08 Febbraio 2026
Emanuele Filiberto di Savoia stringe la mano ad Anna d'Inghilterra
La confessione di Emanuele Filiberto di Savoia, fatta al Corriere, è nata da un aneddoto raccontato da Gustav Thoni nel suo ultimo libro, Una scia nel bianco, dove narra dell’incontro con il Principe Vittorio Emanuele e sua moglie Marina Doria nel 1974. “Dopo il Gigante di Sankt Moritz, nel 1974, venne a trovarmi il Principe”. E prosegue: “Vennero qui, a Trafoi. In albergo. Vollero incontrare tutto lo staff. Ci lasciarono in dono un orologio da tavola”. Un ricordo apparentemente innocente, se non fosse che all’epoca ai membri maschi di Casa Savoia era assolutamente vietato l’ingresso in Italia. Infatti, l’esilio decadde nel 2002 e nel marzo 2003 i Savoia rientrarono definitivamente nel nostro Paese. Emanuele Filiberto non solo ha confermato quanto scritto da Thoni, ma ha anche ammesso che ci sono stati diversi sconfinamenti in Italia e ha spiegato il perché al Corriere. “Nel caso specifico, se Gustav lo racconta e lo scrive, è sicuramente vero. Un racconto magnifico. Mio padre era un grande appassionato di sport. E non potendo entrare in Italia, la voglia di incontrare un campione come lui era ancora più forte dell’esilio. Avrà preso una macchina e sarà andato a complimentarsi, un gesto stupendo. Le frontiere non possono esistere quando lo sport è bello e importante. Era giusto fare uno strappo”. Il Principe ha confessato senza vergogna che la sua famiglia ha violato più volte la legge. “Gli sconfinamenti sono stati tanti. Io stesso sono entrato più volte in Italia con mio padre. In Valle d’Aosta per vedere il Castello di Sarre, a Torino per pranzo, in Sardegna. Piccoli viaggi. Andavamo nei ristoranti. “I carabinieri facevano proprio il saluto”. Durante queste brevi trasferte, suo padre incontrava anche dei politici: “Era tutto molto semplice. E tutti erano felici di incontrarlo”. Il tempo trascorso in Italia era sempre piacevole, tra cene piemontesi a base di bagna cauda o gite in barca in estate in Sardegna. Ma Emanuele Filiberto ci tiene a precisare: “Prima che noi infrangessimo la legge – sottolinea – ci avevano violato i diritti. La Corte europea ce lo ha riconosciuto. Era normale fare questi strappi”. Queste dichiarazioni rilasciate alcune giorni fa, non sono passate inosservate, tant’è che il principe non è stato avvistato all’inaugurazione delle Olimpiadi a Milano (probabilmente il Cerimoniale del Quirinale non ha particolarmente apprezzato le affermazioni poco opportune) ma al torneo delle 6 nazioni svoltosi a Roma dove l’Italia ha battuto la Scozia nella prima partita. Nella tribuna vip il principe è riuscito a farsi fotografare con la principessa Anna d’Inghilterra, che sosteneva la squadra scozzese, mentre nelle stesse ore il cugino Aimone di Savoia Aosta partecipava, con la maglia italiana, all’opening ufficiale delle Olimpiadi a Milano. Di Andrea Cianferoni
Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.
Articoli Recenti
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Luca Greco - Reg. Trib. di Milano n°40 del 14/05/2020 - © 2024 - Il Giornale d'Italia