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Monica Cirinnà e i soldi nella cuccia del cane: la senatrice chiede i 24 mila euro trovati, il tribunale le dice no

48 banconote da 500 euro trovati in una cuccia su un terreno di proprietà della senatrice, da cui inizialmente aveva preso le distanze e che a maggio di quest'anno ha reclamato

05 Agosto 2022

Monica Cirinnà e i soldi nella cuccia del cane: la senatrice chiede i 24 mila euro trovati, il tribunale le dice no

Niente da fare. Il tribunale le ha detto no. Monica Cirinnà non avrà i 24mila euro nascosti nella cuccia del cane a ridosso della recinzione della fattoria che i coniugi gestiscono nella campagna toscana. Quest'ultima di proprietà di Esterino Montino (sindaco di Fiumicino) e della senatrice del Partito Democratico Monica Cirinnà. Il caso dei soldi trovati nella residenza toscana era scoppiato un anno fa, nell'estate 2021. Il caso era stato archiviato ma il risvolto della richiesta di restituzione ha obbligato il giudice a dirle di no. E a varare la confisca.

Monica Cirinnà e i soldi nella cuccia del cane: no del Tribunale alla richiesta di 24 mila euro

48 banconote da 500 euro. Questo il modo in cui erano distribuiti i 24 mila euro e che la Cirinnà ha richiesto. "Ai sensi dell’articolo 932 del codice civile il “tesoro”, inteso come qualunque cosa mobile di pregio di cui nessuno può provare d’essere proprietario, appartiene – si legge nell’istanza della Cirinnà – al proprietario del fondo in cui si trova". Ma la risposta è chiara: "La richiesta di restituzione della Cirinnà non può essere accolta, poiché opera in questo caso la disciplina delle cose ritrovate". La senatrice si è "difesa" aggiungendo che avrebbe devoluto quei soldi all’associazione antiviolenza “Olymbia De Gouges.

Soldi nella cuccia del cane in casa di Cirinnà: la ricostruzione 

Lo scorso 21 agosto del 2021 24 mila euro divisi in banconote da 500 euro erano stati trovati vicino l'abitazione dei coniugi Montino e Cirinnà, la CapalBiofattoria, un’azienda agricola e vitivinicola gestita da entrambi. Lo scorso 28 marzo il sostituto procuratore di Grosseto Giampaolo Melchionna ha chiesto l'archiviazione dell'indagine contro ignoti per riciclaggio. Motivo? Non si è riusciti a scoprire la provenienza, ma il 4 maggio ecco il colpo di scena: tramite l'avvocato Giovanni Gori, Cirinnà chiede di "disporre la restituzione" al gip. 

Risposta: non se ne parla. Anzi, nel caso si fosse trattato del ritrovamento di un tesoro "esso spetta solo per metà al proprietario del fondo e per metà al ritrovatore: in questo caso, a Fabio Montino e all’operaio Fabio Rosati, per la quota di un quarto ciascuno".

 

 

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