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"Un'onda inarrestabile": le persone cambiano lavoro per paura dell'Ai

Da Francia a Usa, interrogativi sul futuro dell'occupazione

19 Marzo 2026

Milano, 19 mar. (askanews) - Una azienda fintech americana chiude la filiale italiana e annuncia il licenziamento collettivo per 37 persone: a sostituirle l'intelligenza artificiale. Un caso da considerare ancora come una eccezione in Italia, ma che mette di fronte a importanti interrogativi su come l'Ai trasformerà il lavoro. Secondo uno studio diffuso in questi giorni (di Coface e dell'Osservatorio dei lavori minacciati ed emergenti OEM), un posto di lavoro su sei in Francia sarà a rischio a causa dell'Ai entro i prossimi due-cinque anni. Qualcuno sta già correndo ai ripari.

"L'ho vista come un'onda che si abbatteva su di noi e non c'era niente che potessimo fare per fermarla - dice Silke Vaissiere, ex traduttrice che ha cambiato settore e ora lavora in una azienda biotech - quindi, o l'accettiamo e ci apriamo a qualcos'altro, ad altre possibilità, oppure proviamo a combatterla, ma per me è una battaglia persa in partenza."

Glenn Paul-Parvenu si occupava di animazione digitale, ora è un insegnante di arte. "Inizialmente, veniva utilizzata solo nella fotografia, poi ha iniziato a essere impiegata nei video - dice - ormai faccio quasi fatica a distinguere tra una breve animazione realizzata dall'intelligenza artificiale e una realizzata da un essere umano."

Nell'ottobre 2025 negli Usa ci sono stati 153mila licenziamenti, di questi 31mila sono stati giustificati col ricorso all'Ai (report Challenger, Gray & Christmas). In Europa al momento, secondo un recente report Bce, le aziende che adottano l'AI nell'eurozona stanno assumendo più personale, almeno nel breve termine. Ma avvertono: nel lungo periodo rischiano di rimanere indietro le fasce di lavoratori meno specializzati. Servono lungimiranza e interventi mirati, come ha sottolineato la stessa presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, "per investimenti in competenze e welfare".

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