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Le rivendicazioni di Trump sulla Groenlandia avevano spinto Re Federico X a modificare lo stemma reale, includendo i simboli dell’Isola. Davanti alle dichiarazioni del Presidente Usa, il parlamento danese si mette a ridere

Non è una novità la richiesta da parte del presidente Usa Donald Trump di voler annettere un territorio facente parte, legittimamente, del regno danese

05 Gennaio 2026

Le rivendicazioni di Trump sulla Groenlandia avevano spinto Re Federico X a modificare lo stemma reale, includendo i simboli dell’Isola. Davanti alle dichiarazioni del Presidente Usa, il parlamento danese si mette a ridere

Re Federico X di Danimarca ha modificato lo stemma reale, già nel gennaio dello scorso anno, per includere simboli che riflettano maggiormente la Groenlandia e le Isole Faroe, un gesto simbolico di riconoscimento della loro importanza e autonomia all'interno del Regno di Danimarca, in un momento in cui la Groenlandia acquisiva maggiore autogoverno. La modifica ha aggiunto l'orso polare (simbolo groenlandese) e il montone (simbolo delle Isole Faroe) insieme ai leoni danesi, sottolineando l'integrazione e l'uguaglianza dei partner del Regno. La motivazione: dare maggiore visibilità e riconoscimento alla Groenlandia e alle Isole Faroe, entità autonome all'interno del Regno di Danimarca. Lo stemma della sola Groenlandia (con l'orso polare che alza la zampa sinistra, secondo la tradizione Inuit) è diverso dalla versione reale danese, ma la modifica del 2025 ha integrato simboli di tutte le parti nel nuovo stemma reale. Non è la prima volta che gli Usa provano a comprare la Groenlandia. Ci aveva già provato Harry Truman nel 1946 offrendo 100 milioni di dollari in lingotti d’oro al governo di Copenaghen. Era la genesi della Guerra fredda e il 33° presidente degli Stati Uniti sapeva bene che avere il controllo della Groenlandia gli avrebbe dato un vantaggio strategico nei confronti dell’Unione Sovietica. La mossa era arrivata in un momento di crescente tensione sulla Groenlandia e sulle sue relazioni con la Danimarca, che continua a controllare la sua politica estera e di sicurezza. Il nuovo stemma reale, viene utilizzato su documenti e sigilli ufficiali. Già lo scorso anno, nel suo primo discorso di Capodanno, il re aveva detto: «Siamo tutti uniti e ognuno di noi si impegna per il Regno di Danimarca Dalla minoranza danese dello Schleswig meridionale - che si trova addirittura fuori dal regno - fino alla Groenlandia. Siamo uniti». Re Frederik ha fatto quindi una chiara dichiarazione di intenti per mantenere il controllo sul territorio autonomo danese ed ex colonia all'interno del regno di Danimarca. Dopo i fatti venezuelani, e l’uso della forza dal parte degli USA per rimuovere il presidente Maduro, Trump non aveva escluso l’uso della forza per un'eventuale annessione della Groenlandia. Secondo Trump, dopo la “cattura” di Maduro, si tratterebbe di una questione di sicurezza nazionale e ha anche promesso dazi nei confronti della Danimarca inasprendo così le tensioni. Ma Perché Donald Trump vuole la Groenlandia? Gli interessi di Trump sulla Groenlandia vanno dall’estrazione delle ricchissime risorse naturali dell’isola, al controllo militare. Grazie a un trattato tra Usa e Danimarca, in Groenlandia si trova la base militare Usa più a Nord, Thule Air Base, a soli 1.200 chilometri dal Circolo polare, dedicata soprattutto alla sorveglianza. Ma per Trump, che di compravendita di lotti e immobili se ne intende, non basta: la sua idea è di acquistarla per allargare la sfera d’influenza militare e allo stesso tempo passare alla storia come il presidente che ha esteso a Nord il territorio degli Stati Uniti. La risposta del Primo Ministro Danese e del Governo non si è fatta attendere. Nessuna minaccia, ma una clamorosa risata collettiva dell’intero Parlamento che vuole ridicolizzare le “dichiarazioni deliranti” di un presidente che viola le più elementari norme del diritto internazionale utilizzando la forza ed il ricatto dei dazi commerciali. Il video allegato parla da solo.

 

 

 

 

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