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Palazzo Reale riparte dalle donne. Piraina: “Speriamo sia un’apertura irreversibile”

Piraina al Giornale d’Italia: “Non passi l’idea che la cultura sia qualcosa di accessorio: non è un passatempo ma un diritto”

Di J. Muller

26 Aprile 2021

Palazzo Reale si tinge di rosa con ben tre mostre dedicate al talento femminile

Riapre domani anche il Palazzo Reale di Milano, un’apertura che il Direttore Domenico Piraina, si augura possa essere definitiva: “Siamo abituati a obbedir tacendo, ma spero che la situazione sia irreversibile. Il problema più grave sono questi stop and go: si progetta, si allestisce, poi si richiude, si riapre. Questa volta ho una buona sensazione, perché la campagna vaccinale sta proseguendo a un buon ritmo e ci avviciniamo verso la stagione estiva”.

I luoghi della cultura vivono grazie e per il pubblico che si speri risponderà positivamente a questa riapertura. Ma il Direttore si dice ottimista :“quando abbiamo riaperto alla fine di maggio dopo il primo lockdown subimmo una diminuzione molto consistente dei visitatori, ma quando abbiamo riaperto nel mese di febbraio per 15 giorni abbiamo riscontrato una diminuzione meno significativa: dal 80% di maggio al 50%.  Spero che questa terza riapertura si riassesti su questi numeri”.

Piraina lo ribadisce con convinzione: “I musei sono luoghi sicuri, molte volte viene sottovalutato questo aspetto. Innanzitutto la fruizione dei musei è soggetta a rigide norme di sicurezza, in secondo luogo non si creano assembramenti, e in terzo luogo in un museo per natura non si tocca nulla! A Palazzo Reale siamo stati molto rigidi: abbiamo fissato una capienza massima non solo per ogni mostra, ma per ogni sala”.

“Deve passare il concetto che la cultura è un diritto, non è un passatempo, certamente questo diritto bisogna esercitarlo in maniera compatibile con quello della salute, ma non dobbiamo dimenticarcelo!” conclude il Direttore.  

Palazzo Reale si tinge di rosa: le mostre dedicate ai talenti femminile nell'arte

Sono tre le esposizioni dedicate alla pittura femminile che potranno essere ammirate dai visitatori: "Le Signore dell’Arte. Storie di donne tra ‘500 e ‘600", “Divine e Avanguardie. Le donne nell’arte russa” , Prima, Donna Margaret Bourke-White.

Le mostre rientrano ne “I talenti delle donne”, un palinsesto promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano dedicato all’universo delle donne: "I talenti delle donne" intende far conoscere al grande pubblico quanto, nel passato e nel presente - spesso in condizioni non favorevoli - le donne siano state e siano artefici di espressività artistiche originali e, insieme, di istanze sociali di mutamento. Si vuole  rendere visibili i contributi che le donne nel corso del tempo hanno offerto e offrono in tutte le aree della vita collettiva, a partire da quella culturale ma anche in ambito scientifico e imprenditoriale, al progresso dell’umanità. L’obiettivo è non solo produrre nuovi livelli di consapevolezza sul ruolo delle figure femminili nella vita sociale ma anche aiutare concretamente a perseguire quel principio di equità e di pari opportunità che, dalla nostra Costituzione, deve potersi trasferire nelle rappresentazioni e culture quotidiane

Palazzo Reale riapre con una mostra inedita: "Le Signore dell’Arte. Storie di donne tra ‘500 e ‘600"

Con la mostra "Le Signore dell’Arte. Storie di donne tra ‘500 e ‘600", l’arte e le incredibili vite di 34 diverse artiste vengono riscoperte attraverso oltre 130 opere, a testimonianza di un’intensa vitalità creativa tutta al femminile, in un singolare racconto di appassionanti storie di donne già “moderne”.   

In mostra le artiste più note, ma anche quelle meno conosciute al grande pubblico, le nuove scoperte, come la nobile romana Claudia del Bufalo, che entra a far parte di questa storia dell’arte al femminile, e alcune opere esposte per la prima volta.  

Sotto la curatela di Anna Maria BavaGioia Mori e Alain Tapié, le opere selezionate per la mostra provengono da ben 67 diversi prestatori, tra cui le gallerie degli Uffizi, il Museo di Capodimonte, la Pinacoteca di Brera, il Castello Sforzesco, la Galleria nazionale dell’Umbria, la Galleria Borghese, i Musei Reali di Torino, la Pinacoteca nazionale di Bologna, il Musée des Beaux Arts di Marsiglia e il Muzeum Narodowe di Poznan (Polonia). 

La mostra racconta non solo la maestria compositiva di queste pittrici, ma anche il ruolo sociale che hanno rivestito nel loro tempo, alcune affermate presso le grandi corti internazionali, altre vere e proprie imprenditrici, tutte capaci di confrontarsi con i propri ideali e con diversi stili di vita.  

Tra le eroine in mostra a Palazzo Reale domina per celebrità la figura di Artemisia Gentileschi: figlia di Orazio, icona di consapevolezza e rivolta, artista e imprenditrice, la sua arte rivaleggia con quella degli stessi pittori uomini dell’epoca e il suo successo la porta allo scarto dalla sua categoria sociale; un esempio di lotta contro l'autorità e il potere artistico paterno, contro il confinamento riservato alle donne. 

Di Sofonisba Anguissola - cremonese che visse oltre dieci anni alla corte di Filippo II a Madrid, per poi spostarsi in Sicilia dove fu visitata da Antoon van Dyck nel 1624 - sono esposti tra gli altri la Partita e scacchi (1555), e per la prima volta la Pala della Madonna dell'Itria (1578). 

E ancora Lavinia Fontana - bolognese e figlia del pittore manierista Prospero Fontana - in mostra con 14 opere tra cui l'Autoritratto nello studio (1579), la Consacrazione alla Vergine (1599) e alcuni dipinti di soggetto mitologico di rara sensualità.

E poi ancora la pittrice bolognese Elisabetta Sirani, in mostra con potenti tele in cui sono raffigurati il coraggio femminile e la ribellione di fronte alla violenza maschile; Ginevra Cantofoli, con Giovane donna in vesti orientali (seconda metà del XVII); Fede Galizia con l’iconica Giuditta con la testa di Oloferne (1596); Giovanna Garzoni, altra modernissima donna che visse tra Venezia, Napoli, Parigi e Roma, in mostra con rare e preziose pergamene.

Il progetto espositivo è realizzato con il sostegno di Fondazione Bracco, main sponsor della mostra, il cui impegno è da sempre rivolto a diffondere cultura, arte e scienza, con particolare attenzione all'universo femminile e alle protagoniste del pensiero creativo.

Palazzo Reale, prorogata la mostra “Divine e Avanguardie. Le donne nell’arte russa”

La mostra restituisce un’idea dell’arte russa e del fondamentale ruolo delle donne in questo Paese, del loro contributo alla Storia dell’Arte, del loro ruolo nella società per l’emancipazione e per il riconoscimento dei diritti attraverso un ricco corpus di opere, tramite mezzi espressivi e tecniche differenti per rappresentare l’evoluzione culturale e sociale.

Circa 90 opere in larga parte mai esposte prima d’ora in Italia, in un racconto che si dipana attraverso 8 differenti sezioni e 2 grandi capitoli: da un lato la donna e il suo ruolo nella società con sante e madonne, imperatrici, contadine e operaie, intellettuali e madri ritratte dai grandi maestri: Il’ja Repin, Boris Kustodiev e Filipp Maljavin, il suprematista Kazimir Malevich e i maestri degli anni Dieci e Venti del Novecento, Aleksandr Dejneka, Kuzma Petrov-Vodkin, autore del ritratto della poetessa Anna Achmatova, solo per citarne alcuni. Dall’altro le donne artiste, “le amazzoni dell’avanguardia russa”, donne protagoniste di una atmosfera culturale, storica e sociale straordinaria, attive nei primi trent’anni del Novecento quando crearono opere originali e innovative: Natalia Goncharova, Ljubov Popova, Aleksandra Ekster e ancora artiste del realismo socialista come la scultrice Vera Mukhina con il suo modello in bronzo del complesso scultoreo “L’operaio e la kolchoziana” per il padiglione URSS all’Expo di Parigi del 1937.

Palazzo Reale, prorogata la mostra Prima,Donna dedicata a Margaret Bourke-White

La mostra raccoglie, in una selezione del tutto inedita, le più straordinarie immagini realizzate da Margaret Bourke-White - tra le figure più rappresentative ed emblematiche del fotogiornalismo - nel corso della sua lunga carriera. Accanto alle fotografie, una serie di documenti e immagini personali, video e testi autobiografici, raccontano la personalità di un’importante fotografa, una grande donna, la sua visione e la sua vita controcorrente.

Pioniera dell’informazione e dell’immagine, Margaret Bourke-White ha esplorato ogni aspetto della fotografia: dalle prime immagini dedicate al mondo dell’industria e ai progetti corporate fino ai grandi reportage per le testate più importanti come Fortune e Life; dalle cronache visive del secondo conflitto mondiale ai celebri ritratti di Stalin e Gandhi, dal Sud Africa dell’apartheid all'America dei conflitti razziali fino al brivido delle visioni aeree del continente americano.

E' possibile ammirare oltre 100 immagini, provenienti dall’archivio Life di New York e divise in 11 gruppi tematici - L'incanto delle acciaierie, Conca di Polvere, Life, Sguardi sulla Russia, Sul fronte dimenticato, Nei campi, L'India, Sud Africa, Voci del Sud bianco, In alto e a casa, La mia misteriosa malattia - che, in una visione cronologica, rintracciano il filo del percorso esistenziale di Margaret Bourke-White e mostrano la sua capacità visionaria e insieme narrativa, in grado di comporre “storie” fotografiche dense e folgoranti.

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