02 Gennaio 2026
In tutta Italia, se date della befana a una signora, venite subito presi a borsettate. A Urbania, no. Lì essere una Befana è un vanto, un onore, una questione di orgoglio, e il Sindaco le regala perfino le chiavi della città.
Infatti, il piccolo ma elegantissimo paese in provincia di Pesaro e Urbino, rinomato per le sue splendide maioliche rinascimentali, le chiese preziose e i palazzi nobiliari, è ufficialmente riconosciuto come “La Città della Befana”. E dal 4 al 6 gennaio festeggia con il consueto sfarzo la 29° edizione della “Festa Nazionale” dedicata alla vegliarda più celebre del pianeta.
Urbania - colma di arte, storia, cultura e curiosità come l’inquietante Museo delle Mummie - in occasione di questo Festival sempre affollatissimo si trasforma in un palcoscenico burlesco e variopinto. Vi si svolgono centinaia di eventi, show, iniziative, mercatini. E si contano a decine le location suggestive come Piazza San Cristoforo, smagliante per il recentissimo restauro e star incontrastata dell’appuntamento 2026.
Le Befane - sia detto senza offesa - sono ironiche, goliardiche e simpaticissime. Si truccano di tutto punto con la gonnellona rattoppata, il fazzolettone sui capelli scarruffati, la scopa fatata. E poi sfilano a frotte per i vicoli, imperversano danzando scatenate sui palchi all’aperto, distribuiscono quintali di caramelle.
Intorno, dalle finestre sventola qualcosina come 4000 calze multicolori. Le luminarie scintillano in ogni angolo. E gli artisti di strada accolgono i numerosissimi visitatori nei fantasiosi panni di elfi, maghi, acrobati, burattinai, illusionisti.
Tappa fondamentale del percorso che ricorda più o meno i contorni di una calza gigantesca? Ma è ovvio, la Casa della Befana, una vera abitazione in mattoni in pieno centro, allestita come una scenografia teatrale: penombra soffusa, cucina con il pentolone sul fuoco, camera da letto con il pagliericcio di foglie, armadio traboccante di scope e stracci, stanza da lavoro dove approntare dolciumi per i bimbi buoni e carbone per quelli discoli.
Qui la nonnetta racconta favole davanti al camino, attira puntualmente migliaia di turisti di ogni provenienza e viene sommersa da valanghe di letterine con relative richieste di doni. Grazie alla Pro Loco, i genitori possono anche “prenotare” le solerti “aiutanti” della Befana per consegnare i regali a domicilio nella notte del 5 gennaio e offrire così ai figli un’esperienza indimenticabile.
Chi è la Befana? Nessuno lo sa per certo. Ella è misteriosa, enigmatica. La sua origine si perde nella notte dei tempi. Forse risale a una divinità pagana dell’antica Roma che sorvolava i campi a cavallo di una scopa per renderli fertili. O forse i Re Magi la incontrarono nel loro viaggio verso Betlemme. La vecchietta, dice la leggenda, dapprima rifiutò di accompagnarli, poi, pentita e desiderosa di conoscere anche lei questo neonato prodigioso di cui si favoleggiava, iniziò a inseguirli dando dolcetti ai bambini che incontrava: ognuno poteva essere il piccolo Gesù, chissà.
Comunque sia andata, una cosa è certa: tra Urbania e la Befana la passione è profonda. E tutto verte sull’attempata madama dal naso adunco. In piazza San Cristoforo impazza la BefanaDance, a piazza del Mercato si gustano prodotti tipici presso il “RistoBefana”, piazza Duomo si ribattezza piazza Dolci e il 5 gennaio, alle 15, ospita il Palio della Befana.
In collaborazione con Poste italiane, il 6 gennaio, nell’Ufficio Postale della Befana si terrà una speciale cerimonia di annullo filatelico. In corso Vittorio Emanuele II sfila la calza della Befana più lunga del mondo, un vero record, 70 metri. E con il “VestiBefana” è possibile noleggiare il suo costume d’ordinanza e identificarsi totalmente con questa singolarissima manifestazione - una cosa buffissima, a parte lo choc dei mariti nel ritrovarsi accanto le mogli così camuffate…ah, naturalmente usate sempre un po’ di tatto, inutile dire “come stai bene, cara, sembri una vera befana” pensando di fare un complimento…
Tra laboratori a tema come la decorazione dei Biscotti della Befana, sfilate dei Re Magi, spettacoli teatrali, esibizioni di giocolerie, bolle di sapone e trasformismo sui trampoli, il clou si raggiunge infine con la funambolica Discesa della Befana che, avventurosamente appesa a un cavo volante, si getta a capofitto dalla Torre Campanaria, atterra in piazza del Comune e provvede all’attesissimo e tradizionale lancio dei dolci (sempre alle 16 e alle 18,30 in ciascuno dei tre giorni di festa). Sullo sfondo, news di quest’anno, uno spettacolare video mapping architetturale e un fantasmagorico mix di colori, suoni, riflessi fiammeggianti.
Insomma, la Festa Nazionale della Befana promuove un borgo incantevole delle Marche, tra colline vellutate e scenari ancora estranei al turismo di massa. La Befana avrà pure le “scarpe tutte rotte”, come recita una nota filastrocca, ma noi seguiamole ugualmente, le sue orme. E a Urbania potremo riappropriarci di sogni, sorrisi, incantesimi, almeno per qualche giorno. È un bel regalo da mettere nella calza, vero?
di Carla Di Domenico
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