il "Piano marmotte", progetto di gestione sostenibile della fauna selvatica partito per limitare la crescita incontrollata dell'animale, nonché tutelare l'equilibrio ambientale, l'attività agricola e la sicurezza delle varie infrastrutture. Una presenza incontrollata di roditori infatti può produrre danni significativi ai prati e ai pascoli, in più le tane scavate nel terreno possono creare voragini che compromettono la stabilità del suolo. Fondi irregolari rischiano di compromettere l'efficacia dei mezzi agricoli e di indebolire le fondamenta degli impianti di risalita con potenziali ricadute sulla sicurezza delle strutture sciistiche. Il programma attualmente in corso prevede la cattura e il trasferimento (sempre all'interno dell'area della Valtellina) di circa 100 esemplari di marmotte all’anno per il prossimo triennio (2025-27), mantenendo densità compatibili con le esigenze locali. In Lombardia, comunque, tutte le operazioni vengono svolte nel pieno rispetto del benessere animale, grazie all’utilizzo di tecniche specifiche e a un innovativo sistema di stabulazione che minimizza lo stress. Il monitoraggio della popolazione di marmotte si avvale di conteggi supportati da tecnologie all’avanguardia, tra cui l’uso di camere termiche e droni ad alta risoluzione integrati con analisi statistiche avanzate.
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