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Morte Domenico Caliendo, al Monaldi 3 box “Paragonix” per conservazione organi da trapianto, ma equipe “non lo sapeva”

Nel documento, che raccoglie la documentazione fornita dai vertici dell’Azienda ospedaliera, si evidenzia che nel dicembre scorso al Monaldi erano disponibili 3 dispositivi “Paragonix”, contenitori di ultima generazione per il trasporto e la conservazione degli organi destinati al trapianto

27 Febbraio 2026

Morte Domenico Caliendo, al Monaldi 3 box “Paragonix” per conservazione organi da trapianto, ma equipe “non lo sapeva”

Box Paragonix Fonte: X @ParagonixSherpa

In merito alla morte di Domenico Caliendo, lo scorso 21 febbraio all'ospedale Monaldi di Napoli, sarebbero emersi nuovi dettagli. Al Monaldi, infatti, erano disponibili a dicembre dell'anno scorso 3 dispositivi "Paragonix", vale a dire i contenitori di ultima generazione per il trasporto e la conservazione degli organi da trapianto, ma l'equipe che si è occupata del prelievo del cuore destinato a Domenico ha sostenuto dinon esserne a conoscenza”.

Morte Domenico Caliendo, al Monaldi 3 box “Paragonix” per conservazione organi da trapianto, ma equipe “non lo sapeva”

Al centro dell’indagine per la morte del piccolo Domenico Caliendo vi è il trasporto dell’organo, giunto da Bolzano. Secondo quanto ricostruito, il cuore sarebbe arrivato in condizioni già compromesse prima ancora di entrare in sala operatoria. 7 medici sono attualmente indagati per chiarire eventuali responsabilità.

Un nuovo capitolo si apre ora con la relazione di 295 pagine trasmessa dalla Regione Campania al Ministero della Salute. Nel documento, che raccoglie la documentazione fornita dai vertici dell’Azienda ospedaliera, si evidenzia che nel dicembre scorso al Monaldi erano disponibili 3 dispositiviParagonix”, contenitori di ultima generazione per il trasporto e la conservazione degli organi destinati al trapianto.

Eppure, l’equipe che si occupò del prelievo del cuore destinato a Domenico avrebbe sostenuto di non essere a conoscenza della disponibilità di tali dispositivi. Un dettaglio che aggiunge interrogativi su comunicazioni interne, procedure e protocolli adottati in una fase così delicata.

Nonostante i particolari via via più gravi che emergono dall’inchiesta, la madre del piccolo, Patrizia Mercolino, non perde fiducia nella sanità italiana. Intervenuta all’iniziativa “Sicura”, organizzata presso il centro commerciale Vulcano Buono in collaborazione con l’Esercito Italiano, scuole, istituzioni e federazioni sportive, la donna ha ribadito la sua posizione.

"Conoscete tutti la storia di Domenico. Vorrei fare in modo che non ci si dimenticasse della sua storia e che non ricapiti più a nessun bambino quello che è capitato a lui, e che nessun'altra famiglia soffra come la mia. La mia intenzione è aprire una fondazione per aiutare tutti i bambini vittime di malasanità e soprattutto quei bambini che hanno bisogno di un trapianto, perché mio figlio aveva bisogno di un trapianto al cuore. Io ci credo ancora, e credo anche nella sanità italiana. Ho aperto un comitato di raccolta fondi per arrivare alla cifra di 30mila euro per poter aprire la fondazione - ha spiegato la donna - spero che mi aiuterete e che non dimenticherete Domenico".

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