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"La Fragilità e la Forza": alle Gallerie d'Italia di Intesa Sanpaolo a Napoli inaugurata la mostra conclusiva di 'Restituzioni'

Antonello da Messina, Bellini, Carpaccio, Giulio Romano, Boccioni, Manet : 200 capolavori restaurati in mostra alla nuova sede delle Gallerie d'Italia di Napoli in Via Toledo

Di J.Muller

23 Giugno 2022

Ammirare un Manet accanto a un affresco parietale di Pompei, una crocifissione lignea intrisa di pathos popolare nella stessa sala dove risplende Il Sole di Pelizza da Volpedo insieme ad oggetti di vita quotidiana rubati all’antichità.

Il percorso espositivo inaugurato alle Gallerie d’Italia di Napoli con la mostra conclusiva del programma ‘Restituzioni’ non solo esemplifica delle tappe fondamentali nell’archeologia e nella storia dell’arte italiana, ma rende anche possibile un dialogo raro tra opere lontane nel tempo e nello spazio, tanto da donare un sentimento di straniamento, di dilatazione, di assoluta pregevolezza.

Opere dell’antichità e della cultura popolare fino ai più fini capolavori contemporanei (vedi La Campana di Mainolfi della quale ci parlerà più avanti la curatrice), ognuna con la loro individualità, con la loro storia che ha il fascino intrinseco della riscoperta, tenute insieme da un percorso espositivo che si snoda proprio a partire dal restauro.

Molteplici anche i materiali, le tecniche e i colori che trasportano il visitatore a concepire il concetto di tutela, di bene insieme a quello di bello.  Bello pensare che queste opere sono qui per sostare tutte insieme, per mostrare il loro rinnovato splendore ma che presto torneranno ai loro luoghi di provenienza, restituite alla comunità che le ha prodotte e espresse.

Restituzioni, il programma di Intesa Sanpaolo con il Ministero della Cultura

Elisa Ferrio, Intesa Sanpaolo: "Restituzioni, un grande lavoro di tessitura e tecnica"

Restituzioni, che ha ormai raggiunto la XIX edizione, è il programma biennale di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio artistico nazionale che Intesa Sanpaolo conduce in collaborazione con il Ministero della Cultura.

Visitabile fino al 25 settembre 2022, l’esposizione presenta il risultato dei restauri di 87 nuclei di opere per un totale di 231 manufatti, selezionati dall’Istituto bancario insieme a 54 enti di tutela (Soprintendenze, Direzioni Regionali Musei e Musei autonomi) e appartenenti a 80 enti proprietari, tra musei pubblici e diocesani, chiese e luoghi di culto, siti archeologici. La curatela scientifica è di Carlo Bertelli, Giorgio Bonsanti e, da questa edizione, Carla Di Francesco.

La mostra temporanea inaugura anche il ciclo di esposizioni che si terranno nella nuova sede della Gallerie napoletane in Via Toledo 177. Ne abbiamo parlato con Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo.

Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, Coppola: “In un mese 30mila visitatori a Torino, a Napoli oltre 40mila: grande desiderio di tornare, di partecipare, grande stupore”

VIDEO- Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, Coppola: “In un mese 30mila visitatori a Torino, a Napoli oltre 40mila: grande desiderio di tornare, di partecipare, grande stupore”

Michele Coppola Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo a Il Giornale d’Italia:

“La decisione di aprire la nuova sede delle Gallerie d’Italia di Napoli con la XIX edizione di Restituzione, il programma più che trentennale della Banca di restauro del patrimonio d’Italia non di proprietà credo sia la dimostrazione più concreta del significato che il progetto cultura ha per la Banca ma anche per la comunità italiana che si occupa di arte, valorizzazione del patrimonio e difesa delle radici culturali del nostro Paese. Un palazzo monumentale come l’ex banco di Napoli divenendo Museo porta con sé l’ambizione e la volontà di continuare a lavorare alla diffusione della conoscenza del patrimonio italiano al fine sottolineare come l’immenso patrimonio del nostro paese, risorsa eccezionale e fragile, non possa essere una doverosa attività esclusiva del sistema pubblico. L’intuizione illuminata di una Banca che decide di affiancare il pubblico dimostra come quella lungimirante idea sia attuale e necessaria.

Probabilmente dobbiamo dire che i risultati sono andati oltre alle aspettative: abbiamo ospitato a Torino più di 30mila visitatori, a Napoli oltre 40mila. Al di là dei numeri è bene evidenziare la modalità con le quali abbiamo avuto dei riscontri: grande desiderio di tornare, di partecipare, grande stupore. Credo che sia importante mettere a fattore comune come le Gallerie d’Italia siano entrate a far parte di quella dimensione di racconto e promozione della cultura italiana conosciuto e riconosciuto. Inaugurare due musei in una settimana, dopo due anni di cantiere e due anni faticosi come quelli che abbiamo attraversato rende tutto meno faticoso e difficile.  Esiste una differenzia sostanziale tra una sede e l’altra ma in una visione corale di un impegno a favore dell’arte e della cultura con una grande attenzione nei confronti delle altre istituzioni culturali, delle associazioni e delle fondazioni che sono sul territorio”.

Silvia Foschi, Intesa Sanpaolo: “Restituzioni alle Gallerie di Napoli: in mostra 80 opere per un totale di 231 pezzi restaurati”

VIDEO- Silvia Foschi, Intesa Sanpaolo: “Restituzioni alle Gallerie di Napoli: in mostra 80 opere per un totale di 231 pezzi restaurati”

Silvia Foschi Responsabile Patrimonio Storico Artistico e Attività Culturali Intesa Sanpaolo, in occasione della mostra ‘Restituzioni’ inaugurata oggi alle Gallerie d’Italia di Napoli a Il Giornale d’Italia ha raccontato aneddoti e curiosità che coinvolgono le opere in mostra:

“Questo percorso copre un arco cronologico di ventisei secoli: troviamo espressioni artistiche che vanno dal VI secolo a.C., come i bellissimi specchi bronzei ritrovati negli scavi della Locride, fino alla Campana di Minolfi”

“Sono 80 nuclei di opere per un totale di 231 pezzi e ciascuno di questi racconta una storia. Ci sono storie particolari come quella della Piccola Pace di Otricoli in avorio che è caduta tra gli scanni del coro della chiesa e nessuno l’ha mai ritrovata finché non si è restaurato il coro. Questo avvenimento l’ha però preservata tanto che la statua conserva la sua policromia originaria. Sono storie di devozione, alcune che ci fanno sorridere, come la scoperta che il panno che copre il Gesù bambino della Madonna di Bronzino di Capodimonte è stato aggiunto in un secondo momento. Ci sono poi storie che riguardano gli uomini, il grande Napoleone ad esempio, ma anche storie che raccontano donne: quelle anonime che usavano per specchiarsi gli specchi di cui parlavo prima, quelle sante, come S. Rita e S. Apollonia, ma anche un’imperatrice come Teresa Cristina del Brasile, la quale portò in dote a Brasile molti pezzi della collezione borbonica. Abbiamo ad esempio restaurato uno di questi pezzi: un affresco di Pompei che è stato devastato dal terribile incendio che nel 2018 ha distrutto il Museo Nazionale di Rio de Janeiro”.

Bonsanti, curatore di Restituzioni: “Alle Gallerie d’Italia di Napoli 80 opere restaurate: da grandi capolavori alla religiosità popolare”

 VIDEO- Bonsanti, curatore di Restituzioni: “Alle Gallerie d’Italia di Napoli 80 opere restaurate: da grandi capolavori alla religiosità popolare”

Giorgio Bonsanti, curatore programma Restituzioni, in occasione dell’inaugurazione della mostra alle Gallerie d’Italia di Napoli di Intesa Sanpaolo:

“A Napoli si è inaugurata la nuova sede museale con una parte di esposizione continua e una parte che è dedicata alle mostre temporanee che inaugura proprio con quella conclusiva di ‘Restituzioni’

Si tratta di un progetto che va avanti da molti anni: iniziato nel 1999 a Vicenza da una piccola banca locale che attraverso successive trasformazioni è diventata oggi il Gruppo Intesa Sanpaolo e consiste nel finanziare i restauri di opere d’arte e beni culturali che vengono segnalati da soggetti pubblici. Dopo i restauri vengono esposte in una mostra e dopodiché ognuna torna a casa sua.

Qui a Napoli abbiamo più di 80 opere in cui ci sono capolavori di Bellini, di Antonello Da Messina, da Eduard Manet e Boccioni ma abbiamo anche opere anonime di religiosità popolare. Sicuramente uno dei criteri di scelta delle opere da restaurare nasce infatti proprio dal fatto che queste sono molto care alle comunità che le ha espresse.

La mostra è molto differenziata perché si trovano opere di tutti i materiali, di tutti i generi e di tutte le epoche. Non è soltanto interessante culturalmente ma anche divertente da visitare. Mi auguro veramente che ci sia un pubblico numeroso. Tutte le regioni italiane sono infine presenti, la prima edizione partiva solo dal Veneto ma adesso abbraccia tutta la penisola”.

Di Francesco, curatrice di Restituzioni, spiega l’opera ‘La Campana’ di Mainolfi esposta alle Gallerie d’Italia di Napoli

VIDEO- Di Francesco, curatrice di Restituzioni, spiega l’opera ‘La Campana’ di Mainolfi esposta alle Gallerie d’Italia di Napoli

Tra le opere in mostra alle Gallerie d’Italia in occasione della mostra conclusiva ‘Restituzioni’ anche La Campana di Mainolfi. Ne abbiamo parlato con la curatrice Carla Di Francesco.

“Restituzioni è un percorso espositivo che possiamo definire un viaggio nel tempo e nello spazio d’Italia, perché inizia da complessi archeologici dell’Italia meridionale e finisce con l’arte contemporanea, rappresentata splendidamente dall’oggetto che si vede alle mie spalle: la Campana di Luigi Mainolfi.

Un’opera realizzata alla fine degli anni settanta in gesso e a rilievo con all’interno una serie di graffiti che sembrano un inviluppo e un percorso coinvolgente di oggetti, persone e paesaggi di fantasia. Racconta in modo non ordinato storie di personaggi antichi, storie di vita, dell’Italia antica, partendo proprio da Zeusi per raccontare l’Italia dell’antichità.

Un’opera complessa anche dal punto di vista della materia: gesso dipinto prima con vernice e poi con un pigmento messo su cera che ha creato anche qualche problema di conservazione, da cui il restauro, che è stato anche un modo per capire come movimentarla. L’opera colpisce per la sua contemporanea e per la sua ispirazione all’archeologica e all’arte antica. Ci sembra quindi molto significativa per questa rassegna".

 

 

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