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PERSONE ANORMALI - Episodio 43 - Non si scrive l'Italia invano, vichingo! Non si calpesta la tradizione!

04 Gennaio 2026

PERSONE ANORMALI - Episodio 43 - Non si scrive l'Italia invano, vichingo! Non si calpesta la tradizione!

Le giornate di festività natalizie e postnatalizie la avevano provata decisamente. Non tanto per una sorta di versione magari cinesoide o pseudometropolitana di Christmas blues, e neanche per antipatia antinatalizia di fondo o di rimbalzo; il fatto è che Lei non voleva pressarlo né piombargli in casa a Mondovì per fare la fidanzatina petulante, ma pure, schiacciata da una irrefrenabile slavina di sentimenti da fidanzatina petulante, voleva semplicemente vederlo, perdio. 

Nei giorni dopo Natale, finito un ulteriore pranzo anche dopo S.Stefano, Lei languiva in casa guardando alla finestra l'avvicendarsi della variabile meteorologia. Talvolta la volta celeste era soleggiata e talvolta nuvolosina, con un buon freddone pungente di origine artico-balcanica che invitava chiattamente a ficcarsi sotto il piumone a vedersi vecchie e nuove serie televisive come DR.HOUSE o STRANGER THINGS o l'ennesimo spin-off di STAR WARS, ma sempre con un occhio laterale al telefono, a mo' di camaleonte con gli occhietti semoventi a palla. E se Lui non chiamava entro un tot, Lei presa da stizza soprattutto contro sé stessa si precipitava un po' sul telefono guardandone ogni contenuto per scovarvi magari magari delle cose di Lui. Lui che però il telefono lo usava talmente pochissimo che quindi niente vaccate su Instagram o consimili: ma anche fissare WhatsApp o Telegram in attesa di messaggi era, Lei si rendeva conto, una deriva paranoide a cui comunque non si poteva sfuggire manco col cazzo. Ovviamente tutto ciò era un impulso di sottofondo, che Lei reprimeva con la logica di base, ma in qualche maniera pur sotto lieve forma di remota sofferenza era pur sempre un sentimento elettrizzante che le scaldava la pancia. 

Furente e sciolta come un budino molle al contempo, Lei raccattò tutta sé stessa e i suoi pezzi a stracciatella, frazionata tra felicità inchiodata al muro, stizzina folle e palla di cannone pronta al fuoco: non potendo fidarsi della sua stessa guida distratta ed imprudente e trascinata da un impulso quasi messianico Lei buttò all'aria il piumone, tirò giù quattro stracci dall'armadio della camera da letto ficcandoli dentro un borsone da palestra, ci ficcò dentro anche un bbbeautycase mezzo vuoto, controllò solo dopo sullo SMARFO gli orari dei treni per Mondovì, che sapeva prevedevano anche due o tre cambi, uscì di casa e si avviò quasi correndo alla stazione ferroviaria per prendere la prima fortunata coincidenza. Ci volevano un po' di ore e Lei non aveva nessuna intenzione di chiedere autorizzazioni né dare avvisi a nessuno, soprattutto non a Lui. Si sarebbe prenotata al volissimo un buchetto megaeconomico a Mondovì o limitrofi e gli avrebbe portato il regalo di Natale senza dirgli proprio un bel niente, semplicemente confidando nella piccolezza della amenissima cittadina del cuneese. Non sapeva neanche bene dove fosse casa dei suoi genitori e parenti dove Lui stava in quel momento, ma perdio a costo di battere il marciapiede tra un baretto e l'altro del piccolo centro prima o poi l'avrebbe beccato, anche mentendo su dove fosse realmente Lei, per fargli una cazzo di sorpresa. In fondo Lui sarebbe molto probabilmente andato a comprarsi dei toscanelli almeno una volta, e in fondo si erano un po' fatti la posta per mesi, senza cazzi di telefono, prima di finire a letto insieme. E troppo ci teneva a dargli quella giacca di Brioni Houndstooth/Prince of Wales a toni di grigioazzurro e marrone (quasi nuova ed esattamente della sua taglia) che aveva trovato in un ricco negozio Vintage per i cittadini abbienti della città. Quella bella giacca di Brioni se poco le era costata per il suo alto valore in sé, molto assai le era costata per le sue finanze magre. E sì, voleva vedergliela su a tutti i costi, quanto gli sarebbe stata bene addosso a Lui, con un orgoglio quasi più da madre di provincia che da fidanzata. Ma allora era poi davvero la sua fidanzata? Mah, forse che sì forse che no. La definizione era scivolosa, se ne rendeva ben conto. Già gli aveva rubato una sciarpa bianca e blu del Chelsea Football Club. Ogni tanto ci andava anche a dormire, modello cane che ruba le cose per portarsele nella cuccia (chissà perché in italiano "cagna" suona tanto male, quando invece ha un suono bellissimo, e forse proprio per épater le bourgeois con un vocabolo apparentemente sconveniente, pensò Lei in quel momento).

Lui quel pomeriggio passeggiava già non troppo distrattamente per la Piazza Maggiore mondoviana (anche se non si dice cosi), valutando se sedersi un attimo su una panchina a godersi giusto un attimo di breve sole quasi quasi pure caldo, o se scendere lungo la Via Carassone per incontrarsi brevemente con un vecchio amico. Ormai da giorni si crucciava di un problema etico esistenziale di peso. Orbene Lui si chiedeva se raccontare o meno a parenti e cugini e soprattutto a Gisella della colluttazione del treno di pochi giorni prima della Vigilia. Sta cosa aveva intenzione di tenersela per sé ancora a lungo oppure viceversa definitivamente, si domandava bordeggiando i portici della piazza principale? 

Quasi come in un lampo di telepatia, come se avesse intercettato un pensiero di Lei, gli venne voglia al momento di fermarsi un attimo a fumare un mezzo sigaro toscano, forse anche un po' per interpretare il suo ruolo di figliol prodigo (di presunto successo) espatriato dalla piccola provincia, ma pur sempre monregalese quasi di zecca, visto che in realtà suo papà era di Cuneo e la sua mamma di Torino. Si erano trasferiti a Mondovì per il lavoro di suo papà, solo un paio d'anni dopo la sua nascita. 

Ebbene, pensando a Lei, non gli era nuovo il balenarsi di un pensiero ricorrente da quei pochi giorni fa. Se durante lo scontro del treno il giovanotto di colore sciccoso quanto selvatico fosse morto, ucciso preterintenzionalmente da Lui, cosa cazzo sarebbe successo? Al di là delle vicende materiali, cosa sarebbe successo in Lui e nelle persone a Lui vicine?

Ma soprattutto, al netto delle inutili opinioni di molti e di pochi: cosa avrebbe pensato e detto Lei? Lui non sapeva davvero se farlo; se dirle sta cosa. La "prova d'amore" gli sembrava un trucchetto squallido e adolescenziale, ed oltretutto era un gioco truccato in partenza: sarebbe dipeso in grandissima parte dal modo di esposizione in cui Lui avrebbe impostato la narrazione, il tono di voce tragico o agiografico, la eventuale convinzione autoassolutoria o autocolpevolista, la descrizione della parte sanguinaria e mortifera, le motivazioni, le spiegazioni, la altrettanto eventuale richiesta sottesa di appoggio o di perdono oppure la fiera rivendicazione, la disconnessione e la discontinuità con il fattaccio della Corsica della ormai quasi lontana estate passata. 

Quindi, Lei sarebbe stata dalla sua parte o no? E se fosse stato colpevole invece che sostanzialmente innocente per legittima difesa, Lei sarebbe stata ancora dalla sua parte? Una donna si valuta per la solidarietà apodittica di fedeltà al suo uomo o per la indipendenza della sua fibra morale? O per tutte e due? Oppure il possibile stordimento amoroso di donne e di uomini ne inficia gravemente il giudizio morale, persino oltre ogni decenza logica e strutturale? Da che parte sta e può stare una donna intelligente? 

Lui prese in mano il telefono e scorse il suo nome e numero dalla lista chiamate. Sulla panchina in piazza a star fermi cominciava a farsi un poco più freddo, anche perché il sole era già sulla via del tramonto sui colli intorno. Ed era da ieri che Lui non la chiamava né le aveva scritto niente.

E nonostante le ampie libagioni Lui stranamente aveva un languore latente, una fametta fessa, una voglietta di quel qualcosa che non sai che cosa, che non volutamente ti colma le deficienze della vita restante, almeno come ideuccia passante. Sì, certo, gli adorati e adorabili ravioli del plin, ma anche un bel polletto fritto di KFC, ma non di certo, ed anche per fortuna, da queste parti. Ci mancherebbe solo il Kentucky Fried Chicken a Mondovì, pensò Lui, replicando mentalmente una delle barocche bestemmie di Lei. Gli sembrava quasi di sentirla smoccolare proprio lì a fianco. 

E lì capì una volta di più che Lui la amava, quella lì. Quella sua specie di fidanzata cino-balcanoide. Che dilemma.

Di Lapo Mazza Fontana

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