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Covid e giovani, la lettera di sconcerto di 150 avvocati contro il trattamento riservato a bambini e ragazzi

In una lettera ai garanti per l'infanzia e l'adolescenza di tutta Italia, avvocato Massimo Zanetti e altri 150 colleghi esprimono il loro disappunto verso il trattamento riservato ai più giovani durante gli ultimi anni di pandemia

Di Massimo Zanetti

01 Marzo 2022

Covid e giovani, la lettera di sconcerto di 150 avvocati contro il trattamento riservato a bambini e ragazzi

Fonte: lapresse.it

Questa la premessa alla lettera:

“In questo ultimo biennio i bambini e i ragazzi sono tra i grandi dimenticati della pandemia. In pochissimi si sono occupati dei problemi di crescita dei più piccoli, della socialità dei più grandi, dei danni psichici e comportamentali di tutti, dei drammatici casi di suicidio. Ciò che nel 2019 avrebbe sollevato indignazione e richieste di intervento immediato, nel 2020, nel 2021 e nel 2022 è stato ignorato o trattato con sufficienza.

Dopo due anni il Garante dell’Infanzia e Adolescenza di Trento ha avuto il coraggio di lacerare il velo del silenzio, con una comunicazione responsabile e nobile. Molti sostegni gli sono giunti: fra gli altri quello di oltre 100 avvocati di tutta Italia, che hanno affidato il loro pensiero a una lettera inviata il 4 febbraio 2022 all’Autorità Garante dell’Infanzia e Adolescenza e a tutti i Garanti regionali.

Tanto meno, a questo punto, ci si poteva attendere una dichiarazione stampa del tenore di quella rilasciata dall’Autorità Garante il 15 febbraio.

La lettera che segue è l’espressione dello sconcerto e del disappunto dei 150 avvocati firmatari”

Avv. Massimo Zanetti

ALL’AUTORITÀ GARANTE

PER L’INFANZIA E L’ADOLESCENZA

PRESIDENTE DOTT.SSA CARLA GARLATTI

Via di Villa Ruffo n. 6

00196 ROMA

autoritagaranteinfanzia@pec.it

e p.c.

AL GARANTE PER L’INFANZIA E L’ADOLESCENZA DELLA REGIONE ABRUZZO

garanteinfanzia@pec.crabruzzo.it

AL GARANTE PER L’INFANZIA E L’ADOLESCENZA DELLA REGIONE BASILICATA

garanteinfanziaeadolescenza@pec.consiglio.basilicata.it

AL GARANTE PER L’INFANZIA E L’ADOLESCENZA DELLA REGIONE CAMPANIA

garanteinfanzia@consiglio.regione.campania.it

AL GARANTE PER L’INFANZIA E L’ADOLESCENZA DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA

garanteinfanzia@regione.emilia-romagna.it

AL GARANTE PER L’INFANZIA E L’ADOLESCENZA DELLA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA

cr.organi.garanzia@regione.fvg.it

AL GARANTE PER L’INFANZIA E L’ADOLESCENZA DELLA REGIONE LAZIO

garanteinfanzia@regione.lazio.it

AL GARANTE PER L’INFANZIA E L’ADOLESCENZA DELLA REGIONE LIGURIA 

garante.infanzia@regione.liguria.it

AL GARANTE PER L’INFANZIA E L’ADOLESCENZA DELLA REGIONE LOMBARDIA garanteinfanziaeadolescenza@consiglio.regione.lombardia.it

AL GARANTE PER L’INFANZIA E L’ADOLESCENZA DELLA REGIONE MARCHE

assemblea.marche.garantediritti@emarche.it

AL GARANTE PER L’INFANZIA E L’ADOLESCENZA DELLA REGIONE MOLISE

garanteregionaledeidiritti@cert.regione.molise.it

AL GARANTE PER L’INFANZIA E L’ADOLESCENZA DELLA REGIONE PIEMONTE

garante.infanzia@cr.piemonte.it

AL GARANTE PER L’INFANZIA E L’ADOLESCENZA DELLA REGIONE PUGLIA 

garanteminori@consiglio.puglia.it

AL GARANTE PER L’INFANZIA E L’ADOLESCENZA DELLA REGIONE SARDEGNA

garanteinfanzia@consregsardegna.it

AL GARANTE PER L’INFANZIA E L’ADOLESCENZA DELLA REGIONE TOSCANA

garante.infanzia@consiglio.regione.toscana.it

AL GARANTE PER L’INFANZIA E L’ADOLESCENZA DELLA REGIONE VENETO

garantedirittipersonaminori@consiglioveneto.it

AL GARANTE PER L’INFANZIA E L’ADOLESCENZA DELLA REGIONE VALLE D’AOSTA

difensore.civico@consiglio.vda.it

AL GARANTE PER L’INFANZIA E L’ADOLESCENZA DELLA REGIONE UMBRIA 

garante.minori@regione.umbria.it

AL GARANTE PER L’INFANZIA E L’ADOLESCENZA DI TRENTO

garante.minori@pec.consiglio.provincia.tn.it

AL GARANTE PER L’INFANZIA E L’ADOLESCENZA DI BOLZANO

info@garanteinfanzia-adolescenza-bz.org

AL GARANTE PER L’INFANZIA E L’ADOLESCENZA DELLA REGIONE SICILIA

garanteminori@regione.sicilia.it

dipartimento.famiglia@certmail.regione.sicilia.it

AL GARANTE PER L’INFANZIA E L’ADOLESCENZA DELLA REGIONE CALABRIA

garanteinfanzia@pec.consrc.it

 

            Oggetto: DICHIARAZIONE STAMPA 15.2.2022

 

Gentile Presidente,

il 4 febbraio scorso è stata inviata una lettera (che uniamo alla presente integrata con le adesioni pervenute dopo l’inoltro) con la quale gli Avvocati firmatari hanno inteso chiedere una decisa presa di posizione dell’Autorità e dei Garanti contro gli abusi che si stanno compiendo sui minori, ormai da due anni, nel silenzio più totale delle autorità preposte alla loro tutela.

A distanza di pochi giorni, la presa di posizione è stata affidata alla Dichiarazione Stampa AGIA datata 15.2.2022, il cui tenore abbiamo letto con sconcerto.

Da quanto ivi riportato, numerosi genitori si sono rivolti all’Autorità Garante, con fiducia, per denunciare le discriminazioni che stanno subendo i loro figli per il solo fatto di non essere stati sottoposti al trattamento sanitario promosso dal Governo. Si tratta di bambini e ragazzi i quali vengono inopinatamente esclusi dalle attività indispensabili per lo sviluppo armonico della loro socialità e personalità. Apprendiamo quindi che – a fronte di questioni di stretta competenza dell’Autorità Garante, su cui si sta interrogando il mondo intero – la decisione della Presidente sarebbe quella di «non esprimersi su queste scelte, né su quelle a carattere sanitario attinenti alla salute pubblica frutto di una valutazione degli esperti del Comitato tecnico scientifico».

Con tutto il rispetto, segnaliamo innanzitutto che una posizione del genere pare più confacente a un quisque de populo, che a chi riveste la prestigiosa e importante carica di Presidente dell’Autorità Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

Da quest’ultimo, in virtù delle sue funzioni, della sua preparazione e dei mezzi a sua disposizione, è lecito attendersi ben altro impegno. E’, infatti, impensabile che davanti all’emarginazione di tanti bambini e ragazzi la loro Autorità Garante non si interroghi se quanto le leggi prescrivono sia davvero necessario e giustificabile dal punto di vista politico, scientifico e sociale. Solo per offrire degli spunti, ci si può domandare se l’obiettivo delle norme, dopo due anni, sia sanitario oppure più schiettamente politico; quali siano le regole vigenti nelle altre nazioni, e se vi siano ragioni oggettive per costituire un unicum a livello mondiale; quanti siano i costi in termini di coesione sociale e di sacrificio di libertà costituzionali, e se vi siano ragioni che li legittimino.

Non è nostro compito sostituirci all’Autorità Garante nella ricerca dei profili da approfondire, il cui reperimento del resto non è affatto difficile. Ciò che vorremmo sottolineare è che, nella situazione attuale, limitarsi ad affermare l’esistenza e la cogenza di leggi controverse non appare come un richiamo al principio di legalità, per quanto incolore, bensì un modo per sfuggire ai gravi interrogativi sollevati dalle leggi stesse.

La rinuncia ad esprimere un’opinione sulla correttezza giuridica, sociale e umana di norme che danneggiano i minori, e l’attendere che sia lo spirito dei tempi a suggerirla, può anche sembrare la posizione più prudente, ma non pare certo la più adeguata, né la più lungimirante.

Ancor maggiore sconcerto e disappunto desta la tesi secondo cui le discriminazioni nei confronti dei bambini e adolescenti "non vaccinati" non deriverebbero dalla legge, ma sarebbe «l’inevitabile effetto di una scelta operata dagli stessi genitori».

Si tratta, ce lo si consenta, della risposta di Procuste, per la quale il problema non sta nella lunghezza dell’omonimo letto, ma nell’altezza – eccedente o scarsa – di coloro che ci venivano sdraiati sopra. È il concetto farisaico dell’uomo fatto per la legge, anziché della legge fatta per l’uomo: concetto riprovato dalla nostra civiltà ormai da più di duemila anni. L’assolutizzazione dell’autorità statale, tipica delle tirannidi e delle democrazie incerte, in effetti porta a questo: emanata una disposizione dall’Autorità, e rinunciato per principio a farne oggetto di discussione, al cittadino non resta che adeguarvisi. Se non rientra nello schema normativo, come pure gli può essere formalisticamente consentito, tanto peggio per lui – anche se è solo un bambino o un ragazzo. Come si legge nella Dichiarazione Stampa: ne sopporterà le conseguenze.

Non ci soffermiamo qui a rammentare quanto spesso argomenti di questo genere siano stati adoperati nel passato meno nobile dell’umanità, in contesti che fino a poco tempo fa venivano sussiegosamente tacciati di essere barbari e oppressivi. Né, per quanto spontaneo possa risultare, vogliamo stendere analogie con quei periodi in cui le libertà furono condizionate al possesso o meno di tessere, appartenenze o requisiti di vario genere.

Ci limitiamo a osservare che allo stato non sussiste alcun obbligo per i minori di sottoporsi al trattamento promosso dal Governo, e che nessuno, tantomeno dei bambini o dei ragazzi, dovrebbe sopportare conseguenze dannose per l’espressione di una scelta riconosciuta come libera e insindacabile dall’Ordinamento. Sostenere il contrario, come si legge nella Dichiarazione Stampa, sottende un implicito ma trasparente giudizio di disvalore che, in queste condizioni, può essere solo personale e non riferibile alla carica: e quindi irrilevante, oltre che francamente inopportuno.

Il tema della libertà di scelta viene toccato nell’ultima parte della Dichiarazione Stampa, laddove Lei esorta i genitori – a cui spetta l’espressione del consenso – ad "ascoltare i loro figli a proposito della volontà di vaccinarsi". Ciò in quanto l’Autorità, il cui «compito» sarebbe di «guardare alla questione dal punto di vista dei minorenni», riceverebbe le lettere di "tanti ragazzi [...] mossi dal desiderio di maggior libertà e di tutela della loro salute e di quella altrui" i quali chiederebbero «cosa devono fare per vaccinarsi quando i loro genitori non sono d’accordo».

Preliminarmente, troviamo singolare che non si faccia alcun cenno alle ipotesi in cui il contrasto riguarda la volontà del minore di non essere sottoposto al trattamento sanitario. Sono fattispecie diffuse, alcune delle quali sono giunte perfino nelle aule giudiziarie: eppure, neanche nei casi più dibattuti abbiamo mai registrato, certo per nostra distrazione, prese di posizione altrettanto accorate quanto quella espressa nella Dichiarazione Stampa.

Desta poi estrema perplessità l’idea che il "compito" dell’Autorità Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza consista nel valorizzare e propugnare il punto di vista dei minori, quale che esso sia. Fermi restando il diritto di questi ultimi di maturare e manifestare la propria opinione, e il dovere dei genitori responsabili di tenerne conto nelle decisioni che li riguardano, si crede che il compito precipuo dell’Autorità sia più alto e severo della scialba e acritica disponibilità all’ascolto. La sua funzione essenziale e vera attiene alla tutela dei diritti del minore nella sua accezione più nobile, e ciò deve andare di concerto con il rispetto dei diritti dei genitori e di quegli oneri, facoltà, e responsabilità attribuiti loro dalla natura, prima ancora che dalla legge.

Detto questo, è lecito domandarsi se i contrasti summenzionati, per l’Autorità Garante, rappresentino il problema più urgente da risolvere in questo momento storico. Ci si interroga anche se sia opportuno dare tanto risalto a una contrapposizione di dubbia consistenza per schematizzare il rapporto tra genitori e figli alla stregua di un conflitto fra oppressori e oppressi, o svilire il diritto-dovere di protezione dei genitori – esercitato di regola con amore e premura – ad ostacolo formale tollerato in forza della "legge 219 del 2017". Ci sono ignote le basi su cui viene affermato che «i genitori non ascoltano», ma siamo convinti che ascoltare è cosa diversa dall’accondiscendere, e sappiamo per la nostra esperienza che la confusione fra i due concetti, comprensibile negli adolescenti, deve essere ben tenuta presente da chi ha responsabilità nei loro confronti. Ci si chiede inoltre per quale motivo il favore implicito di un’Autorità che fa professione di agnosticismo, e si astiene dal giudicare una normativa discriminante, dovrebbe avere maggior considerazione rispetto all’opinione contraria di un genitore dettata dall’affetto e maturata, almeno, ponendosi domande e approfondendo le questioni.

Crediamo bene che all’Autorità vengano inoltrate lettere con cui dei ragazzi chiedono "cosa devono fare per vaccinarsi quando i loro genitori non sono d’accordo", persuasi come siamo che ne giungano di tenore opposto da parte di altri ragazzi e richieste di aiuto di genitori, rimaste finora inevase pubblicamente tanto le une quanto le altre. Non abbiamo neppure difficoltà a immaginare che fra le motivazioni dei mittenti ci siano il "desiderio di maggior libertà e di tutela della loro salute e di quella altrui".

Quanto al primo desiderio, è l’ovvia espressione della volontà dei giovani di non subire restrizioni e di non essere esclusi da locali, luoghi di intrattenimento, spettacoli, e, in una parola, dalle occasioni di socialità. I destinatari più immediati e più propri di tale rivendicazione, in un contesto democratico, non dovrebbero essere considerati i genitori, ma il Governo e il Legislatore.

Con riguardo all’aspirazione ad operare per la "tutela della loro salute e di quella altrui", è evidente come sia indispensabile contemperarla con l’effettiva utilità dei trattamenti sanitari e sui rischi ad essi legati, che non senza ragione molti ricusano di affrontare.

Come è noto a tutti, l’incidenza del SARS COV-2 nella popolazione giovanile è notoriamente prossima allo zero, il che rende praticamente superflua la prevenzione nei suoi confronti. È poi appurato come i trattamenti non arrestino il contagio, palesandone l’inutilità ai fini del contenimento. Per giunta, le conseguenze della variante attuale sono estremamente deboli e favoriscono l’immunizzazione naturale.

In ordine ai rischi, è pure pacifico che gli effetti a medio e lungo termine dei trattamenti sanitari siano a tutt’oggi sconosciuti, e che in particolare – per ammissione delle stesse case farmaceutiche – non sono note le ripercussioni sulla sfera riproduttiva. La cronaca dà peraltro atto di un enorme numero di decessi riguardanti giovani, privi di patologie pregresse, successivamente alla somministrazione del trattamento. In molti di tali casi – a partire da Camilla Canepa – è stato accertato formalmente il nesso causale.

Si ritiene che l’Autorità Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza, prima di ogni altra gratuita riflessione o dichiarazione di disimpegno, sia tenuta a domandarsi se sia condivisibile chiedere (o meglio, imporre con restrizioni) a bambini e ragazzi di mettere a repentaglio la propria salute e il proprio futuro per tutelare le generazioni precedenti.

È appena il caso di osservare come una simile pretesa non ha riscontri conosciuti nella storia dell’umanità.

Tanto esposto, esprimiamo tutto il nostro disaccordo dalle affermazioni rese nella Dichiarazione Stampa 15.2.2022 e La invitiamo invece ad attivarsi nel modo più efficace, con gli altri destinatari della presente, per far rimuovere tutte le illecite pressioni, limitazioni, discriminazioni ed esclusioni poste in essere dalla normativa emergenziale.

Distinti saluti.

Italia, li 22 febbraio 2022

 

Avv. Massimo Zanetti del Foro di Milano

Avv. Maria Grazia Fancello del Foro di Milano

Avv. Lorenza Chiodini del Foro di Bologna

Avv. Greta Dancelli del Foro di Milano

Avv. Giorgio Contratti del Foro di Forlì-Cesena

Avv. Riccardo Luzi del Foro di Forlì-Cesena

Avv. Orazio Di Stefano del Foro di Ferrara

Avv. Per Luigi Fettolini del Foro di Milano

Avv. Anna Giuliucci del Foro di Torino

Avv. Gianfranco Fancello del Foro di Nuoro

Avv. Monica Seri del Foro di Fermo

Avv. Renate Holzeisen del Foro di Bolzano

Avv. Rosarita Mannina del Foro di Piacenza

Prof. Avv. Ugo Mattei del Foro di Torino

Avv. Luisa Sisto del Foro di Roma

Avv. Francesca Ceccatelli del Foro di Arezzo

Avv. Luigi Cavina del Foro di Bologna

Avv. Fabrizio Panigo Guerra del Foro di Milano

Avv. Antonia Parisotto del Foro di Milano

Avv. Alessandro Fusillo del Foro di Roma

Avv. Marcello Apollonio del Foro di Lecce

Avv. Laura Ferrari del Foro di Milano

Avv. Francesco Sada del Foro di Milano

Avv. Ida Claudia Monteverdi del Foro di Milano

Avv. Mara Viviana Coppi del Foro di Milano

Avv. Cristiana Galli del Foro di Modena

Avv. Stefania Cappellari del Foro di Verona

Avv. Laura Mana del Foro di Cuneo

Avv. Mauro Sandri del Foro di Milano

Avv. Antonio Gatta del Foro di Brescia

Avv. Giovanni Ghini del Foro di Forlì-Cesena

Avv. Isabella Masotti del Foro di Forlì-Cesena

Avv. Maria Cristina Montis del Foro di Milano

Avv. Valeria Panetta del Foro di Milano

Avv. Elvira Borsani del Foro di Milano

Avv. Gianluca Savino del Foro di Milano

Avv. Roberta Ligotti del Foro di Milano

Avv. Antonella Pecere del Foro di Milano

Avv. Elena Cingolani del Foro di Milano

Avv. Maria Antonietta Resti del Foro di Milano

Avv. Enrico Cingolani del Foro di Milano

Avv. Silvia Muto del Foro di Milano

Avv. Valeria Betti già del Foro di Milano

Avv. Maria Lea Maltoni del Foro di Bologna

Avv. Stefano Manca del Foro di Nuoro

Avv. Valentina Uras del Foro di Nuoro

Avv. Enrico Fornasari del Foro di Piacenza

Avv. Francesca Brutti del Foro di Verona

Avv. Maria Grazia Celardo del Foro di Napoli

Avv. Caterina Rinaldi del Foro di Firenze

Avv. Lionella Scorza del Foro di Savona

Avv. Cristina Simoni del Foro di Verona

Avv. Claudia Dal Santo del Foro di Vicenza

Avv. Stefania Pomaro del Foro di Padova

Avv. Gianfranca Bevilacqua del Foro di Lamezia Terme

Avv. Elisa Bergamo del Foro di Firenze

Avv. Rosarita Mannina del Foro di Piacenza

Avv. Rossana Balice del Foro di Bari

Avv. Paolo Santifaller del Foro di Bergamo

Avv. Laura veneziani del Foro di Brescia

Avv. Valentina Merlo del Foro di Bologna

Avv. Monica Scarsini del Foro di Trieste

Avv. Simonetta Morgagni del Foro di Ravenna

Avv. Stefano Menti del Foro di Vicenza

Avv. Barbara Sedioli del Foro di Ravenna

Avv. Andrea Maestri del Foro di Ravenna

Avv. Barbara Grassi del Foro di Ravenna

Avv. Keti Zerbato del Foro di Vicenza

Avv. Sandra Siracusa del Foro di Brescia

Avv. Barbara Baldi del Foro di Verona

Avv. Maria Cristina Sanfelici del Foro di Grosseto

Avv. Giorgio Cugola del Foro di Verona

Avv. Laura Maria Maritano del Foro di Torino

Avv. Serenella Zurlo del Foro di Velletri

Avv. Sara Balzani del Foro di Ravenna

Avv. Gianfrancesco Vecchio del Foro di Roma

Avv. Maria Chiara Gaetani del Foro di Milano

Avv. Elisabetta Frezza Bortoletto già del Foro di Padova

Avv. Tencati Gianluca del Foro di Rimini

Avv. Rita Fontanesi del Foro di Modena

Avv. Giovanna Sarti del Foro di Modena

Avv. Paola Palomba del Foro di Roma

Avv. Maria Cristina Di Nicolò del Foro di Fermo

Avv. Luca Benedetti del Foro di Modena

Avv. Barbara Pini del Foro di Modena

Avv. Fabrizia Vaccarella Foro di Milano

Avv Laura D’Andrea del Foro di Firenze

Avv. Marco Minutella del Foro di Milano

Avv Stefano Paganelli del Foro di Bergamo

Avv. Antonio Gatta del Foro di Brescia

Avv. Paola Martinatto Maritano del Foro di Torino

Avv. Ingrid Mamino del Foro di Imperia

Avv. Riccardo Baro del Foro di Padova

Avv. Mirta Samengo del Foro di Trieste

Avv. Sabrina Lotti del Foro di Rimini

Avv. Giuseppina Daraio del Foro di Bari

Avv. Teresa Loriga del Foro di Nuoro

Avv. Emanuela Cappellin del Foro di Imperia

Avv. Gonaria Manca del Foro di Nuoro

Avv. Simonetta Carta del Foro di Oristano

Avv. Dott. Massimo Leonardi del Foro di Milano

Avv. Matteo Alario del Foro di Palermo

Avv. Silvia Gaeni del Foro di Bergamo

Avv. Nino Marras del Foro di Sassari

Avv. Gaia Venturelli del Foro di Modena

Avv. Lara Sini del Foro di Nuoro

Avv. Michele Pala del Foro di Nuoro

Avv. Boris Ventura del Foro di Vicenza

Avv. Katja Cordani del Foro di Torino

Avv. Paola Orlandi del Foro di Mantova

Avv. Margherita Rizzolo del Foro di Brescia

Avv. Stella Abbamonte del Foro di Cremona

Avv. Aurelia Barna del Foro di Pordenone

Avv. Paola Tucci del Foro di Matera

Avv. Roberto Rinaldi del Foro di Monza e Brianza

Avv. Marialorenza de Finis del Foro di Trento

Avv. Marco Mase' del Foro di Verona

Avv. Maria Elena Palomba del Foro di Torre Annunziata

Avv. Antonio Zonta del Foro di Trieste

Avv. Sara Ruggeri del Foro di Modena

Avv. Milena Ragazzini del Foro di Ravenna

Avv. Lorena Bassino del Foro di Torino

Avv. Carmelo Sardella del Foro di Catania

Avv. Silvia Mastronardi del Foro di Roma

Avv. Cristina Villa del Foro di Piacenza

Avv. Enrico Angelo Maria Dalla Valle del Foro di Vicenza

Avv. Ornella Michenzi del Foro di Roma

Avv. Stefania Carollo del Foro di Vicenza

Avv. Annalisa Del Col del Foro di Pordenone

Avv. Sandra Siracusa del Foro di Brescia

Avv. Gabriella Berti del Foro di Trieste

Avv. Carlotta Fornasaro de Manzini del Foro di Trieste

Avv. Silvia Pini del Foro di Milano

Avv. Alessandra Gabrieli del Foro di Bergamo

Avv. Giuseppe Miano del Foro di Catania

Avv. Elena Bastianello del Foro di Vicenza

Avv. Manuela Pedracini del Foro di Brescia

Avv. Michela Melograni del Foro di Fermo

Avv Simona Cavanna del Foro di Pavia

Avv Giovanni Biffi del Foro di Mantova

Avv. Antonello Peron del Foro di Potenza

Avv. Ilario Telese del Foro di Treviso

Avv. Paolo Benvenuto Cassan del Foro di Vicenza

Avv. Carmen Guidi del Foro di Pesaro

Avv. Alessandra Amadesi del Foro di Bologna

Avv. Paola Chiandotto del Foro di Pordenone

Avv. Emanuela Bisi del Foro di Piacenza

Avv. Thomas Cesaro del Foro di Verona

Avv. Pier Francesco Palladino del Foro di Napoli

Avv. Antonella Costa del Foro di Verona

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