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Addio ad Anna Falcone, morta a 95 anni la sorella maggiore del giudice Giovanni, assassinato nella strage di Capaci del 1992

Si è spenta a 95 anni Anna Falcone, sorella di Giovanni: figura riservata ma centrale dell’antimafia, contribuì alla Fondazione Falcone e alla memoria civile del Paese

05 Gennaio 2026

Anna Falcone

Anna Falcone, fonte: imagoeconomica

Anna Falcone, la sorella maggiore del giudice Giovanni, è morta oggi a 95 anni. Non sono chiare le cause della morte, ma la vita della donna è stata segnata dall'omicidio del fratello nella strage di Capaci del 1992 e dal suo impegno contro la mafia.

Addio ad Anna Falcone, morta a 95 anni la sorella maggiore del giudice Giovanni, assassinato nella strage di Capaci del 1992

È morta a 95 anni Anna Falcone, sorella maggiore del giudice Giovanni Falcone, assassinato dalla mafia nella strage di Capaci del 23 maggio 1992. Con lei scompare una figura discreta ma fondamentale nella storia civile italiana: una donna che ha scelto il silenzio e la dignità come forma di impegno, contribuendo a mantenere viva la memoria di uno dei simboli più forti della lotta alla criminalità organizzata.

Anna Falcone era la prima dei tre fratelli Falcone: Anna, Maria e Giovanni. Insieme alla sorella Maria, negli anni successivi all’attentato, ha avuto un ruolo decisivo nella nascita della Fondazione Giovanni Falcone, diventata nel tempo uno dei principali presìdi culturali e morali dell’antimafia, soprattutto nel lavoro con i giovani e nelle scuole. Il suo contributo è sempre stato lontano dai riflettori, coerente con un carattere riservato e schivo, ma profondamente determinato.

Pochissimi i suoi interventi pubblici. Tra i momenti più ricordati, nel 2014, quando durante il corteo commemorativo a Palermo si affacciò dal balcone della sua casa mostrando un ritratto del fratello Giovanni e della cognata Francesca Morvillo, anche lei uccisa nell’attentato insieme agli agenti della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. Un gesto semplice, potente, che colpì profondamente la città.

Negli ultimi anni Anna Falcone aveva accettato anche un incontro dal forte valore simbolico: quello con l’ex calciatore Fabrizio Miccoli, che le chiese scusa per aver insultato la memoria del fratello in una conversazione intercettata. Un segno ulteriore della sua volontà di difendere il nome di Giovanni Falcone senza clamore, ma con fermezza morale.

Il sindaco di Palermo Roberto Lagalla ha espresso il cordoglio della città ricordando "lo stile riservato e la straordinaria dignità" di Anna Falcone, sottolineando come il suo impegno abbia contribuito a rendere il nome Falcone "patrimonio morale della comunità".

Con la sua scomparsa, Palermo e l’Italia perdono una testimone silenziosa della memoria civile, una donna che ha trasformato il dolore privato in responsabilità collettiva, custodendo fino all’ultimo i valori di legalità e giustizia incarnati dal fratello.

Non sono note le cause della morte di Anna Falcone, ma molti osservatori credono che il decesso sia ricollegabile a un malore improvviso, di cui si ha notizia sempre più spesso. Malori improvvisi che diversi studi ricollegano alla somministrazione del vaccino Covid. Non è dato sapere se la donna si fosse sottoposta a inoculazione.

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