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Sergio Marchionne, uomo coraggioso e non convenzionale: un ricordo personale

Il cambiamento e la velocità nel saper cambiare era la bussola delle sue azioni ed il segreto dei suoi successi

Di Pierfranco Faletti

23 Ottobre 2021

Sergio Marchionne, uomo coraggioso e non convenzionale un ricordo personale

Fonte: lapresse.it

Sono trascorsi tre anni dall’improvvisa scomparsa di Sergio Marchionne. Non è scomparsa però l’eredità che ci ha lasciato. Un ricordo personale. Poco tempo dopo la sua nomina ad Amministratore Delegato FIAT, mi trovavo nello stabilimento di MIRAFIORI con un gruppo di imprenditori.

Chiesi al Direttore di stabilimento: “Che tipo è il vostro nuovo AD?” Lui mi raccontò questo episodio: “Un mese dopo la sua nomina, Marchionne si presentò, senza preavviso, sulla porta del mio ufficio, accompagnato da un assistente. Erano le otto del mattino e il Padre Eterno vegliava su di me. Non sempre, infatti, mi trovavo già in ufficio, a quell’ora, come mi capitò quel giorno. Su sua richiesta, lo accompagnai per tutta la giornata a visitare lo stabilimento. Osservò attentamente le linee di produzione, fece parecchie domande, prese moltissimi appunti. Poi scomparve e non diede alcuna notizia di sé. Passati un paio di mesi, mi fu recapitato un plico, in cui erano contenute dettagliatissime istruzioni per la riorganizzazione della fabbrica, compreso l’avvicendamento del personale. Per mia fortuna,” mi disse il direttore, “io rimanevo al mio posto.”

Alcuni anni dopo ebbi io stesso la fortunata occasione di pranzare a fianco di Marchionne, in occasione di un suo discorso all’Università Bocconi. Erano in corso le trattative per l’acquisizione di Chrysler e mi venne spontaneo fargli la domanda banale, che gli avevano già fatto in molti: “Come ha fatto in pochi anni a trasformare un’azienda semidecotta, in un player mondiale nel settore dell’automotive?” La sua immediata risposta fu: “Quando FIAT entrava in crisi, i miei predecessori si disfavano di alcune migliaia di operai. Nei primi anni della mia gestione, siamo invece passati da 1500 a meno di 1000 dirigenti e su questa strada intendiamo procedere. Ho poi tolto la polvere, “continuò,” che ricopriva tanti giovani di valore, che erano stati accantonati ed ora eccoli qua” e mi indicò un giovane manager, che stava seduto al suo fianco. Si chiama Luca De Meo. Oggi è il Presidente di Renault.

Marchionne è stato certamente una personalità dominante, non convenzionale e coraggiosa, di eccezionale livello. Il cambiamento e la velocità nel saper cambiare era la bussola delle sue azioni ed il segreto dei suoi successi. Lo disse anche durante quella conferenza alla Bocconi, rivendicando la bontà dell’uscita fulminea di Fiat da Confindustria, quando gli interessi del suo Gruppo non coincidevano più con quelli di tanti altri imprenditori.

Lo stesso scontro con la CGIL, mai ideologico, sempre pragmatico e concreto, lo vide trionfare su un modesto Maurizio Landini, ancorato a vecchie tesi populiste. L’importanza della velocità del cambiamento, sembra averlo accompagnato fino alla fine dei suoi giorni, con un addio al mondo, fulmineo, improvviso ed inaspettato. Lui ha salvato la maggiore azienda italiana, ma soprattutto ha lasciato una traccia profonda per una moderna cultura industriale.

Rimarranno sempre nella mia mente le parole da lui pronunciate durante quella conferenza: “I diritti sono sacrosanti e vanno tutelati, ma se continueremo a vivere di soli diritti, di diritti moriremo. Dobbiamo rivalutare il senso del dovere, nella consapevolezza che per avere, bisogna sempre dare.”

Di Pierfranco Faletti

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