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Lancio della moneta nella Fontana di Trevi, significato e origine: la leggenda del rito propiziatorio

Lo storico Theodor Mommsen: "La felicità dei tempi romani, la grazia, la tranquillità, la gaiezza, la pienezza della vita e della convivenza romana legano tutti coloro che sono arrivati a Fontana di Trevi in un legame con Roma e insieme in un legame reciproco di comunanza duratura..."

31 Ottobre 2021

Fontana di Trevi

Fontana di Trevi (foto Wikipedia)

Il lancio della moneta nella Fontana di Trevi è un rito noto in tutto il mondo. Tutti i turisti che giungono a Roma si soffermano sempre davanti alla bellissima fontana, simbolo della capitale, e non rinunciano al tradizionale rito della monetina. Ad incantare non è solo la magnificenza della vasca settecentesca, ma anche il numero di monetine presenti sulla sua base. Ogni giorno si possono osservare centinaia di persone disposte di fronte all'acqua e intente a lanciare la loro monetina. Ma quali sono le origini del rito? Ecco il significato del lancio della monetina.

Lancio della moneta nella Fontana di Trevi: la leggenda

Renato Rascel nella sua più celebre canzone, 'Arrivederci Roma', cantava: "…Te trovi Fontana de Trevi tutta pe' te! Ce sta 'na leggenda romana legata a 'sta vecchia fontana per cui se ce butti un sordino costringi il destino a fatte torna'. E mentre er sordo bacia er fontanone la tua canzone in fondo è questa qua! Arrivederci, Roma... good bye...au revoir...".

Il rito affonda le sue origini nella storia secolare dell'Urbe, a cui non si sono sottratti nemmeno i grandi del mondo riuniti al G20. Guidati dal premier italiano Mario Draghi, i leader si sono posizionati dando le spalle alla Fontana di Trevi, come impone la tradizione, e hanno lanciato la monetina propiziatoria. Il gesto è visto oggi come un generico rito apotropaico e di buon augurio. La leggenda "originale" invece associa il lancio della moneta ad una garanzia piuttosto ambita: il ritorno almeno un'altra volta nella vita nella Città Eterna.

Chi inventò il lancio della monetina e perchè

Ma da dove nasce la leggenda? La tesi più accreditata attribuisce la tradizione a Wolfgang Helbig, grande archeologo tedesco dell'Ottocento, di stanza a Roma. Helbig era un brillante protagonista dei salotti dell'epoca, negli ultimi anni del potere papale e nei primi della nuova Roma sabauda. In quelle stanze gli intellettuali mitteleuropei erano soliti ritrovarsi per scambiarsi opinioni, amicizie e pettegolezzi. In quel periodo il fervore culturale era evidente. Quelli furono anche gli anni di "vacanze romane", dipinti magistralmente da Gregoriovius nei suoi Diari romani, lasciando un ricordo struggente ai protagonisti nel momento del ritorno in patria.

Helbig, "archeologo mondano" per eccellenza, inventò il rito-gioco della monetina proprio per lenire questa malinconia. Grazie al lancio si verificava un incantesimo in grado di rassicurare i suoi nordici compagni di studi e di soggiorno sul garantito ritorno sotto il cielo azzurro dell'Urbe. "La felicità dei tempi romani, la grazia, la tranquillità, la gaiezza, la pienezza della vita e della convivenza romana legano tutti coloro che sono arrivati a Fontana di Trevi in un legame con Roma e insieme in un legame reciproco di comunanza duratura...", scriveva lo storico Theodor Mommsen, grande ammiratore dell'idea del lancio della monetina.

Lancio della moneta: origini ancora più antiche

Secondo gli storici il lancio della moneta avrebbe un'origine ancora più antica. Già millenni fa, i romani usavano lanciare monete in corsi d'acqua, fiumi, laghi e anche fontane, per accattivarsi i favori delle divinità acquatiche e attirarsi la buona sorte per esempio alla vigilia di un viaggio. Che la fontana abbia un'aura "magica" lo dimostra anche l'altra usanza tradizionale nella Roma papalina. Quando un giovane doveva lasciare la Capitale, la fidanzata lo accompagnava alla Fontana di Trevi per berne l'acqua da una coppa mai usata, che veniva poi rotta: in questo modo l'amore diventava infrangibile malgrado la distanza.

Oggi il rito della monetina è necessariamente modernizzato e ha perso le due caratteristiche principali: la moneta, secondo la leggenda, dovrebbe essere fuori corso, e al lancio andrebbe seguita una copiosa bevuta dell'acqua Vergine che sgorga dalla fontana, cosa impossibile perchè l'acqua è di ricircolo e non è potabile. Dollari, euro, yen: ogni giorno monete per un valore equivalente di 3mila euro vengono raccolte dagli addetti del Comune, e poi indirizzate a opere di carità tramite la Caritas.

In ogni caso l'attrazione per la Fontana, unico vero monumento "pop" di Roma, non scema, anzi: canzoni, libri, soprattutto film ne hanno ringiovanito il mito e lo hanno reso, appunto, pop: 'La dolce vita', in primis, ma anche la mitica (finta) vendita della fontana stessa in 'Totò truffa', e poi l'omaggio in 'C'eravamo tanto amati'. Un fascino e una magia cui anche i leader del mondo hanno portato omaggio, mettendosi per una volta in secondo piano rispetto alla maestosità di un monumento che, da secoli, ruba la scena.

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