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Inno di Mameli, storia e curiosità: 65 anni fa la Repubblica lo adottò come inno provvisorio

L'inno nazionale nasce durante il Risorgimento, ma prima di diventare ufficiale sono passate decine di anni

12 Ottobre 2021

Inno di Mameli

Inno di Mameli festeggia 65 anni come canzone dello Stato italiano. Sapevate che la Repubblica lo adottò come inno provvisorio solo nel 1946? Il canto più conosciuto dai cittadini italiani, infatti, ha una lunga e travagliata storia, che lo ha portato solo in tempi recentissimi a diventare l'inno ufficiale d'Italia. Ecco alcune curiosità sull'Inno di Mameli che pochi conoscono.

1. È diventato ufficiale decenni dopo l'adozione da parte della Repubblica

Ebbene sì. Anche se nel 1946 si è deciso di adottare l'Inno di Mameli per rappresentare lo Stato italiano, si è trattato per decenni solo di una misura "provvisoria". Il 12 ottobre 1946, in seguito a una consultazione parlamentare, venne proclamato national anthem provvisorio, poiché il dibattito sulla canzone più rappresentativa del popolo italiano nel Dopoguerra era ancora parecchio acceso.

Solo nel 2017 il Governo ha decretato che l'Inno di Mameli è l'inno nazionale ufficiale della Repubblica italiana. Per la conferma si è dovuti ricorrere a un decreto legge ad hoc, la legge 181.

2. Chi è l'autore

Dal titolo del canto è facile risalire all'autore: ma chi era davvero Goffredo Mameli? Il canto, meglio conosciuto allora come "Fratelli d'Italia" nasce in pieno Risorgimento, nel 1847, ed è stato ispirato da una delle numerose proteste di quell'epoca sulle riforme. 

Goffredo Mameli è stato una figura di spicco dell'epoca risorgimentale italiana, noto poeta e patriota. A ispirarlo sono stati i principi della Rivoluzione Francese, nonché la Marsigliese, l'inno nazionale della Francia. Insieme a lui ha lavorato il compositore Michele Novaro, che ha completato il testo con le note che tutti conosciamo.

3. Qual è stato il primo inno nazionale?

Solo nel Dopoguerra il Governo italiano ha scelto di eleggere l'Inno di Mameli a inno nazionale provvisorio. Una decisione nata in seguito all'acceso dibattito sui valori della nuova Repubblica in epoca post-Ventennio fascista, che preferì lasciare aperta la questione alle amministrazioni successive.

Il primo inno italiano, tornando indietro all'Unità d'Italia, è stato fino al Dopoguerra la "Marcia Reale dei Savoia". L'inno venne sostituito per un breve periodo con "La canzone del Piave" nel 1943, mentre tra le frange partigiane iniziava a tornare in auge il testo dell'Inno di Mameli. Per questo motivo si decise, in via temporanea fino al 2017, di scegliere quella canzone risorgimentale carica di nuovi valori.

4. Era stato fortemente criticato

In realtà l'Inno di Mameli non venne mai considerato fino al 1946 perché non convinceva la dirigenza dello Stato italiano. Mameli eseguì per la prima volta l'inno il 10 dicembre 1847 a Genova, durante l'anniversario della ribellione del quartiere Portoia contro gli Asburgo invasori. Ma il testo e le note non hanno mai convinto i personaggi di spicco del Governo italiano, tanto che  Mazzini chiese all'autore di scrivere un nuovo testo che poi il compositore Giuseppe Verdi avrebbe tradotto in musica.

Secondo il politico italiano Mameli aveva dato all'inno un testo "troppo poco marziale", che non esprimeva a sufficienza il senso di unità nazionale italiana. C'era anche chi, nel Governo di allora del regno d'Italia, aveva scartato l'Inno di Mameli giudicandolo troppo "semplicistico" per salire agli onori delle celebrazioni nazionali.

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