10 Febbraio 2026
Linguini Regina prodotti in Egitto super al dente
Guide e classifiche partano da un doppio assunto: il primo, identitario, è che la pasta è una "cosa italiana"; il secondo è che non c'è in assoluto una pasta migliore ma c'è una sorta di Olimpo in cui si ritrovano - vuoi per porosità, vuoi per il rapporto qualità/prezzo, vuoi per la capacità di tenere il condimento - marchi come Barilla, La Molisana, De Cecco, Garofalo, Divella, Agnesi, Rummo, Voiello, etc, oltre ai marchi delle insegne della grande distribuzione, tra le quali Libera Terra, Alce Nero, Conad Sapori e Idee, Esselunga.
Sono 4 le qualità che rendono buona una pasta: superficie ruvida e porosa che consente di trattenere il condimento, tipicamente ottenuta con la trafilatura al bronzo; qualità del grano, che significa assenza di contaminanti; lenta essiccazione che preserva le proprietà organolettiche del grano; tenuta in cottura, che assicura consistenza alla masticazione e mantiene la forma.
Il lavoro ci aveva portati in Egitto. Dopo una settimana di incontri, sopralluoghi e le immancabili visite ai luoghi più iconici di Il Cairo, Luxor, Assuan e Abu Simbel, tra minivan e soste in ristoranti tradizionali e internazionali, ci prende la voglia dei sapori di casa. Il pensiero chiaramente va ad un abbondante, succulento piatto di pasta. Avevamo una sistemazione con cucina e pentolame e in Egitto c'è una consistente presenza di ipermercati e supermercati a marchio Carrefour, gestiti dal gruppo Majid Al Futtaim, molto forniti.
Sugli scaffali non abbiamo visto prodotti italiani, ma la pasta c'era. La nostra attenzione è stata catturata in particolare da una confezione di "Linguini Regina". La lista degli ingredienti era più che convincente e li abbiamo acquistati.

Mentre apparecchiamo la tavola sul terrazzo guardando il tramonto che accende di magia il Nilo, immaginavamo tutti la stessa cosa: i "linguini" trasmutati in poltiglia informe sotto il sugo alla romana che avevamo cucinato. Ogni italiano che cucina sa infatti che, nella cottura della pasta, per il disastro sono sufficienti pochi secondi, in acqua bollente come nella mantecatura in padella.
Ebbene, i "linguini" Regina non assorbono l'acqua come spugne, non cedono al calore, ma tengono meravigliosamente la cottura e il condimento non scivola via, ma viene trattenuto a insaporire. Il vapore sprigionato dalla cottura profuma dei sentori del grano. Al palato risultano consistenti, non gommosi o molli. Scolati molto al dente per ripassarli in padella, evitando il rischio che si scuocessero all'improvviso, l'incredibile: rimanevano mezzi crudi! Mantecatura di oltre 10 minuti a fuoco alto in padella per farli arrivare al "dente scrocchierello"!
Altro che molte paste blasonate italiane, che se ti distrai e passa 1 secondo e si disfano, in un secondo dal dente allo scotto. Oppure termini la mantecatura super al dente, poi le metti nel piatto e sono già scotte!
Insomma, la pasta egiziane è buona, anzi eccellente!
L'esperienza chiaramente fa riflettere, sul significato di globalizzazione come sul senso di prodotto identitario e, soprattutto, di qualità da proporre ai consumatori.
Se poi i pastrychef milanesi sfornano napoletanissimi babà e sfogliatelle e quelli napoletani gareggiano per milanesissimi panettoni e pandori, se a Palermo si servono burrata e mozzarella e arancini e cannoli spopolano a Roma, perché meravigliarsi se uno stato transcontinentale disteso tra Africa ed Asia è in grado di produrre una pasta eccellente?
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