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Vaccino Covid, assessore Sanità Toscana Bezzini la spara: "4° dose necessaria per immunizzare, senza sieri saremmo in situazione tragica" - VIDEO

Quarta dose in Toscana raccontata come panacea universale nella primavera 2022: tra raccomandazioni, mantra sulla “protezione” e sorrisi nello studio di Tv9 Telemaremma, nella trasmissione 9x5, il vaccino Covid resta l’"unica risposta possibile" per le istituzioni, che come al solito non guardano agli effetti avversi e agli studi scientifici

19 Gennaio 2026

Nella primavera del 2022 è andato in onda sulla trasmissione televisiva 9x5, sul canale Tv9 Telemaremma, un intervento dell'assessore alla Sanità della regione Toscana Simone Bezzini. Insieme alla giornalista Moira Armini che conduceva l'intervista, Bezzini ha continuato a proporre la narrativa cieca e dogmatica della "scienza ufficiale" sul vaccino Covid: "Vaccinatevi tutti con la quarta dose, necessaria all'immunizzazione delle persone fragili. Senza i sieri, saremmo tutti in una situazione tragica, certamente non come oggi". Tutto ciò non considerando né gli studi sugli effetti avversi, né le persone che ne sono state colpite.

Vaccino Covid, assessore Sanità Toscana Bezzini la spara: "4° dose necessaria per immunizzare, senza sieri saremmo in situazione tragica"

Nel salotto di 9x5 su Tv9 Telemaremma, la quarta dose del vaccino Covid è stata presentata come una sorta di elisir stagionale, utile a “recuperare il tasso di protezione” e a rendere la convivenza con il viruspiù serena”. A spiegarlo, con tono pacato e lessico ormai rodato, è l’assessore regionale toscano alla Sanità Simone Bezzini, affiancato da una giornalista diligente nel rilanciare ogni raccomandazione come fosse una verità rivelata.

Secondo Bezzini, la quarta somministrazione è “vivamente consigliata” a over 80, fragili, ospiti delle RSA e sessantenni con patologie elencate in apposite tabelle ministeriali. Il motivo? La protezionetende a diminuire”, quindi la soluzione, ancora una volta, è una nuova dose. Nessuna controindicazione emersa, nessun dubbio, nessuna autocritica: il vaccino aumenta la protezione, riduce le forme gravi, permette di vivere più tranquilli. Punto.

Peccato che il messaggio, ripetuto come un mantra, sembri ignorare una stanchezza diffusa e una domanda legittima: quante dosi servono per sentirsi davvero protetti? La risposta, implicitamente, è sempre la stessa: una in più. E se non basta, se ne parlerà in autunno, magari con un comodo vaccinobivalenteCovid-influenza, perché ormai – viene spiegato – bisogna “abituarsi” a una vaccinazione periodica.

La giornalista annuisce, rilancia, sottolinea come “la campagna ha funzionato” e come senza vaccinisaremmo in tutt’altre condizioni”, mentre ogni riferimento a effetti avversi, efficacia reale nel tempo o valutazioni individuali resta accuratamente fuori dall’inquadratura. L’estate diventa così una parentesi di ottimismo vigilato: liberi sì, ma non troppo; sereni sì, ma con prenotazione sul portale regionale per una nuova dose.

Alla fine il copione è chiaro: raccomandazioni, portali, medici di famiglia e un assessore che invita a “non abbassare la guardia”. Il virus cambia, le varianti passano, ma la soluzione resta invariabile. E guai a fare domande: la scienza, ci assicurano, ha già deciso per tutti. Ma solo la scienza "ufficiale", non quella degli studi che dimostrano la gravità degli effetti avversi del siero, soprattutto nelle persone che sono state inoculate più volte.

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