19 Marzo 2026
Il presidente statunitense Donald Trump ha risposto ad alcune domande di giornalisti alla Casa Bianca, rinforzando la sua strategia di uscita dalla guerra in Iran: "Non invieremo truppe lì, ma se anche lo facessi, non ve lo direi". Ha poi parlato dei raid israeliani sui giacimenti di petrolio e gas a Teheran: "Ho detto a Netanyahu di non farlo più".
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha escluso pubblicamente l’invio di truppe in Iran, cercando di rassicurare l’opinione pubblica in un momento di forte tensione internazionale. Parlando ai giornalisti alla Casa Bianca, durante un incontro con la premier giapponese Sanae Takaichi, Trump ha dichiarato: “Non invierò truppe da nessuna parte. Se lo facessi, non ve lo direi. Ma non sto inviando truppe”.
Una dichiarazione che, pur negando un coinvolgimento diretto sul terreno, lascia aperti margini di ambiguità sulla strategia americana. Il presidente ha ribadito che l’Iran rappresenta una minaccia, ma ha anche sostenuto che il conflitto “finirà molto presto”, affermando che Washington sarebbe “in anticipo sulla tabella di marcia”.
Trump ha inoltre rivelato di aver esercitato pressioni su Benjamin Netanyahu per limitare l’escalation, in particolare sugli attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane. “Ho detto a Netanyahu di non attaccare più gli impianti petroliferi e del gas, e lui mi ha detto che non lo farà più”, ha dichiarato.
Il tema energetico resta centrale, soprattutto alla luce delle tensioni nello Stretto di Hormuz, cruciale per il traffico globale di petrolio. Trump ha sottolineato che gli Stati Uniti stanno “difendendo” lo stretto “per tutti”, aggiungendo però che il maggiore coinvolgimento degli alleati arriva “troppo tardi”.
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