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Antonio Ingroia (ex magistrato e avvocato): "Sono stato tradito dalla magistratura e dalla politica, abbiamo tradito l'eredità di Falcone e Borsellino"

Antonio Ingroia (ex magistrato e avvocato) è stato intervistato da Il Giornale d'Italia in occasione della presentazione del suo libro "Traditi", in cui ha parlato del tradimento come filo conduttore della sua carriera di magistrato e poi di politico

17 Dicembre 2025

Antonio Ingroia (ex magistrato e avvocato) è stato intervistato da Il Giornale d'Italia in occasione della presentazione del suo libro "Traditi", in cui ha parlato del tradimento come filo conduttore della sua carriera di magistrato e poi di politico.

Chi sono i traditi protagonisti del suo libro?

Beh, innanzitutto i miei maestri Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che sono stati traditi dallo Stato, traditi anche da molti magistrati, da molti loro colleghi anche dentro il Palazzo di Giustizia e io credo che facendo un bilancio di questi 33 anni che sono trascorsi dall'anno delle stragi ho individuato come filo conduttore questo del tradimento. Sono morti quegli uomini, perché sono morti? Sono morti anche e forse soprattutto perché sono stati traditi e traditi dall'interno, traditi da magistrati, traditi dallo Stato in parte anche traditi da tanti cittadini che li hanno lasciati soli e poi li hanno pianto soltanto post mortem. Però io dico che anche oggi noi in qualche modo abbiamo tradito la loro eredità, il loro lascito, nell'Italia di oggi, spesso, vengono dimenticati, ecco perché la necessità di un libro anche di testimonianza e di memoria per ricordare questo modello non solo di magistrati ma anche di cittadini che si sono sacrificati per il bene comune, sacrificando il bene supremo che ciascuno di noi ha, cioè la vita.

Anche lei si sente tradito da questo mondo?

Beh anch'io ho vissuto i miei tradimenti, ritengo di essere stato anch'io tradito, anche all'interno della magistratura è una delle ragioni se non la principale per le quali a un certo punto ho deciso di lasciare la magistratura. Ho avuto un'esperienza politica anni fa e anche il mondo della politica, soprattutto quello della politica. Diceva di starmi vicino la politica di sinistra perché io ho una storia di sinistra ma mi ha voltato le spalle e mi ha tradito in questo senso e anche questa, quindi, ho voluto raccontare questa parte di storia dei tradimenti ma anche i tradimenti all'interno delle organizzazioni mafiose perché anche lì molto avviene con tradimenti pugnalati alle spalle, molti arresti e molte catture che sono state glorificate come successi dello Stato ed è vero che sono successi dello Stato però sono stati anche frutto di tradimenti interni all'esercito di Cosa Nostra.

E qual è il messaggio che vorrebbe lanciare con questo libro?

Il messaggio è che la realtà va guardata in faccia, non dobbiamo prenderci in giro che la mafia è stata vinta, è stata sconfitta che il bene è prevalso per sempre sul male, dobbiamo con realismo dire che c'è una mafia ancora forte una mafia magari meno visibile, meno stragista ma sempre assai infiltrata nella società e che quindi possiamo dire che la mia generazione ha commesso tanti errori io credo che sia rivolto anche ai giovani, i giovani che non hanno vissuto quella stagione, questo racconto che è anche un racconto mio, personale, esistenziale attraverso una stagione. Avevo 33 anni quando sono accadute le stragi ero un giovanissimo magistrato, ne sono passati altri 33 ai nuovi ventenni e trentenni voglio dire questa è la storia cerchiamo di non ripetere gli stessi errori del passato

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